
Gli ultras dell’Atalanta contro Gravina: «Giocate per la gente? E allora fatelo gratis»
di - Duro comunicato: «Non è vero che volete giocate per la gente. Dei morti non vi interessa nulla. Donate in beneficenza i guadagni dei prossimi mesi»
Le analisi e le opinioni del Napolista che vivono fuori dalla cronaca quotidiana. In questa sezione raccogliamo i pezzi di approfondimento più impegnativi del giornale: analisi economico-finanziarie del calcio italiano, opinioni firmate su scelte societarie e arbitrali, riflessioni di sistema sul mercato e sulle istituzioni del football. È la sezione editorialmente più riflessiva del Napolista, pensata per i lettori che cercano una voce autoriale strutturata, lontana dall’aggiornamento del minuto. I pezzi qui vivono a lungo e non si esauriscono in 24 ore.

di - Duro comunicato: «Non è vero che volete giocate per la gente. Dei morti non vi interessa nulla. Donate in beneficenza i guadagni dei prossimi mesi»

di - Qual è la visione del club? Non è chiaro. A dispetto di quel che dicono i tifosi, il presidente è troppo conservatore e ora è nella terra di mezzo

di - Il dialogo sulla nuova ordinanza di De Luca. A Catarella la pizza piace all'ortolana, Montalbano gli spiega che cos'è la farinata

di - Feltri è un barbaro che si fa portavoce di un'ignoranza condivisa da taluni interpreti di un movimento vecchio e stupido, quanto stupida si è dimostrata essere la tesi di Lombroso

di - Quella sera accarezzammo un sogno. Sembra un'altra vita, oggi il ricordo è un lusso. Mi manca il vicino di posto allo stadio, anche a un metro e mezzo se necessario

di - Cummissaria, ma non divi prioccuparsi: chesta è materie mie e quanno arrive l’appa che si chiamma “Immuna” io le faccia il webinarra e li facia sapiri commo si uti

di - Il sì unanime alla ripresa del campionato sgrava i club da responsabilità: fondamentale per i contratti con Sky e Dazn. Se domani il governo rinvia di due settimane, finire la Serie A diventa più complesso

di - A Repubblica Genova: «Senza tifosi allo stadio non è il nostro calcio. Non capiamo perché si debba finire questo campionato, con tutti questi morti»

di - Su Netflix “La febbre del cemento”. La morale pubblica è assente, il solo rumore solido è lo sfrusciare del denaro accompagnato dallo status symbol di una casa in cemento

di - Stiamo attenti a fare il loro gioco! Offenderci per la parole pronunciate da Feltri è da fessi, noi siamo superiori

di - Quanta nostalgia per il dibattito in Francia. Da noi o litigano i presidenti o c'è il silenzio quasi assoluto. Oppure parla Mancini che prova a fare il lobbista con argomentazioni debolucce

di - Di fronte a quello che tutti stiamo vivendo, quanto possono coinvolgere i dibattiti, le notizie sul futuro di Mertens, sui ritiri, sulla conclusione del campionato? Forse un momento di silenzio sarebbe richiesto

di - Su Netflix il film “Barry” sulla gioventù nell'era reaganiana del futuro presidente degli Stati Uniti. L'ombra del padre, la tematica del razzismo

di - Ha definitivamente chiuso teatri, cinema, concerti ed esibizioni artistiche. Insomma questo virus ha spazzato via il canale culturale e ha messo sul lastrico migliaia di artisti

di - Un vecchio film in programmazione su Netflix. Andy sembra dirci che non bisogna abbandonare un progetto ed un senso e se il tempo del carcere è per definizione infinito

di - Un lembo di terra oggi luogo di interesse nazionale. Cinque mesi dopo l'ammutinamento, si torna al punto di partenza. Allora si ruppe tutto, stavolta si ricomincia

di - L'allenatore spagnolo compie sessant'anni. Dopo averlo avversato in ogni modo, oggi finalmente Napoli gli riconosce il merito. Portò la mentalità da grande club ed è stato l'ultimo a vincere

di - Controlli, isolamento di squadra, ritiri bunker. Poi si va in campo e se un calciatore si ammala crollano tutte le precauzioni: "Va in quarantena". E i compagni? E gli avversari?

di - “Ma poi chi ia chista Colaa?”. “E’ nu managerra”. “Ma chi l’havi vutata?”. “Niuna pinsa: quanno stamma nella merde acclamana a una di chista”

di - Su Netflix. La parabola del manager criminale Salvo Russo interpretato da Scamarcio. Tratto da un saggio di Colaprico e Fazzo