La storia degli scudetti del Napoli: dal primo con Maradona al quarto con Conte

Il Napoli ha vinto 4 scudetti: 1987 e 1990 con Maradona, 2023 con Spalletti, 2025 con Conte. La storia completa, gli anni bui e la rinascita.

La storia degli scudetti del Napoli: dal primo con Maradona al quarto con Conte

Ni Napoli 28/05/2025 - Festa scudetto Napoli / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: bandiera

I quattro scudetti del Napoli: da Maradona a Conte

Il Napoli ha vinto quattro scudetti nella sua storia: nel 1986-87 e nel 1989-90 con Diego Armando Maradona, nel 2022-23 con Luciano Spalletti, nel 2024-25 con Antonio Conte. Tra il secondo e il terzo sono passati trentatré anni — i più lunghi e dolorosi della storia del club.

Il primo scudetto: 1986-87

Il 10 maggio 1987 il Napoli pareggia 1-1 con la Fiorentina al San Paolo e vince il primo campionato della sua storia. L’allenatore è Ottavio Bianchi, il trascinatore è Diego Armando Maradona. In campo ci sono Bruscolotti, Ferrara, Bagni, Carnevale, Giordano. In tribuna ci sono 80.000 napoletani che aspettano questo momento da trentatré anni di Serie A senza mai vincere nulla.

Maradona era arrivato nel 1984 per 13 miliardi di lire. Nei primi due anni il Napoli migliorò senza vincere. Nel 1986-87 tutto cambiò: 42 punti (con la vittoria a 2 punti), 21 gol subiti in 30 partite, e lo scudetto. Il Napoli vinse anche la Coppa Italia, completando un double storico.

Era la prima volta che una squadra del Sud vinceva il campionato. Napoli impazzì. La festa durò giorni. Sui muri della città comparve la scritta più famosa: «Non sapete cosa vi siete persi» — rivolta ai defunti del cimitero.

Il secondo scudetto: 1989-90

Il 29 aprile 1990 il Napoli batte la Lazio 1-0 al San Paolo davanti a 62.499 spettatori. È il secondo scudetto. L’allenatore è Albertino Bigon, Maradona è ancora il centro di tutto: 16 gol, di cui 7 su rigore.

Quel Napoli era più forte del primo. Accanto a Maradona c’erano Careca — 10 gol in 22 partite, il brasiliano che formava con Diego la coppia più letale d’Italia — Alemão, il motore del centrocampo, e un giovane Gianfranco Zola che stava imparando il mestiere dal più grande di tutti.

Lo scudetto fu segnato anche da una delle polemiche più famose della storia del calcio italiano: la monetina che colpì Alemão durante Atalanta-Napoli. Il Napoli vinse 2-0 sul campo, ma la partita fu al centro di discussioni infinite. Alla fine, quei due punti risultarono decisivi: il Napoli chiuse a 51 punti, il Milan a 49.

L’anno prima, nel 1989, il Napoli aveva vinto la Coppa Uefa — l’unico trofeo europeo della sua storia — battendo lo Stoccarda 5-4 complessivo in una finale indimenticabile. Quel biennio 1989-90 fu il punto più alto della storia del club. Poi iniziò la discesa.

Gli anni bui: dalla Serie A alla Serie C

Dopo Maradona tutto crollò. Diego se ne andò nel 1991, travolto dalla positività alla cocaina. Il Napoli scivolò nella mediocrità, poi nella sofferenza. Nel 1998 retrocedette in Serie B dopo 33 anni consecutivi in Serie A. Nel 2004 il club fallì.

Aurelio De Laurentiis lo rifondò il 6 settembre 2004, ripartendo dalla Serie C. Il Napoli risalì: Serie C nel 2004-05, Serie B nel 2006-07, Serie A dal 2007-08. Ci vollero tre anni per tornare, e quasi vent’anni per tornare a vincere.

Lo scudetto sfiorato: Sarri e i 91 punti (2017-18)

Prima del terzo scudetto ci fu lo scudetto più doloroso — quello mai vinto. Nel 2017-18 il Napoli di Maurizio Sarri fece 91 punti, il punteggio più alto della sua storia. Non bastò: la Juventus ne fece 95. È l’unica volta nella storia della Serie A che una squadra con 91 punti non ha vinto il campionato.

Il crollo arrivò nel finale: sconfitta con la Fiorentina, pareggio casalingo col Torino, e lo scudetto sfumò. Sarri aveva costruito il Napoli più bello dell’era De Laurentiis — forse il più bello in assoluto — ma il calcio non premia sempre il più bello. Premia chi vince. E nel 2018 vinse la Juventus. De Laurentiis ha poi ripetuto lo stesso errore commesso dopo i 91 punti con Sarri: lasciar andare l’allenatore che aveva costruito un’identità.

napoli Udinese-Napoli scudetto

Il terzo scudetto: 2022-23

Il 4 maggio 2023 il Napoli pareggia 1-1 a Udine e vince il terzo scudetto della sua storia. Sono passati trentatré anni dall’ultimo — un’intera generazione che non aveva mai visto il Napoli campione d’Italia.

L’allenatore è Luciano Spalletti, 64 anni, il più anziano tecnico a vincere il campionato italiano. La squadra è costruita intorno a Victor Osimhen (26 gol, capocannoniere), Khvicha Kvaratskhelia (12 gol e 10 assist al primo anno), Kim Min-jae in difesa e Stanislav Lobotka a centrocampo. È un Napoli dominante: vince il titolo con cinque giornate d’anticipo. Osimhen è il monumento di questo trionfo.

Napoli esplode. La festa è come quella del 1987, moltiplicata per i social, per i video, per le lacrime di chi non credeva di poterlo vedere. Spalletti chiede un anno sabbatico. De Laurentiis glielo concede. È l’inizio di una stagione disastrosa — 2023-24, tre allenatori, decimo posto — ma quella sera a Udine nessuno lo sa ancora.

AG4IN Times scudetto Napoli di De Laurentiis

Il quarto scudetto: 2024-25

Antonio Conte arriva nell’estate 2024 per rimettere insieme i cocci. De Laurentiis gli dà carta bianca sul mercato: via Kvaratskhelia (al PSG per 70 milioni), dentro McTominay dal Manchester United, Buongiorno dal Torino, Neres dal Benfica, Lukaku dalla Roma.

Conte fa quello che ha sempre fatto: impone le sue regole, il suo metodo, la sua ossessione maniacale per il lavoro e per il risultato. Il Napoli vince il quarto scudetto al primo anno di Conte. Lukaku segna il gol decisivo nella partita con il Cagliari che chiude il campionato. Per Conte è il quinto scudetto da allenatore — tre alla Juventus, uno all’Inter, uno al Napoli — ed è l’unico nella storia del calcio italiano ad aver vinto la Serie A con tre club diversi. Il Napoli del quarto scudetto fa a pezzi i luoghi comuni: vince con i soldi, la resilienza e il metodo.

Quattro scudetti, una storia

I quattro scudetti del Napoli raccontano due ere: quella di Maradona (1987 e 1990) e quella di De Laurentiis (2023 e 2025). In mezzo, trentatré anni di attesa, un fallimento societario, la Serie C, e la ricostruzione. Due scudetti li ha vinti il giocatore più forte di tutti i tempi. Due li hanno vinti allenatori — Spalletti e Conte — che hanno saputo trasformare gruppi di buoni giocatori in squadre invincibili.

La prossima volta che qualcuno vi chiede quanti scudetti ha il Napoli, la risposta è quattro. E la storia non è finita.