Il governo stabile di Sarri è la progettualità del Napoli

Le indiscrezioni sul possibile incontro Sarri-De Laurentiis confermano la volontà (probabilmente condivisa) di portare avanti il modello di questi ultimi tre anni.

Il governo stabile di Sarri è la progettualità del Napoli

Una buona notizia, prima che sia notizia

Stamattina abbiamo pubblicato l’indiscrezione del Corriere dello Sport sul possibile incontro Sarri-De Laurentiis per formalizzare il rinnovo del contratto del tecnico. Una pre-notizia, che però è già una buona notizia. Nel senso: il summit tra il presidente e l’allenatore potrebbe portare al rinnovo della collaborazione. Anzi, «trapela ottimismo» in merito al possibile accordo. E noi non possiamo e non potremmo essere altro che felici di questa ulteriore apertura del Napoli di una logica progettuale a lungo termine.

È un discorso che prescinde dai contenuti del lavoro di Sarri, persino dai risultati. O meglio: il Napoli di Sarri ha ottenuto e probabilmente otterrà dei risultati strepitosi, non sappiamo se vincerà o meno lo scudetto ma esistono ancora tante probabilità che questo accada. Il rinnovo dell’esperienza condivisa, stando anche a quanto scritto dal Corriere dello Sport, sembra andare oltre questo discorso. Oltre la lotta per il titolo, oltre l’esito della corsa a due con la Juventus. E noi – ripetiamo la frase – non possiamo e non potremmo essere altro che felici di questa ulteriore apertura del Napoli a una logica progettuale di lungo termine. Perché questa si chiama programmazione.

Un modello

Il Napoli confermerebbe Sarri e Sarri confermerebbe la sua volontà di rimanere al Napoli. Non sappiamo quale sia il rapporto di forza reale tra queste due narrazioni, ma il punto non è questo. La notizia migliore sta nel fatto che società e allenatore sono (sembrano) concordi su un programma condiviso, che dilata i margini di crescita. Nel caso la notizia si rivelasse veritiera, non crediamo che Sarri possa accettare di rimanere a Napoli con un Napoli meno forte di questo.

Il discorso verte proprio su questo punto: nel caso decidesse di accettare questa proposta, Sarri sarebbe (di nuovo, ancora) il centro del miglioramento del Napoli, il riferimento, la garanzia assoluta rispetto al modello di gioco e di reclutamento dei calciatori. Ovvero, quella serie di istruzioni e parametri e scelte che hanno portato il Napoli a giocarsi lo scudetto con la Juventus. A partecipare per due volte consecutive alla Champions (prima volta assoluta nella storia del club). A rappresentare un benchmark estetico – e non solo – per l’intero calcio europeo.

Il timing

Torniamo sopra, però: i risultati sono solo l’ultima parte del discorso che vogliamo fare, sono la dimostrazione della bontà di un progetto. Che sembra in fase di riconferma al di là di quello che succederà in campo. Il Napoli sta insistendo su un’idea, su una serie di concetti e significati, su un certo modo di intendere e fare calcio. Sarri sta accettando di trainare ancora questo modello. È stata ed è una crescita condivisa, sul campo e fuori, che ha portato a vedere un Napoli fortissimo e un Sarri decisamente migliorato, come allenatore e come comunicatore – al netto di alcune frecciatine di opposizione interna, tra l’altro in via di diminuzione. E che ci auguriamo possano definitivamente svanire con questo rinnovo.

Il fatto che si voglia insistere a lavorare insieme non può che essere un bel segnale, un esempio per tutti. Il fatto che queste notizie siano uscite e stiano uscendo a marzo, con una corsa scudetto ancora viva e addirittura (leggermente) pregiudicata dall’ultima partita, rappresenta il miglior antidoto possibile alle discussioni sul calcio estetico che stanno caratterizzando il dibattito degli ultimi giorni. È anche una questione di timing, altra parte fondamentale della progettualità del Napoli. Che è viva, percettibile, nonostante non sia riconosciuta dai suoi stessi tifosi. E che, con Sarri e attraverso Sarri, sta cercando di consolidarsi a livelli assoluti di continuità. La stabilità è un modo per arrivare ai risultati. È il modo che ha scelto il Napoli.

