
Insigne è finalmente diventato il capitano del Napoli
di - Il dissidio con Ancelotti ha favorito la metamorfosi di Lorenzo che ora veste i panni del leader. Ieri lo ha fatto in modo deciso nel post-partita
Gli editoriali firmati dalla redazione del Napolista. In questa sezione vivono i pezzi che prendono una posizione netta su un tema di calcio, di sport o di sistema: critiche al gioco di un allenatore, difese di una scelta societaria, riflessioni sul sistema calcio italiano, prese di posizione su arbitri, Federcalcio, mercato e diritti TV. È la voce autoriale del giornale, quella che differenzia il Napolista da una cronaca asciutta. I lettori che cercano «cosa ne pensa il Napolista» trovano qui le risposte più articolate.

di - Il dissidio con Ancelotti ha favorito la metamorfosi di Lorenzo che ora veste i panni del leader. Ieri lo ha fatto in modo deciso nel post-partita

di - Le vane rincorse allo scudetto hanno spossato il gruppo. Fin qui campionato deludente, ma io una luce l'ho vista: squarci di gioco bellissimo, del calcio verticale di Ancelotti

di - Al Napoli due rigori contro (c'erano) mentre Lautaro fa la sceneggiata sul rigore decisivo concesso all'intera

di - Il primo passo di una società mediocre è rimuovere ed allontanare il centro decisionale, renderlo sacro, inspiegabile, incomunicabile. E Ancelotti lo ha capito. Non illudiamoci sul ricompattamento dell'ambiente napoletano

di - Ne ha scritto il Corriere della Sera. Il Napoli vede cose strane ma non c'è rassegnazione. Ancelotti, come tutti i miti, è tutt'altro che arrendevole. L'unità tra presidente e allenatore

di - Ci hanno derubati, sono d'accordo. Però dobbiamo imparare a gestire gli imprevisti (che poi imprevisti non sono). Le ingiustizie continueranno

di - Subito dopo la partita, hanno sferrato un uno-due politico ai vertici arbitrali. Un'azione coordinata che conferma l'affiatamento tra presidente e allenatore

di - Da solo, sul razzismo, senza mai alzare la voce, ha costretto i dirigenti del calcio italiano a vergognarsi. È il remake di “calcio italiano di merda” di Benitez. Ma Ancelotti è più tosto, ci vogliono tanti altri Giacomelli e Banti

di - Il suo dilemma è il dilemma delle persone cui è stata stretta la loro terra d'origine. Qui si combatte contro i mulini a vento e una distesa di mediocrità

di - L'allenatore del Napoli ha parlato di attacco personale. Il calcio italiano, e non solo, deve dare una risposta. Il tema è politico

di - L'Atalanta ha persino ruotato di più gli uomini in campionato. Stesso metodo, considerazione diversa. Senza dimenticare i differenti risultati in Champions

di - In città i trasformisti del tifo fanno i becchini (altro che stampa del Nord). Ancelotti ha le sue colpe: non piange, non si lamenta, non si appiglia ai rigori

di - Nessuno gioca come gli azzurri, nessuno ha tante frecce al suo arco e tante soluzioni tecniche a disposizione, eppure in campionato il Napoli non decolla

di - Quel secondo pallone gettato in campo per disturbare Milik nel secondo tempo, è un brutto gesto che non fa onore a Ferrara

di - Il calciatore della Juventus colpito alla schiena da un'arma da fuoco durante la partita. Il calcio italiano si ferma. Anche noi oggi diciamo: “siamo tutti juventini”

di - E io qua sono alla centesima visione del video. Come un idiota. Mentre stasera altri ex tifosi del Napoli sono preoccupati per l’assenza di Cristiano Ronaldo a Lecce

di - Guardare la partita lì è la discesa in un girone dantesco. Sul prato di gioco si celebra un massacro. In tv, invece, lo stadio, che mi era parso un covo, appare profondo e largo

di - Come tutti i fuoriclasse, dà il meglio di sé nei momenti difficili. Ha messo i panni sporchi in piazza e ha ritrovato una squadra. La reazione al 2-2 è la summa dei suoi insegnamenti

di - Il presidente aveva dato per certo il polacco in campo e detto: «Lozano deve giocare sempre?». Era un gioco delle parti o una diversità di vedute? Carlo ha guadagnato punti con i papponisti

di - Sarebbe da esempio in campo ma ancora di più nello spogliatoio. Alzerebbe l'asticella. Dovrebbe essere meno primadonna e più saggio. Del marketing manco a parlarne. I limiti dell'età