Da tifoso esco consumato dalla relazione quasi tossica con Conte

POSTA NAPOLISTA - Si vive sempre col terrore che possa lasciarti. Di lui apprezzo tante cose ma il nodo scorsoio applicato all'amore proprio no.

Da tifoso esco consumato dalla relazione quasi tossica con Conte

Db Milano 11/01/2026 - campionato di calcio serie A / Inter-Napoli / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Antonio Conte espulsione

Gentile Direttore, ho letto con attenzione le ultime vicende del calcio Napoli e le mille notizie sull’addio di Antonio Conte, evento a quanto pare ineluttabile. Dico subito che sono felice di non avere (come sembra dalle ultime notizie) Maurizio Sarri candidato alla panchina del Napoli, perché non credo nei ritorni in generale e in quello di Sarri in particolare. Il carico di aspettative è troppo grande per non generare illusioni, fraintendimenti e in certi casi inganni come accaduto, proprio a Sarri, nell’ultima stagione alla Lazio, dove ha trovato una squadra privata di alcuni dei suoi pezzi migliori e impossibilitata a fare mercato. Qualunque sia il giudizio che si voglia dare sull’allenatore toscano (e il mio è positivo), la stagione napoletana di Sarri l’abbiamo già avuta e non è ripetibile.

Aggiungo che sono altrettanto felice di sapere che Massimiliano Allegri resterà al Milan perché non credo in Allegri. Non faccio parte degli #allegriout (non tifo Juve e sono distaccato nel giudizio), non lo considero un allenatore mediocre, ma penso che si possa fare una scelta migliore per il Napoli pescando tra tecnici di prospettiva. Una politica che il Napoli ha sempre fatto egregiamente (anche con Spalletti che da noi è diventato vincente alla bella età di 54 anni, quando appariva privo di prospettive scudetto).

Il discorso su Conte è di tutt’altra natura. Innanzitutto per la caratura dell’allenatore che non è quella di Massimiliano Allegri, un tecnico che non si è mai messo alla prova in altri campionati. Nonostante molti mezzi di informazione abbiano strombazzato di possibili matrimoni di grande prestigio, Max ha lavorato solo e unicamente in Italia.

Allegri in Nazionale Allegri e Conte in Milan-Napoli Serie A 2026

Conte ha vinto in Italia e in Inghilterra. Ha dimostrato il suo valore in Nazionale ed è probabilmente l’allenatore italiano migliore dopo Ancelotti (che però appartiene a un altro pianeta, vedi l’impressionante palmarès).

I dati ci dicono un’altra cosa su Conte: che la sua permanenza in una società è di circa due anni, con le eccezioni della Juventus, dove è rimasto 3 anni, e del Tottenham, dove è rimasto un anno e mezzo.

Con lui è una storia di ossessione amorosa tipo “Il postino suona sempre due volte”

Napoli è in perfetta media contiana e non starei tanto a flagellarmi sulle colpe della società, dei napoletani, dei tifosi, degli ultras e di chiunque altro viva, respiri ed esprima opinioni (più o meno valide, ma tutte legittime) nelle immediate vicinanze del Vesuvio. Le statistiche possono essere contraddette dai fatti, ma non mentono mai.

Per quanto riguarda la mia esperienza di tifoso con Antonio Conte allenatore è presto detto: ne esco consumato come da una relazione sentimentale non dico tossica ma faticosa, sì.

Come altro qualificare il rapporto con un allenatore che, dopo aver vinto lo scudetto, ti tiene sull’orlo del dirupo – per settimane – facendo intendere che ha intenzione di lasciarti (anzi, che si è già accasato) per poi decidere di rimanere ancora con te? Ve la ricordate la moglie di Conte durante i festeggiamenti? Dalla sommità del pullman scoperto, mentre Napoli eruttava fiotti di pura gioia azzurra, in mezzo a una festa di proporzioni (anche estetiche) mitologiche, rispondeva “io ci provo” a una città innamorata che chiedeva di intercedere perché Antonio restasse.

Fosse un romanzo, sarebbe più il Postino bussa sempre due volte che Opus pistorum. Più una storia di ossessione amorosa (per certi versi, consona al modo napoletano di rappresentare il ricatto dei sentimenti) che il romanzo dell’amore fisico gioioso e disinibito.

Noi (intesi come popolo di tifosi) con Antonio Conte abbiamo fatto l’amore ma sempre come se si trattasse dell’ultima volta, con lo straziante, intenso e lugubre trasporto dell’addio. In termini di intensità c’è poco che possa stare a paragone. Ma quanto si può reggere?

Caro Conte, il nodo scorsoio applicata all’amore proprio no

Meglio la scopata della staffa che meccanicamente è la stessa cosa (ovvero l’atto di fare l’amore con la persona che si è amata per l’ultima volta) ma concettualmente e fattualmente è tutt’altro. È una botta di allegria, perché implica leggerezza, liberazione, distanza, emancipazione conquistata, beatitudine, piacere senza dipendenza.

Ecco: io di Antonio Conte apprezzo tante cose, ma il nodo scorsoio applicato all’amore proprio no. È un mio limite l’amor proprio. Epperò ci siamo amati ed è stato anche bello. Che canzone cantava Antonio in un memorabile video che ha fatto la storia della nostra relazione? Tu si’ ‘a fine do munn. Lui era sincero e lo eravamo noi, che possiamo andare orgogliosi delle gioie che gli abbiamo regalato (e che non troverà altrove).

Ecco, restando nella metafora musicale si può dire che non poteva essere Per sempre sì, che è un esercizio (di successo, va bene) dei più ingenui, triti e usurati luoghi comuni del popolo minuto adolescente. E non è Malafemmena. Non ci sono i presupposti.

Per me siamo nel mood di Chella llà (che è l’esatto contrario della canzone ruffiana). Quindi non mi faccio il sangue amaro, non impazzisco e non mi sparo. Non mi aspetto neppure che arrivi un biglietto portato dalla figlia del portiere dirimpetto. Voglio solo trovare un’altra più bella.

La saluto cordialmente.

Armando Orlando
Giornalista – Copy & Comunicazione