
Troppo attento a non subire gol, dopo il Cagliari si è perso il Napoli europeo
di - L'involuzione del Napoli è iniziata nel momento in cui la squadra si è convinta di prendere troppi gol. Ma non sempre è vero chi subisce meno reti
Gli editoriali firmati dalla redazione del Napolista. In questa sezione vivono i pezzi che prendono una posizione netta su un tema di calcio, di sport o di sistema: critiche al gioco di un allenatore, difese di una scelta societaria, riflessioni sul sistema calcio italiano, prese di posizione su arbitri, Federcalcio, mercato e diritti TV. È la voce autoriale del giornale, quella che differenzia il Napolista da una cronaca asciutta. I lettori che cercano «cosa ne pensa il Napolista» trovano qui le risposte più articolate.

di - L'involuzione del Napoli è iniziata nel momento in cui la squadra si è convinta di prendere troppi gol. Ma non sempre è vero chi subisce meno reti

di - Come il Napoli visto a Torino un anno fa, con gli esterni larghi e alti. È un'altra freccia all'arco del Napoli eclettico (o liquido) che vuole Ancelotti

di - È la classica domanda al presidente della Repubblica in visita. Come se fosse un malato terminale. Poi arriva il medico bravo da fuori (Ancelotti), e non il capopopolo, viene subissato di critiche

di - Napoli è un accanimento. Ma è viva fuori Napoli. Ora, resta da capire il ruolo di De Laurentiis che qui ha portato intellettuali come Benitez e Carlo

di - Chi va in panchina, non ha subito un torto. Deve allenarsi come e meglio degli altri, sennò finisce in tribuna. Bastava aver letto John Terry

di - I tweet presidenziali sono stati un segnale. Napoli e il Napoli sono refrattari ai cambiamenti. Nonostante le vittorie come quella sul Liverpool che sembra già preistoria

di - Il rapporto tra i due si era incrinato. Lorenzo poteva andar via, ma è rimasto. Ora serve il riformismo di Ancelotti, l'allenatore a-ideologico per eccellenza. Genk è un cambio di metodo

di - Profluvio di peana per la sconfitta dell'Inter a Barcellona. “Grazie lo stesso”, “a testa alta”. La sconfitta più bella del mondo, altro che le insulse vittorie sui campioni d'Europa

di - Per 7 volte gli azzurri hanno sfidato una squadra belga: 3 vittorie, due pareggi e due sconfitte il consuntivo, con l'enorme rammarico per la finale di Coppa delle Coppe sfumata a causa di un arbitraggio a dir poco dubbio

di - Il calcio è sofferenza basterebbe parlarne con Bianchi, Bigon e Benitez. ma da noi hanno scambiato il pallone per un aperitivo

di - È la seconda volta - la prima fu dopo il Liverpool - che l'allenatore sottolinea la bravura a vincere partite sporche. È come se chiedesse al Napoli di crescere sotto quest'aspetto

di - Primo tempo a senso unico che si chiude 2-0. Poi, la ripresa è un'altra storia. Gli azzurri calano. Escono per infortunio Manolas e Maksimovic. Il Brescia non va oltre il gol di Balotelli. Decisivo il san Paolo

di - Da buon psicologo teme l'insidia del contraccolpo negativo dopo il Cagliari. Non tutto è perduto, ma ora il cammino è in salita

di - Basta una sconfitta per far ripartire il solito disco. Con lo stesso metro anche Guardiola e Messi sarebbero già fuori gioco nei loro campionati

di - Dopo la sconfitta interna col Cagliari è ripartito il solito copione peraltro anticipato in tempi non sospetti da Ancelotti (comprese le critiche sul suo essere troppo carota e poco bastone)

di - “Non sempre nel calcio si raccoglie ciò che si merita”. Il lavoro che sta portando avanti Ancelotti è non perdere l'equilibrio quando questo accade. Ben attento a non cadere nella de-responsabilizzazione

di - Credo che il Napoli votato all'attacco costruito da Ancelotti sconti un vecchio difetto genetico. L’incapacità di assicurare continuità di risultati.

di - Gol in contropiede dopo un assedio nel secondo tempo. Partita stregata. Ovviamente non si può imprecare solo contro la sfortuna

di - Da sette anni è spesso il mister Wolf del Napoli. Ma ogni volta deve ricominciare se non da zero, da tre. E lui lo ha sempre fatto. Ha stupito tutti, e ora è a due gol da Maradona

di - Il clamore di questi giorni è dovuto alle parole di Infantino. Ma è clamore posticcio. La realtà è quella descritta al Paìs da Fiona May. La lettera della Curva Nord interista è ampiamente condivisa