Allegri al Napoli è un colpo da monarca illuminato quale De Laurentiis è
È un grandissimo allenatore, in Italia osteggiato dal solito circoletto. Adl ha preso il meglio, l’ideale per tutelare la creatura Napoli. Conosce il calcio e le persone, è il Ferguson che Aurelio ha sempre cercato

Mg Londra (Inghilterra) 01/06/2024 - finale Champions League / Borussia Dortmund-Real Madrid / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Massimiliano Allegri-Alex Ferguson
Massimiliano Allegri allenatore del Napoli è un colpo da maestro che soltanto Aurelio De Laurentiis poteva mettere a segno. È un’operazione da monarca illuminato. Che non si lascia condizionare dai venticelli social e giornalistici che rendono l’aria mefitica. Chi guida un’impresa, ragiona da imprenditore. Non può ascoltare il chiacchiericcio di chi conduce una battaglia ideologica oppure pensa solo a sfogarsi. E peraltro non è minimamente rappresentativo della platea di tifosi, come evidenziato dal sondaggio di Piepoli (il 62% dei tifosi del Napoli avrebbe voluto Allegri) e dai commenti dei tantissimi sostenitori che conoscono il calcio. Si è tifosi anche senza scrivere cento commenti al giorno sui social o senza chiamare le radio. Per capirci. Senza dimenticare che a Torino, nel 2014, venne accolto da calci e sputi. Sappiamo tutti com’è finita.

Ha detto, inascoltato, le cose più interessanti sulla crisi del calcio italiano
Ma il discorso è più ampio. In Italia tira un’aria davvero brutta su Massimiliano Allegri. Che va oltre il pallone. Come se si fosse macchiato di chissà quale crimine. È quasi una caccia all’uomo. Bisogna tornare a Maradona per trovare un fenomeno simile, o a Silvio Berlusconi in politica. È un incassatore come pochi, anche questo infastidisce. Allegri è un grandissimo allenatore che ha il brutto vizio di ragionare con la propria testa. È l’uomo di calcio che da anni – inascoltato – esprime i concetti più interessanti sulla crisi del calcio italiano e dei nostri vivai (“Le scuole calcio stanno rovinando i nostri ragazzi”, disse). Si è esposto contro il calcio meccanizzato. E lo ha pagato. È uno degli allenatori più vincenti del football italiano. E allunga la collezione aureliana di grandissimi tecnici. Ormai li ha presi tutti: da Ancelotti a Conte, da Allegri a Spalletti fino a Sarri che ha contribuito in maniera determinante a creare.
Al Milan, con una squadra modesta, è stato a lungo in corsa per il titolo
Allegri è un allenatore solido, come ha dimostrato anche quest’anno. Con una squadra modesta, senza centravanti, con tre giocatori forti, tre di numero (Rabiot, Maignan, Modric; Pulisic ha smesso di giocare a novembre), è stato a lungo in corsa per lo scudetto, ha vinto due derby ed è crollato solo in un finale di stagione quantomeno oscuro con telefonate di Ibrahimovic ai calciatori e la dirigenza del Milan che alla vigilia di un match fondamentale per la Champions è andata tutta a incontrare Iraola candidato alla sua successione. Un giorno, ne siamo certi, ne sapremo di più.
È un falso storico, una delle tante menzogne che lo perseguitano, che non lanci i giovani. Chiedere a Bartesaghi, a Fagioli, a Miretti, allo stesso Yildiz. E a tantissimi altri.

Allegri è l’allenatore ideale per Aurelio De Laurentiis
Allegri è l’allenatore ideale per Aurelio De Laurentiis, per succedere ad Antonio Conte (come ha già fatto alla Juventus) e per questo Napoli. Che è una squadra forte, ma anche logora, con calciatori di esperienza con cui bisogna saper rapportarsi. La rosa del Napoli è un patrimonio aziendale che non va disperso. E il migliore in questo compito è lui. Che peraltro è un aziendalista puro. Nella sua lunghissima carriera, non si trova una polemica con i propri club. Conosce il calcio e conosce gli uomini. Non è un caso che il ds Giovanni Manna, che ha lavorato con lui alla Juve, si sia speso per il suo arrivo in città. Chi sa di football, non può minimamente discutere Massimiliano Allegri.
Max è ił Ferguson che Adl ha sempre cercato
De Laurentiis ha piazzato un colpo alla De Laurentiis. Come tutti i fuoriclasse, dà il meglio di sé quando si trova nello stretto, in difficoltà. Non era una situazione semplice. Ha estratto dal cilindro il miglior coniglio possibile. Ha protetto la sua creatura. L’ha affidata a mani esperte e sapienti. Non sappiamo che cosa accadrà dal punto di vista societario. Ma De Laurentiis ha trovato il Ferguson che ha sempre cercato. Non a caso Ferguson lo ha sempre stimato molto. L’uomo che non ha certo bisogno di utilizzare Napoli come trampolino di lancio. Un professionista che non si lamenterà mai di nulla. Che ama giocare ogni tre giorni e che ha vinto in Italia e fatto benissimo in Europa.
Allegri arriva a Napoli con colpevole ritardo. Ma è il caso di dire: meglio tardi che mai.