Droga, prostitute e l’ultima partita di Maradona col Napoli: «Qualcuno si sta vendicando»

L’accanimento mediatico su Diego dopo la vittoria sull’Italia ai Mondiali del 90. Lasciò con un rigore alla Sampdoria e un’intervista-testamento.

Droga, prostitute e l’ultima partita di Maradona col Napoli: «Qualcuno si sta vendicando»

Ventisette anni fa

L’ultima volta con la maglia del Napoli. Non quella azzurra, però. A Marassi contro la Sampdoria che si apprestava a diventare campione d’Italia, il Napoli scese in campo con la maglia rossa. Finì 4-1 per i blucerchiati, esattamente come all’andata al San Paolo, anche se furono due partite diversissime. Il 4-1 subìto in casa fu uno dei risultati più bugiardi della storia, con un Napoli arrembante e sfortunato che fu punito dalle magie di Vialli e Mancini. Quello del ritorno stette addirittura stretto alla Sampdoria, padrona assoluta del campo. Era il 24 marzo 1991, ventisette anni fa.

Maradona non sapeva che quella sarebbe stata la sua ultima partita, ma era in balìa degli eventi. Da un mesetto sui giornali impazzavano le cronache delle sue notti brave. Aveva ricevuto un avviso di garanzia per detenzione e spaccio di cocaina, i giornalisti facevano a gara per intervistare le prostitute che vantavano una frequentazione con il giocatore più forte del mondo.
Un interesse per la camera da letto che avremmo visto, tanti anni dopo, solo per le avventure di Berlusconi.
A febbraio assurse agli onori della cronaca la brasiliana Susy che dispensò urbi et orbi i dettagli dei suoi incontri con Diego. A Maradona piaceva succhiare l’alluce della ragazza.
D10S che bacia i piedi di una brasiliana, nessuno all’epoca badò a quanto fosse paradossale tutto ciò.

Giocò anche con la 9

Per due partite consecutive, una in campionato contro il Pisa ed una in Coppa Italia contro il Bologna, abdicò addirittura alla maglia numero 10, la sua seconda pelle. Un modo per dire che il re era nudo. Un’inconscia ammissione di indegnità o, forse, il tentativo (fallito) di spostare l’attenzione dalle cronache al campo. L’erede designato fu Zola, l’unico al mondo ad aver battuto un calcio d’inizio con il numero 10 sulle spalle e Maradona al suo fianco con il numero 9.

Un rigore calciato due volte

L’ultima presenza fu suggellata dall’ultimo gol in serie A. Un rigore, esattamente come il primo, guarda caso sempre contro la Sampdoria, sempre nel secondo tempo, sempre nello stesso angolo. Maradona dovette segnarlo due volte, perché Trentalange vide qualcosa che non andava nel primo tentativo. Diego riprese il pallone e lo mandò di nuovo dal lato opposto rispetto a Pagliuca. Stavolta si dovette arrendere anche Trentalange. Qualche minuto dopo segnò di nuovo, addirittura di destro, ma era in fuorigioco. Fu anche ammonito ed a fine partita si lamentò per quel cartellino giallo che gli sarebbe costato un turno di squalifica contro l’Inter. Ai cronisti nel dopo gara disse che ne avrebbe approfittato per tornare in Argentina e giocare contro il Brasile. In realtà la squalifica che gli sarebbe arrivata sarebbe stata ben più dura: 15 mesi per doping e dopo niente sarebbe stato più lo stesso, per lui e per il Napoli. Per il calcio, anche.

