De Bruyne e le accuse del giorno dopo. Ma nel calcio la verità non la vuole mai nessuno
Conte lo scorso anno era già andato via, c'era Allegri fuori la porta. De Bruyne era stato preso sia per Max sia per placare la piazza. I sopravvalutati social insorsero, apriti cielo: le persone non amano la realtà e allora vengono accontentati: li nutrono a base di frottole sull'amore per la città e la maglia

Napoli's Italian coach Antonio Conte (R) congratulates Napoli's Belgian midfielder #11 Kevin De Bruyne as he leaves the pitch during the UEFA Champions League, league phase football match between PSV Eindhoven and Napoli at the Philips Stadium, in Eindhoven, on October 21, 2025. (Photo by NICOLAS TUCAT / AFP)
De Bruyne e Conte non si sono mai presi
De Bruyne ha aspettato che Conte fosse bello che andato per far sapere quello che quasi tutti avevano compreso. E cioè che i due non si prendevano. Che l’uno era un peso per l’altro. Premesso che adesso, per i Mondiali, le conferenze e le interviste dei calciatori di qualsiasi club saranno uno stillicidio di messaggi trasversali destinati ai loro club, con giocatori che scalceranno per far sapere che vogliono andar via, che reclamano un aumento di stipendio, che in quella zona di campo non vogliono giocare, eccetera eccetera. Sono i terreni in cui proliferano i Fabrizio Corona che infatti si è già fatto risentire.

Ma premesso questo, c’è un altro dato che per noi è interessante. È che la verità, o comunque una determinata versione dei fatti prossima alla verità (la verità, diciamo, non esiste) nel calcio non la vuole nessuno. Soprattutto nell’era social. Dove – ripetiamo – una sparutissima minoranza che nella vita non ha tanto da fare trascorre le loro giornate scrivendo e mettendo faccine e incredibilmente vengono considerati un campione rappresentativo. Persino più dell’istituto Piepoli, ma questa è un’altra storia e lasciamola stare.
Le balle che tanto piacciono ai tifosi
Perché lo scorso anno in tanti (compreso il Napolista) avevano informato che De Bruyne era il colpo del Napoli sia per Massimiliano Allegri sia per tacitare il malumore dei tifosi del Napoli per la partenza di Conte. Apriti cielo. Si aprì come la solito la caccia alla derisione e all’insulto. “ahahaha Allegri al posto di Conte, una barzelletta eccetera eccetera”. Le persone non amano credere a una realtà che non incontra i loro gusti.
Va poi aggiunto che il calcio, come raccontava Benitez, è bugia. E da qui il racconto della permanenza di Conte perché stregato dall’amore della città (una roba che farebbe ridere a crepapelle cani, babbuini e delfini) e tutto l’armamentario di cazzate che piacciono tanto ai tifosi. Che evidentemente anelano a farsi prendere per i fondelli. E. va detto, vengono accontentati.

I commenti e le faccine non indirizzano la realtà
Tutto questo per dire che non c’è nulla di sorprendente nelle parole di De Bruyne. Non era stato preso per Conte. Non doveva giocare con Conte. Tant’è vero che Conte non gli ha mai trovato un posto, non sapeva dove metterlo. Il suo Napoli ha giocato decisamente meglio quando il belga non c’era. Poi, chiaramente, anche De Bruyne ci ha messo il suo. Ha atteso che il tecnico andasse via per parlare, anche se il linguaggio del corpo e le voci di dentro erano state piuttosto chiare.
Oggi c’è l’illusione di poter accomodare la realtà a nostra immagine e somiglianza. L’illusione che con commenti, faccine, petizioni, il mondo vada come piace a noi. Dobbiamo rivelarvi un’amara verità: non va così. Le faccine, ahivoi, non determinano gli eventi. Il mondo scorre a prescindere dai vostri commenti. Vi converrebbe uscire.