Oggi, vent’anni fa: il Napoli perde a Parma 3-1, e retrocede in Serie B

In due decenni, è cambiato il calcio ed è cambiato il Napoli. Il futuro è adesso, il club partenopeo è una realtà consolidata a livello nazionale e internazionale.

Oggi, vent’anni fa: il Napoli perde a Parma 3-1, e retrocede in Serie B

Un appuntamento quotidiano

Ce ne siamo accorti per caso, lavorando alla programmazione dei contenuti della nostra pagina Facebook. Ogni giorno postiamo il video di una vecchia partita giocata nella data di oggi, abbiamo scelto Napoli-Brescia 2-0 dell’11 aprile 1999. Nello stesso giorno, un anno prima, il Napoli “celebrava” la sua discesa in Serie B. Parma-Napoli 3-1, gol di Crespo (doppietta) e Apolloni per gli emiliani. Momentaneo pareggio azzurro siglato da Bellucci.

È quasi incredibile come non ci siano, su Youtube, dei video decenti per quella partita. Nell’immaginario collettivo, l’istantanea che descrive al meglio quella giornata di vent’anni fa è l’abbraccio di Fabio Cannavaro a Taglialatela, portiere del Napoli che esce dal campo tra le lacrime amare di una retrocessione annunciata e appena concretizzata.

Una data storica

C’è modo e modo di finire nella storia, quello fu sicuramente uno dei peggiori. Era il Napoli costruito per Mutti, ma poi passato a Mazzone, Galeone e infine Montefusco. Quella stagione nera e maledetta, da 14 punti in 34 partite e due sole vittorie in campionato, segnò una generazione di tifosi. I più giovani, quelli nati negli anni Novanta, hanno conosciuto un Napoli in Serie B e poi addirittura in Serie C. Quelli nati negli anni Sessanta, invece, conobbero per la prima volta la discesa al piano di sotto. L’ultimo torneo in Serie B del Napoli recitava targhe antiche, anno 1964/65. Poi, un segmento ininterrotto di 33 anni nel massimo campionato. Con dentro il periodo d’oro di Maradona, conclusosi appena sette anni prima di quel Parma-Napoli 3-1.

Alcune testimonianze nella nostra iniziativa “Un giorno all’improvviso” sono ambientate negli anni bui, quello della retrocessione o immediatamente successivi. Un nostro lettore, Lorenzo Pasca, ci ha raccontato di sé bambino in terza elementare, con il Napoli in caduta libera verso la Serie B: «Quegli anni bui dei partenopei evidentemente indirizzarono tanti bimbi di Napoli e dintorni verso le strisciate del settentrione. La mia fede azzurra però per quei bambini era motivo di scherno e il Napoli che finì ultimo retrocedendo non migliorava certo la situazione. Così, stanco, un giorno andai da mio padre: “Papà posso cambiare squadra?“. “Certo, fai come vuoi”, rispose….».

È cambiato il calcio, è cambiato il Napoli

Vent’anni dopo, il Napoli è una realtà consolidata del calcio italiano e internazionale. Ha raggiunto quest’anno la sua nona qualificazione di fila alle coppe europee, tra una o due partite festeggerà la terza partecipazione consecutiva alla Champions. Si tratta di due record assoluti, nella storia del club.

Mentre il calcio tutt’intorno è cambiato, il Napoli è riuscito a reinventarsi come un club perfettamente integrato in un tessuto di alto livello. Ovviamente, la dimensione economica e strutturale del club partenopeo è ancora lontana da quella delle squadre top, anzi in realtà è più lontana oggi che venti anni fa. Quando i più ricchi eravamo noi italiani, viene da dire. Al di là di tutte le considerazioni di sorta, e di come andrà questa stagione, quello di oggi è un anniversario che non fa nostalgia. Anzi, quelli sono anni da cancellare. Il futuro è adesso, il futuro è domani.

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  1. Raffaele Sannino 11 aprile 2018, 23:13

    Proprio oggi mi è capitato di leggere l’esilarante commento di un nostalgico di quei meravigliosi tempi andati che scriveva cose del tipo:”fa tristezza questo piccolo Napoli controllato a vita da Chiavelli e dalle banche.”Se questo è piccolo,quello era inesistente.Lunga vita ad Aurelio.

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