L’intervista a Tg7

In quelle dichiarazioni c’era l’estrema resistenza di Diego, ai giornalisti che gli chiedevano della cocaina e delle prostitute rispose parlando della mancata ammonizione di Vierchowood. Cercava riparo in campo, perché fuori lo stavano distruggendo. In un’intervista a TG7, il rotocalco del Tg1, qualche settimana prima Diego aveva parlato dei suoi nemici. «Forse ce l’hanno con me perché ho vinto qualche partita che non avrei dovuto vincere», ed era chiaro il riferimento alla semifinale mondiale in cui la sua Argentina eliminò ai rigori l’Italia di Vicini. Diego parlò di sospetto di vendetta da parte di qualcuno. Parlò di ritorno in Argentina e di ritiro dal calcio, mentre Repubblica riportava le dichiarazioni di un’anonima prostituta napoletana che ci teneva a far sapere che a letto Diego non era poi questo fenomeno. “Mi aspettavo di più da lui. Invece è più campione in campo che a letto”. Era la narrazione preferita dai media italiani, la distinzione tra uomo (mediocre) e calciatore (fenomenale). Le parole della prostituta erano perfette, soprattutto per questo.

Matarrese, all’epoca presidente della Figc, lo scaricò pubblicamente, definendolo una pecora smarrita di cui si stava occupando la magistratura. Intanto parlava con Ferlaino per capire il futuro del Napoli.

«Non ho mai fatto male a nessuno»

Parlarne ancora oggi, di quell’ultima partita, ha senso sotto tanti aspetti. Diego, lo si capisce benissimo ascoltando le sue parole di allora, non si faceva capace di quell’accanimento sulla sua vita privata. «Forse parlano di Maradona per nascondere le altre carenze di Napoli», disse. Cercava una spiegazione, chiese anche scusa agli italiani, ma – ci tenne a sottolineare – «io non ho mai fatto male a nessuno». Le stesse parole che avrebbe ripetuto anni dopo a Gianni Minà. Si preoccupava di quello che avrebbero detto di lui alle sue figlie, era impaurito da tutti quei dettagli che riempivano le colonne dei giornali, lui che voleva che si parlasse solo di quello che faceva con il pallone tra i piedi. Abbandonò l’Italia con il marchio dell’infamia, umiliato nel perenne paragone con un altro numero 10, Platini, francese e juventino, descritto all’epoca come campione dentro e fuori dal rettangolo di gioco, uomo esemplare davanti al quale si stavano per srotolare i tappeti rossi della presidenza dell’Uefa.

24 anni dopo, nel 2015, avremmo appreso che quella favoletta era falsa. Platinì fu squalificato dal comitato etico della Fifa per un losco giro di soldi tra lui e Blatter, un altro che sul Maradona uomo aveva infierito senza pietà. E torna ancora alla mente la vicenda di Berlusconi, umiliato in diretta mondiale dalle risatine di un altro francese, Sarkozy, il quale, a quanto pare, mentre lo sbeffeggiava con Angela Merkel si dava da fare per occultare fondi libici.

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  1. Nel paese dei moralisti gli e’ andata anche bene, pensate se avesse giocato col circo mediatico che c’e’ adesso, come minimo ci scappava un plastico stile Cogne dal Vespone nazionale

  2. mr. wolf: risolvo problemi 25 marzo 2018, 11:36

    Beh, anche Maradona vittima dei poteri forti. Senza dubbio alcuno.
    ”Ha fatto male solo a se stesso”: parole scritte sulla pietra. Un dogma. Un assioma.
    Soprattutto, spettacolare la doppia morale che sprizza da queste pagine, sempre pronte a condannare ad inveire, a maledire la scorrettezza juventina e dei sui tifosi rei di calpestare qualsiasi regola scritta e non, giuridica e di senso comune pur di raggiungere il risultato finale. La vittoria quale fine ultimo da raggiungere a qualsiasi costo.
    Con altrettanta solerzia tuttavia, ma in direzione opposta, si tace del Maradona che fino al giovedì poteva fare ciò che voleva e, casomai, si scambiavano le pompette. Si tace del Maradona autore seriale di goal di mano, festeggiati come se non ci fosse un domani, con assoluto sprezzo del ridicolo. e, tralascio, ulteriori vicende deteriori che riguardano l’uomo.
    In effetti ciò che accomuna Berlusconi e Maradona è la violazione sistematica, abitudinaria di quei fastidiosi orpelli chiamate regole e leggi penali e sportive.
    Eppure su queste pagine e su queste vicende vige il silenzio più assoluto, in ossequio a quella vittoria (che con il Maradona si raggiunse) a qualsiasi costo che va condannata solo se di colore bianconera.

