Certo che non usare il pezzotto “conviene!”. Conviene a Dazn

L'ultimo avvertimento agli utenti è quasi pubblicità ingannevole. I prezzi di Dazn dal 2021 sono cresciuti del 140%, in regime di monopolio. La multa se si viene beccati col pezzotto è di 154 euro

Certo che non usare il pezzotto “conviene!”. Conviene a Dazn

“Conviene!”. Il tono è proprio quello lì: l’offerta che non puoi rifiutare. Un avvertimento contrabbandato (ops) da pubblicità progresso, quasi una minaccia: “Non rischiare la multa, mettiti in regola, conviene!”. La Lega Calcio Serie A e Dazn sono all’ultimo stadio della campagna anti-pirateria, con un bell’hashtag nuovo nuovo e il solito tambur battente della battaglia campale. Perché – scrivono in tutte le sovrimpressioni possibili – “quando usi il pezzotto lasci sempre tracce digitali”, e quindi non hai scampo. (Notevole l’istituzionalizzazione semantica di “pezzotto”, a Napoli qualcuno dovrebbe sbrigarsi a registrare il marchio). Ma è quel “conviene!” che lascia interdetti, anche chi – come noi – resiste nella legalità per principio preso ed educazione familiare inscalfibile. Anzi: proprio a quelli come noi fa più male. Conviene a chi? Siamo dalle parti della pubblicità ingannevole.

Rincari costanti in regime di monopolio

La premessa scontata (solo quella, ormai) è che Dazn dal 2021, da quando cioè ha vinto il bando della Serie A, opera sul mercato in un regime di monopolio informale: se vuoi vedere tutto il campionato italiano in tv devi abbonarti e abbracciarti la croce dei loro prezzi in aumento perenne: dal 2021 a oggi, infatti, l’abbonamento mensile al pacchetto massimo e più flessibile ha subito un incremento di circa il 140%, passando da 29,99 euro agli attuali 71,99 euro. Un’analisi condotta da Facile.it ha evidenziato che per questa stagione i tifosi debbano mettere a budget almeno 669 euro per guardare campionato e Champions League, o fino a 984 euro per chi sceglie l’abbonamento mensile, anziché quello annuale. Rispetto alla scorsa stagione le tariffe mensili hanno subito un aumento del 9,5%. E va così ogni anno.

Il pezzotto in Italia lo usano circa 20 milioni di italiani, tanto per contestualizzare il fenomeno.

Nel frattempo (tralasciando le rotelline e i disservizi dei primi periodi) Dazn è riuscita a frammentare l’offerta rendendola immarcabile, ma sempre nell’ottica di una restrizione del servizio offerto. Piccolo esempio: l’anno scorso il “MyClubPass” – che consente di vedere solo le partite della tua squadra del cuore – fu offerto a 9,99 euro al mese vincolati per un anno. Ora costa a listino 29,99 euro, offerto ai vecchi clienti a 19,99 euro. Ma nella sua versione “mobile” – e solo per i clienti Tim, per ora – costa gli stessi 9,99 euro, ma puoi guardare le partite solo sul cellulare. Il dettaglio dei device vietati sembra scritto da Guzzanti:

Dazn mobile

Per 10 euro ti fanno vedere metà campo, ormai

La perla è lo smartphone pieghevole: puoi guardare la partita solo con lo schermo chiuso a metà. Non hanno ancora immaginato di garantirti la visuale solo di metà campo, ma ci arriveranno: dev’esserci un Ufficio Torquemada apposito, in Dazn. Affascinante lo sprezzo del ridicolo aziendale. Sembrano i meme delle offerte speciali di Lidl (“solo per ieri dalle 2:15 alle 2:17 del mattino”).

Nel frattempo i tribunali hanno cominciato ad arginare, in punta di sentenza, le pretese della Lega e delle varie tv e piattaforme a pesca di risarcimenti non giustificati. Farà giurisprudenza per esempio la sentenza del giudice Roberta Maggio, a Bari, che ha assolto tredici imputati dall’accusa di ricettazione. Dovranno pagare la sanzione amministrativa di 154 euro. L’utilizzo del pezzotto non è reato penale, insomma. Nonostante il criminale con la scatola in testa dello spot abbia il pigiama a strisce come i carcerati dell’immaginario collettivo. Manca solo la palla al piede. il tribunale e il carcere (da 6 mesi a 3 anni) sono riservati esclusivamente a chi trasmette, vende o rivende il segnale.

Tornando al punto: “Conviene”?. Certo che conviene, non cadere nell’illegalità del pezzotto. Ma teniamo da parte la morale e il sacrosanto rispetto delle leggi: economicamente conviene a Dazn.