
Il calcio italiano tra Pochettino e Astori
di - Le parole dell'allenatore del Tottenham sono incomprensibili per l'Italia che invece fa bella mostra di sé di fronte a una tragedia
Gli editoriali firmati dalla redazione del Napolista. In questa sezione vivono i pezzi che prendono una posizione netta su un tema di calcio, di sport o di sistema: critiche al gioco di un allenatore, difese di una scelta societaria, riflessioni sul sistema calcio italiano, prese di posizione su arbitri, Federcalcio, mercato e diritti TV. È la voce autoriale del giornale, quella che differenzia il Napolista da una cronaca asciutta. I lettori che cercano «cosa ne pensa il Napolista» trovano qui le risposte più articolate.

di - Le parole dell'allenatore del Tottenham sono incomprensibili per l'Italia che invece fa bella mostra di sé di fronte a una tragedia

di - Con 33 punti a disposizione e tanti scontri (diretti e incrociati) ancora da disputare, il Napoli ha ancora tutte le possibilità matematiche e mentali per giocarsi il titolo con la Juventus.

di - L'allenatore dopo la partita, pur col sorriso sulle labbra, con l'Arsenal ha detto: «Io mi sarei buttato». Non tutti i tifosi del Milan sono rimasti contenti.

di - La notte di San Siro segna la distanza con la Premier League. Ma Juventus, Roma e Napoli spiegano che fare calcio di livello internazionale anche in Italia.

di - Non comprendiamo perché Reina e il Milan abbiano optato per una trattativa alla luce del sole - al netto della fuga di notizie. Ora ogni eventuale errore sarà addebitato alle voci di mercato.

di - Hanno una voglia di vincere che cresce con le vittorie. Partite come quella di ieri ti aiutano a crescere. Anche se hai 40 anni come Buffon, o 38 come Barzagli

di - Le indiscrezioni sul possibile incontro Sarri-De Laurentiis confermano la volontà (probabilmente condivisa) di portare avanti il modello di questi ultimi tre anni.

di - Un discorso sulla filosofia calcistica, e su come Napoli-Roma abbia riaperto il dibattito sulla «bellezza a mani vuote» del gioco di Sarri. Quando la storia e il football di oggi possono dire l'esatto contrario.

di - In un giorno triste, anzi drammatico, il mondo del pallone ha riconosciuto che c'è un tempo per giocare e uno per attendere. Astori è mappa e territorio di questo mondo.

di - Se esiste la giustizia, non può perdere il campionato una squadra che fa 69 punti e ha un goleador (ex panchinaro) che di sera va alla Stazione Centrale

di - Il club, d'accordo con Sarri, ha scelto il portoghese per sostituire Strinic. Lo ha voluto. Perché sapeva cosa avrebbe potuto dare. È un'altra conferma della solidità del progetto

di - Il successore di Montella ha costruito un Milan logico, lineare, che funziona secondo principi di assoluta semplicità.

di - Inter-Benevento è solo l'ultima puntata di una saga di abbandono e rigetto rispetto alla possibilità del Var, all'opportunità di legittimare valutazioni e decisioni arbitrali.

di - Nella curva della Red Bull Arena, troneggia la faccia del cittadino di Lipsia più importante della storia. Ve la immaginate una bandiera di Leopardi al San Paolo?

di - A Lipsia Sarri ha fatto turn-over, eccome. Quattro cambi non sono pochi. Hanno giocato Tonelli, Maggio, Diawara e Zielinski.

di - È una questione di percorso evolutivo: come il fenomeno belga, Zielinski nasce uomo offensivo senza una collocazione tattica precisa e oggi studia da mezzala di qualità.

di - Una conferenza stampa all'insegna del politicamente corretto. Il calcio è bugia, disse quel tale, e il Napoli ha capito la lezione.

di - È un possibile punto di svolta per la stagione del Napoli: Milik amplia le soluzioni offensive, ma lui e la squadra meritano il giusto approccio mentale a questa nuova condizione.

di - Fuori dal campo, la Juventus ha una vera e propria organizzazione che lavora in modo infaticabile, mentre il Napoli è fermo a un modello monarchico

di - Oggi è l'unico fenomeno culturale in grado di competere con la bellezza del gioco espresso dalla squadra. Un'identità bastarda che alle elites della città non interessa