  3. Tutto molto interessante e giusto… salvo la similitudine Maradona – Berlusconi. Semplicemente, il secondo ha scelto un mestiere diverso e di rappresentare un Paese

  4. Che compari Blatter e Platini, uno cacciato indegnante dalla FIFA, l’altro dall’UEFA. Certo lo svizzero Blatter non è mai stata simpatica l’Italia. Pensate che alla consegna della Coppa del Mondo si nascose nei wc per non dare soddisfazioni all’Italia Campione del Mondo in Germania. Che pezzo d’uomo, l’osso FIFA non lo voleva mollare fu lui a dare quei soldi ingiustificati per consulenze a messeur Platini. In questa intervista Maradona dice mi mancano 3 mesi poi scappo da questo schifo di Paese l’Italia, ne aveva piene le tasche. A Roma i romani simbolo di un Italia schifosa fischiarono l’inno dell’Argentina solo per odio e invidia. Se Maradona l’avessero avuti loro, in ginocchio lo osannavano sti pezzenti. Lo squalificarono per droga, un vizio personale che non migliorava di certo le prestazioni sportive anzi, mentre da altre parti squalifano staf sanitari e non chi di dovere. Paragoni tra Platini e Maradona è come confrontare il sole col buio, Platini ha fatto cose più gravi che il drogarsi di Maradona e come calciatori Platini permettetemelo manc a guallera e Maradona e lo sanno anche i Bambini dal nascere ancora. Per quei soloni, che affermarono l’esempio Platini, anni dopo si è visto l’esempio Platini.

  5. La cosa più brutta di quella finale mondiale, da dove è tratta la foto, fu il comportamento del pubblico romano. Fischiò l’inno nazionale argentino, una cosa vergognosa. E poi Bergomi ci abboffa gli zebedei per il comportamento del nostro pubblico in semifinale. Il fatto dei fischi dei romani non è stato mai messo in evidenza in un programma tv nazionale, poi dicono che noi ci lamentiamo, veramente noi dobbiamo fare la secessione, non quegli ubriaconi dei leghisti

    • l’inno della squadra avversaria viene fischiato spesso e volentieri,a tutte le latitudini.
      Trova le differenze

  6. Ma anche i berlusconiani scrivono sul Napolista?

    • I cosiddetti riformisti di Sinistra hanno sempre subito una fascinazione per Berlusconi…

  7. Non voglio giudicare l’uomo ma io non sono mai andato a prostitute, mai assunto droghe, nemmeno una singola canna, bevo pochissimo solo una birretta ogni tanto… Ma cosa caspita campo affa’?!

  8. A me la rappresentazione di Diego che a volte si sente “grande campione,piccolo uomo” mi sembra l’equivalente di “non esistono più le mezze stagioni”. Banalità da strapaese finto moralista. Lungi da me fare un santo di un uomo così imperfetto, ma Diego è stato molto di più.

    Dal punto di vista calcistico, Diego non era un campione, era oltre; chi lo ha visto giocare lo sa. Una sorta di miracolo calcistico. In squadra era un leader, capace, solo con la sua presenza di caricarsi una squadra intera sulle spalle, adorato dai compagni. E con qualche eccezione non erano squadre di campioni. Andate a sentire cosa dice Gullitt intervistato da Fazio o Maldini intervistato da Condò. Maldini ricorda anche che Diego era anche fisicamente eccezionale, cosa spesso rimossa. Immaginate chiunque altro andare in campo senza allenarsi e con una vita così sregolata a prendere botte da orbi da difensori killer, rotolare e ripartire. E a proposito di Garra: andate a sentire l’intervista di Diego che spiega come, dopo aver visto i compagni piangere dalla frustrazione in uno svantaggio a Verona, aveva capito che era suo “compito” fare qualcosa. E lo fece.

