Caro Malagò, rinunciare a Conte per Pirlo è una follia. E se Maldini si dimette, pazienza
Già Gravina ci aveva affossati con Gattuso, Malagò non ripeta l'errore. Ci stiamo avventurando per una via incomprensibile ai più

Db Palermo 10/10/2014 - qualificazione Europeo Francia 2016 / Italia-Azerbaigian / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Antonio Conte-Andrea Pirlo
Malagò non ripeta l’errore di Gravina con Gattuso
Rinunciare a Conte per Pirlo? Follia pura o meglio bizzaria di classe. Volevano sforare col budget per Guardiola e non riusciamo a pagare Mister Antonio? Sarà che in Italia chiunque lavora per complicare le cose anziché facilitarle. Maldini, se proprio si indispone e non conosce altra strada che l’aut aut, può anche dimettersi: non c’è spazio per i permalosi o per i mega dirigenti con in rubrica solo i numeri degli amici. Non è in ballo una questione di famiglia. Quando si arriva a questo punto, il presidente della Figc eletto a furor di popolo, tipo Mosé dei noialtri, per portarci fuori dal deserto, deve andare a prendere il migliore allenatore italiano libero e sederlo sulla panchina azzurra. E il migliore è Antonio Conte, punto.

Affidarsi a una scommessa significa voler tenersi in tasca un alibi cosi come delegare ai due super dirigenti Maldini e Leonardo che, male che vada, torneranno alle loro vite dorate. Significherebbe avere una via d’uscita in conferenza stampa. Già Gravina ci aveva affossati con Gattuso, Malagò non può permettersi diplomazie politiche o meline salomoniche, è stato chiamato e portato per sovvertire un ordine nefasto ed è ora che prenda decisioni. Siamo davvero stufi di assistere a questo camminare a tentoni, a questo barcollare tra un compromesso e un’ipotesi di spessore troppo sottile per reggere il peso della maglia azzurra: Giovanni Malagò smetta i panni del grand commis e prenda in mano la situazione una volta per tutte, spazzi via i giochi di specchi e porti su quella panchina chi possiede capacità reali non simpatie mediache; l’esperienza e l’incattivita sostanza necessarie per restituirci un briciolo di dignità.

Conte, Pirlo: per una volta facciamo contare il curriculum
Basta con i rinvii da azzeccagarbugli e le facce da funerale di terza classe davanti ai microfoni. Se si vuole davvero ricostruire qualcosa sulle macerie di un pallone sgonfio, bisogna ripartire da una signora professionalità unanimemente riconosciuta. Un allenatore che ha vinto ovunque. L’Italia è l’unico Paese in cui il curriculum è carta straccia. Contano gli inviti a cena. Basta.
Malagò dia una scossa vera, azzeri la commedia dell’arte di palazzo e faccia la sola cosa dotata di buon senso, prima che il vino diventi aceto e la notte troppo fonda. Maldini e Leonardo hanno già incassato i no di Ancelotti e Guardiola, quindi il triumvirato è fallito, il presidente ora prenda Conte e risolva l’impasse. Provi a trattenere Maldini e Leonardo. Poi se Paolo vuole andare, pazienza, siamo pieni di ex calciatori-dirigenti a zonzo per l’Italia.