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  1. resterà di certo, e con un signor contratto.
    ha trovato l’ambiente ideale, ha una squadra competitiva, una società che lo fa lavorare tranquillamente senza l’assillo di dover vincere qualcosa, praticamente la situazione ideale.
    ed io ne sono felicissimo.

  2. Luciana Calienno 7 marzo 2018, 16:45

    Secondo me per restare chiederà sui 4 milioni,rosa competitiva per scudetto e avanzamento nelle coppe e che dica lui cosa è necessario a questi fini.Forse con contratto di un anno(rinnovabile da parte sua) perchè non si fida.Poi se la società accetta o meno non ne ho idea,ma credo di no.

    • Raffaele Sannino 8 marzo 2018, 0:41

      Come al solito, hai le idee chiare su dove sia il bene e il male.E questo ,sta sempre nei cattivoni della società.

  3. Mi auguro caldamente che Sarri rimanga a lungo. Penso però che sia difficile far migliorare ancora questa squadra e quindi un arricchimento della rosa con acquisto di 3 o 4 elementi di qualità sarà necessario nella prossima campagna acquisti, indipendentemente dall’esito di questo campionato. E qui ovviamente entra in ballo don Aurelio

  4. Ma sono l’unico a pensare che non c’è alcuna possibilità che Sarri rimanga? Cioè, indiscrezioni lasciate trapelare (dal Napoli con tutta probabilità) giusto per preparare il nuovo film “Il grande tradimento”. Gli ingredienti ci sono tutti, la mano tesa sui giornali, la speranza che si accende, la piazza trepidante, ed all’ultimo il rifiuto che gela la città. Lui non ci vuole, se ne va. Fetente.

    Quanti anni rimangono a Sarri per allenare? Quattro o cinque al massimo secondo me. Voi li passereste a “fare crescere giovani di prospettiva” nella speranza che diventino campioni? Ad insegnare agli Ounas come si mette il corpo sui cross dal fondo e come si fa un takle? Oppure a discutere di 10 euro in più o in meno con De Laurentiis e Chiavelli?

    Sarri ha una idea chiara di cosa farà, e al 99% andrà via a rischiare altrove. Con un bel contratto. Il resto è fuffa cinematografica, mi sorprende che i giornali reggano il gioco in maniera così marcata. Io intanto compro i pop corn…

    • Sono d accordo con te.anche se questa volta il traditore non sarà sarri ma il presidente.forse questa volta i tifosi non abboccheranno.è troppo alto l affetto nei confronti del mister. Consiglierei al presidente di non intraprendere questa strada sopratutto se non dovessimo raggiungere il nostro tanto agognato sogno.FNS.

    • Magari andasse via. Finalmente si ripartirebbe con un progetto che sia appetibile per i protagonisti del campo. Allegri sarebbe l’allenatore ideale.

      • Immaginati allegri al Napoli, cioè immagina il Napoli che gioca male ma non ha i fenomeni della giuve…

    • Si, sei l’unico. Sarri vuole restare perchè sta bene e perchè quello che ha costruito qui richiede tempo. I giocatori, tutti, vogliono che lui resti. I tifosi, tranne pochi irriducibili nostalgici dell’era della cravatta, vogliono che resti. La Società il gioco al massacro l’ha sempre fatto quando ha capito che i vari Lavezzi, Cavani, Benitez & C. volevano cambiare aria. Sarri è diverso, Sarri ci crede davvero in un futuro vincente.

    • Francesco Sisto 7 marzo 2018, 4:15

      No, non sei l’unico, purtroppo ce ne sono molti come te che vedono congiiure e intrighi dappertutto, qualcuno lo defini “pessimismo cosmico

    • Mario Fabrizio Guerci 7 marzo 2018, 12:04

      Giovani di prospettiva nella speranza che diventino campioni?
      Nella speranza di giocare!!😂
      Completamente d’accordo. Sarebbe un suo diritto!
      Certo,se ci trovassimo davanti all’ennesimo film,è grazie alla memoria corta e ingrata del tifoso italiano…
      ( non faccio esempi recenti altrimenti scateno guerre 😝)

    • Anche io la vedo come te… Ma spero di sbagliarmi

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