Napoli non conosce Allegri, conosce quel che dicono di lui. E Napoli sa quanto siano manipolatorie le narrazioni

È il giorno del suo arrivo. Sul campo è un grande stratega, legge la partite come pochi. È un incassatore professionista. Sa come si sta un'azienda. De Laurentiis lo tuteli, non ne approfitti

Napoli non conosce Allegri, conosce quel che dicono di lui. E Napoli sa quanto siano manipolatorie le narrazioni

Mg Londra (Inghilterra) 01/06/2024 - finale Champions League / Borussia Dortmund-Real Madrid / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Massimiliano Allegri-Alex Ferguson

Il giorno di Max

Massimiliano Allegri è atteso a Napoli in tarda mattinata. Nel pomeriggio sarà a Castel Volturno, visiterà la casa del Napoli. Domani alle 11.15 è in programma la conferenza di presentazione al San Carlo in compagnia ovviamente di Aurelio De Laurentiis che probabilmente senza più Conte tornerà a parlare (non sappiamo quanto, speriamo poco). Poi da venerdì il Napoli andrà in ritiro a Dimaro, partiranno con lui più di trenta calciatori. L’organico è extra-large.

Allegri lichtsteiner conte

Max arriva a Napoli da sconosciuto. Napoli non sa chi sia. Ne ha solo sentito parlare. Sa di lui quel che di lui si dice. Un po’ come quello che accade coi napoletani, quello che è accaduto per decenni. È il tecnico più maltrattato del calcio italiano. I tifosi lo ricordano per le delusioni che ha provocato. Ma ora lo ha dalla sua parte, come accaduto con Conte. Ama la battuta Max ma non è un animale mediatico. Non ama stare al centro della scena con l’occhio di bue puntato addosso. Magari gli piace la frecciata, la frase a effetto, ma non di più. Non studia le sue risposte. Non studia cosa dire. Max è così: va sempre a istinto. Si rende conto della situazione con uno sguardo e grazie a quel che sente. Come fa sul campo: pochissimi leggono la partita come lui. In Italia Lippi, Ancelotti e forse basta.

È un grande incassatore

È un grande incassatore Max. Ha incassato tantissimo nell’ultima Juventus: tenne il carro per la scesa lungo tutta la vicenda plusvalenze. E successivamente dovette subire l’irrispettoso e falso comportamento di Giuntoli che con la squadra seconda in classifica gli allestì un mercato da Serie C per farlo naufragare. Fece circolare nello spogliatoio la voce che sarebbe andato via (non c’è modo migliore per far tirare la gamba ai calciatori) e cominciò a trattare l’ingaggio di Thiago Motta (poi abbiamo visto i risultati). Lui stette sempre zitto. Sempre. Esplose solo la sera della finale della Coppa Italia, quando la sua Juve sconfisse l’Atalanta di Gasperini che la settimana successiva avrebbe vinto l’Europa League. Fece quella piazzata per dire che quella coppa non era dei dirigenti, non era di Giuntoli. Aveva ampiamente ragione.

Max è rimasto in silenzio anche al Milan. Sì, è venuto quasi alle mani con Ibrahimovic. In un ristorante. Perché non ne poteva più. Ma non ha detto una parola. Anche lì lo hanno abbandonato. Tanto la critica è sempre contro di lui. Nessuno crede ad Allegri l’anti-calcio, o meglio il presunto anti-calcio. Ha continuato con tre quattro fedelissimi. Aveva portato il Milan a essere considerato in lotta per lo scudetto. La squadra era talmente modesta che ora, col nuovo allenatore, pronti-via hanno speso cento milioni per centravanti e difensore centrale. Allora non era Max il problema?

Allegri legge le partite come pochi

Anche sul gioco Napoli non conosce Max. Napoli ha dimenticato lo stratega che tante delusioni ha inflitto alla piazza. Ha dimenticato come neutralizzò il primo napoli di Sarri facendo entrare Zaza a Torino. Ha dimenticato quando venne a Napoli e con un contropiede esemplare mandò in rete Higuain “es tu culpa”. Ha dimenticato le sue leggendarie partite di Champions, quando impartì lezioni di calcio al Tottenham di Pochettino e persino al Bayern di Guardiola e al Madrid di Zidane in due serate da grande stratega del calcio, entrambe finite male per un’inezia.

Galliani Allegri

Napoli non conosce Allegri. Ascolta la narrazione bolsa su di lui. Dimenticando quel che la narrazione ha sempre vomitato su Napoli e i napoletani. Si piaceranno. Max sa come fare. Capisce di calcio come pochi. Un certo Ferguson stravede per lui. Ma in Italia è trattato male perché tre quattro opinionisti da quattro soldi si sono accaniti con lui.

Max è molto diverso da Conte. In tutto. Anche nel rapporto col presidente. Max ha ben chiaro il concetto di azienda. Però deve fare in modo che De Laurentiis non debordi. E qui gli mancherà una figura come Galliani. Non è un incarico che può ricoprire Manna. In mancanza di Galliani, De Laurentiis tuteli Allegri: è la sua salvezza. È la salvezza del Napoli. Ci ha messo del tempo, tanto tempo, ma alla fine ha portato a Napoli il fuoriclasse livornese della panchina. Uno che non si lamenterà mai. Che non scalpiterà mai per andar via. Però gli metta a disposizione il meglio che può: non se ne pentirà.