
Bianchedi capo delegazione in Nazionale, scontro tra Coni e Figc
di - L'ex fiorettista è vicepresidente vicario del Coni: "C'è conflitto d'interessi". Ma la Figc smentisce: "Non c’è né norma che preveda espressamente un’incompatibilità tra ruoli".
La sezione del Napolista dedicata alla Nazionale italiana di calcio. In questa sezione raccogliamo tutti i pezzi sugli Azzurri: le convocazioni del CT, le partite delle qualificazioni a Mondiali ed Europei, le amichevoli, gli aggiornamenti dai ritiri di Coverciano, le polemiche sulle scelte tecniche, i confronti con le altre nazionali europee, le riflessioni sul declino del calcio italiano negli ultimi anni. La Nazionale italiana raccontata con la stessa voce autoriale del Napolista: non solo cronaca, ma analisi del sistema che la produce.

di - L'ex fiorettista è vicepresidente vicario del Coni: "C'è conflitto d'interessi". Ma la Figc smentisce: "Non c’è né norma che preveda espressamente un’incompatibilità tra ruoli".

di - Alla Gazzetta: "Pirlo? Non ci ho dormito, ma ho preso la decisione più opportuna. Mancini ha firmato dopo due minuti, quasi senza leggere il contratto".

di - Intervista a Cazzullo per il Corsera: "Se ci fosse stata la reale volontà di far firmare Pirlo come ct, non ci sarebbero stati ostacoli legali. Malagò ha cambiato e ha detto che il ct lo sceglieva lui, non potevamo accettare. Guardiola ha scritto le formazioni"

di - "Perché Maldini era l'aggiornamento e invece Mancini è un passo indietro? Ma passo indietro al biennio di Spalletti o agli anni di Mancini?"

di - Duro sulla Nazionale e le scelte di Malagò: "Il telefonino era troppo vecchio e l'aggiornamento non si è potuto fare. Invece di mettere la quarta, è rientrata la seconda"

di - Sarà il cuscinetto tra ct, squadra e mondo federale. Zola ricoprirà il ruolo di capo delegazione

di - DI SCOTT DINAPOLI - Il direttore tecnico è stato chiamato la sera prima, ha firmato in piedi vicino alla porta. Non c'è un'agenda Setting, non c'è un board, non ci sono state selezioni per il ct. Poi magari alla fine gli italiani vincono e gli inglesi no

di - Ne scrive la Gazzetta. Con la sua riforma attuata nella Serie C, Zola ha convinto i vertici della Federcalcio: è lui l'uomo giusto per far crescere i campioni del domani

di - A scriverlo è Roncone sul Corriere della Sera. "Malagò, con grande mestiere, ha capito che doveva diventare il protagonista della conferenza"

di - Donnarumma ha voluto sottolineare di come Mancini e Ranieri siano la scelta giusta per il futuro della Nazionale

di - "Dobbiamo ridare fantasia ai giovani. Siamo bravissimi tatticamente, all'estero non fanno tattica ma lavorano tantissimo sulle basi"

di - E ancora: "Ranieri ha qualità umane, di stile indispensabili considerato il contesto vissuto in epoca recente. Donnarumma mi ha inviato un messaggio: "Pres, volevamo proprio questo, grazie". Il progetto Fifa? Stiamo con la Uefa, Ceferin molto duro. Si è creato un confine netto tra Fifa e Uefa"

di - "Non sono pentito di aver detto no alla Nazionale. Avevo un contratto con la Roma, dissi no anche per i tantissimi conflitti d'interesse"

di - In conferenza: "Se ci fossimo parlati a quattr'occhi, sarebbe cambiato tutto. Ringrazio Ranieri che ha declinato l'anno scorso”. Se ci fosse stato Ranieri e non Gattuso, non sarebbe stato richiamato.

di - Il commento di So Foot sui "soliti" italiani: "annunciano una rottura con il passato, si fanno prendere dal panico al primo ostacolo e poi richiamano figure capaci di rassicurare immediatamente tutti"

di - "Intrighi di corridoio, giochi di potere, indifferenza, egocentrismo e dirigenti antiquati. Persino Maldini non è capace di mettersi al servizio di una causa più grande"

di - Fa il ds al Cesena. Al Corriere della Sera: "Papà vuole vincere il Mondiale e ripulire l’immagine del suo addio all’Italia. Bisogna tornare a investire sui settori giovanili e a coltivare il talento"

di - Duro sul Corriere della Sera: "E' inconcepibile come si possa pretendere di tornare sulla panchina tradita una volta che la vita di Riad ti è venuta a noia"

di - La Gazzetta deve passare dai milanesismi di Maldini e Pirlo alla vita mondana romana: "L'Aniene è un po' come fosse il Real Madrid dei Circoli"

di - Marcello Lippi tornò per il Mondiale 2010 in Sudafrica e uscì ai gironi con appena due punti contro Paraguay, Nuova Zelanda e Slovacchia