Sarri e Insigne, ovvero l’arte di dire quello che ci si aspetta da loro

Una conferenza stampa all’insegna del politicamente corretto. Il calcio è bugia, disse quel tale, e il Napoli ha capito la lezione.

Sarri e Insigne, ovvero l’arte di dire quello che ci si aspetta da loro

Conferenza stampa

Rivincita, follia, passare il turno. Le parole chiave della conferenza stampa congiunta di ieri, Insigne e Sarri. Insomma, niente di diverso da quello che ci si aspettava. Da quello che doveva essere. Il Napoli visto all’andata contro il Lipsia è ingiustificabile, ha offerto «una prestazione da cialtroni» (cit). La mentalità che deve cambiare, il salto di qualità da fare, il messaggio sbagliato. E «la voglia di far ricredere chi utilizza il verbo snobbare, parlando del Napoli al di fuori del campionato» (cit).

Sarri e Insigne, ieri pomeriggio a Lipsia, hanno dato un altro saggio di comunicazione politico-calcistica. Hanno intercettato la realtà, anzi un’interlocuzione reale perché così è stata idealmente costruita. Il famoso politically correct, in ambito sportivo. Paraculaggine, ipocrisia, come nel postpartita di una settimana fa al San Paolo. Dopo una partita giocata in un certo modo, con certi uomini. Poi dopo è venuta la Spal, e il mondo si è capovolto.

Ora torna il Lipsia, e il Napoli va in Germania «a cercare il pizzico di follia che può rimettere in gioco la partita». Tutto giusto, tutto bello. Poi però ecco Rog, Ounas, Diawara, Tonelli. Quelli che, in questa stagione, hanno rappresentato e sono stati un’altra cosa rispetto al Napoli «che trova motivazioni solo in campionato» (cit).

Messaggio

Che piaccia o meno, il calcio è anche una questione di segnali che si lanciano. Di messaggi che si inviano. Ci sono dei doveri da espletare anche da questo punto di vista, pure se a volte comportano una bugia (“il calcio è bugia”, cit.). La bugia, in certi casi, muove le anime e le coscienze delle persone nella direzione giusta. La tua.

Quella di Sarri e Insigne non è propriamente una bugia, noi crediamo fermamente nel Napoli, nel fatto che il Napoli sia andato in Germania per provare a giocarsi davvero una partita di calcio, per cercare di vincere. Solo che in mezzo a questo percorso sono state fatte delle scelte, palesi e inconfessabili. Perché politicamente scorrette, rispetto a un certo uditorio. Che, invece (e giustamente), va addomesticato con le parole chiave che aprono il nostro pezzo. Con le dichiarazioni virgolettate, le (cit) che abbiamo usato.

Lo fanno tutti, lo fa e lo sta facendo il Napoli. Il calcio è un mondo abbastanza falso, è proprio fondato sulla menzogna spesa davanti alla telecamera o al microfono di turno. Vive in queste dinamiche, si alimenta attraverso l’arte della comunicazione. Ieri c’è stato un vero e proprio saggio firmato Insigne e Sarri, firmato Napoli con il fastidio di Mertens durante l’allenamento. Tanti piccoli dettagli curati che quasi non sembra, e invece è proprio così. Tanti piccoli messaggi, tanti segnali. Positivi, ovviamente.

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  1. Come mi piacerebbe che venisse smentito sia Gallo che (purtroppo) l’italia intera, ivi compresa gran parte della stessa tifoseria Napoletana.
    Anche SE… magari dovesse suggedere saranno in tanti a rincorrere e salire sul carro.
    Saro’ un vecchio rinco… ma io ci credo!

  2. Luciana Calienno 22 febbraio 2018, 13:18

    Le “scelte inconfessabili” sono quelle sempre auspicate dalla proprietà.Nessuno,anche nei media, si azzarda a contestargliele.Se ciò avvenisse suppongo che direbbe pane al pane e vino al vino.Ufficialmente non ha messo in campo gente mediocre,ha messo in campo(costretto dalla necessità) gente forte PER LA SOCIETA’ e se le due cose coincidono non ci può fare nulla,qualcuno deve necessariamente riposare.Per fortuna non è stato costretto (finora) a farlo anche in campionato

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