    A me sembra un uomo generoso, vitale, intemperante, ineducato e dissoluto, un uomo dei bassifondi assurto alla gloria per il suo dono superiore e ricaduto nella polvere in preda alla sua cupio dissolvi. Non un modello, ma io non ce la faccio con i toni moralisti sul Diego uomo. Se Diego fosse stato un attento gestore della sua carriera e della sua immagine sarebbe durato molto di più e sarebbe oggi un leader pulito e rispettato. Ma non sarebbe mai andato ad Acerra, in un campo di fangoso tra le palazzine e con le macchine parcheggiate quasi sul campo, a giocare una partita di beneficenza tra una folla urlante. Andate a vedere il video su youtube e provate ad immaginare un qualunque campione di oggi su quel campo. E questo già basterebbe a rispondere a tutto.

    Non voglio cadere nella retorica, ma non riesco a criticare Diego, nemmeno il Diego uomo e i suoi tremendi difetti. Io sono tra quelli che pensa che Napoli debba liberarsi del culto della sua specialità perchè questa è una gabbia che ci impongono e ci imponiamo. Ma Diego no, normale non sarà mai e va bene così.

    • Complimenti belle parole. Rispecchia integralmente il mio pensiero.

    • D’accordo su tutta la linea!

    • giusto per capire un Hamsik o un Martens dove si collocano nella scala? ed un operaio che si fa il culo non tradisce la moglie, non si droga e non gioca d’azzardo?

      • Sulla scala: sul serio, non lo so. Non sono esperto di scale di misura e davvero non saprei come applicarle a questa discussione.

        La persona dell’esempio sarebbe una bravissima persona.

        Buona serata!

    • giancarlo percuoco 24 marzo 2018, 7:00

      ma poi del Diego uomo perché dovrebbe importarci, per sentirci superiori?

  9. per umiliare Berlusconi in diretta mondiale, bastava aprisse bocca. bocca, non patta dei pantaloni.

  10. povera vittima! droga prostitute e vita balorada ma la colpa è degli altri…. D10S in campo ma essere calciatore vuol dire essere un personaggio pubblico e bisogna comportarsi di conseguenza.
    Non capisco il confronto con Platini e Sarkozy, se anche loro sbagliano vuol dire che l’errore è meno grave?

    • Francesco Sisto 23 marzo 2018, 17:51

      Se non capisci il confronto, allora sei di coccio.
      La differenza e che platini viene giudicato come un esempio di uomo, quando invece ha rubato soldi di altre persone, facendo loro danno.
      Mentre Maradona, pur con tutti gli errori fatti, ha fatto male solo a se stesso, al limite alla sua famiglia.
      Quindi, se parliamo di personaggio pubblico, quello fatto da Platini è di molto piu grave, perche il ladrocinio lo ha commesso mentre ricopriva una carica pubblica, approfittando della fiducia datagli dalla gente e rubando soldi “pubblici”, Maradona invece ha fatto errori personali (uso di droga, figlio fuori dal matrimonio), ma non ha mai rubato dagli altri e non si è mai venduto.

      • mi spiace essere di coccio ma io ho visto il confronto come un modo di giustificare le debolezze del uomo Maradona. Che Platini sia peggio mi sembra lapalissiano…

    • No vuol dire che la gogna mediatica vale solo per una parte… Però poi scava scava… Ed anche i puri qualche bella macchia marrone la hanno. Ma la tengono nascosta.

      • non mi sembra che Platini se la sia cavata meglio di Maradona, anzi nella sua patria è considerato peggio del nostro Craxi

        • Se n’è accorto qualcuno di Platini? La morbosità mediatica non lo ha mai avviluppato

          • Vuoi mettere la solita accusa di tangenti (dove in italia se ne parla ogni giorno di meno) con una bella storia di prostituzione, cocaina e commenti sulle prestazioni a letto di un campione? cmq ti assicuro che all’estero, Francia in primis, Platini è stato crocifisso e considerato una vergogna nazionale…

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