Stadio Maradona Napoli: capienza, settori, come arrivare e dove parcheggiare

Lo stadio Maradona ha una capienza di 54.726 posti. Guida completa ai settori, come arrivare in metro e auto, dove parcheggiare e i lavori futuri.

Stadio Maradona Napoli: capienza, settori, come arrivare e dove parcheggiare

3DPN798 At the exterior walls of the Stadio Diego Armando Maradona in Naples, street artist Jorit has completed a mural celebrating the club's history. The piece depicts a symbolic 'Top 11' of SSC Napoli legends from across generations. Featured in the artwork are Dino Zoff, Kalidou Koulibaly, Giuseppe Bruscolotti, Faouzi Ghoulam, Ruud Krol, Antonio Juliano, Marek Hamsik, Edinson Cavani, Diego Armando Maradona, Careca, and Dries Mertens. Murale pictures prior the Serie A 2025/2026 football match between SSC Napoli and AS Roma at Diego Armando Maradona stadium in Naples (Italy), February 15, 2026. Insidephoto Alamy

Il Napoli gioca allo stadio Diego Armando Maradona, nel quartiere Fuorigrotta di Napoli. La capienza attuale è di 54.726 posti a sedere, che lo rende il terzo stadio più grande d’Italia dopo il Meazza di Milano (75.923) e l’Olimpico di Roma (72.698). Nella stagione 2024-25 il Maradona è stato tra i 50 stadi più gremiti del mondo, con una media di riempimento del 93,9%. Lo stadio è raggiungibile in metro, in autobus e in auto, e ha diverse opzioni di parcheggio nelle vicinanze.

La storia dello stadio: dal Sole a Maradona

Lo stadio fu progettato dall’ingegnere Carlo Cocchia e inaugurato il 6 dicembre 1959 con Napoli-Juventus 2-1, gol di Bruno Pesaola e Luis Vinicio. Si chiamava Stadio del Sole — un nome che oggi suona come una dichiarazione d’intenti — e poteva contenere quasi 90.000 spettatori, in gran parte in piedi. Era il più grande d’Italia. Il costo dell’opera fu di circa 3,5 miliardi di lire dell’epoca, finanziati dal Comune di Napoli e dalla Cassa per il Mezzogiorno.

Nel 1963 fu ribattezzato Stadio San Paolo, in onore della tradizione che vuole l’apostolo Paolo approdato proprio a Fuorigrotta, nella zona dei Campi Flegrei, durante il suo viaggio verso Roma. Per quasi sessant’anni è rimasto il San Paolo: un nome che ha attraversato tutte le ere del calcio napoletano, dalla Serie B degli anni Sessanta ai fasti di Maradona, dalla retrocessione del 2001 alla rinascita con De Laurentiis.

Nel 1990 lo stadio fu profondamente ristrutturato per ospitare i Mondiali di Italia ’90. Furono aggiunti il secondo e il terzo anello, la copertura, e furono installati i seggiolini al posto dei gradoni in cemento. La capienza scese a circa 72.800 posti. Lo stadio ospitò cinque partite del Mondiale, inclusa la semifinale tra Argentina e Italia del 3 luglio 1990 — la partita che divise Napoli, con Maradona che prima del fischio d’inizio disse al pubblico: «Per 364 giorni non vi considerano, ora vi chiedono di tifare Italia». L’Argentina vinse ai rigori, con Maradona che segnò il suo. La storia di quella sera è ancora oggetto di dibattito: Napoli non tifò per l’Argentina come racconta il mito, ma quella partita resta il simbolo del rapporto complicato tra Napoli e il resto d’Italia.

Dopo i Mondiali, lo stadio entrò in un lungo declino strutturale. Per vent’anni i lavori di manutenzione furono minimi. La telenovela della ristrutturazione divenne una costante del rapporto tra De Laurentiis e le amministrazioni comunali che si sono succedute: prima de Magistris, poi Manfredi. Anni di scontri tra Comune e società senza che nulla cambiasse davvero. De Laurentiis definì lo stadio «un cesso» in più occasioni, e non aveva tutti i torti.

Il 4 dicembre 2020, nove giorni dopo la morte di Diego Armando Maradona avvenuta il 25 novembre, il Comune di Napoli lo ha intitolato a lui. La delibera fu approvata dalla Giunta comunale su proposta del sindaco de Magistris. Il Napoli accolse la decisione con soddisfazione. Non poteva essere altrimenti: quello stadio era diventato casa sua, il luogo dove un giocatore argentino aveva riscritto la storia di una città e del calcio italiano. Adesso si chiama Stadio Diego Armando Maradona, e quando lo chiami San Paolo ti guardano male.

I settori: dove sedersi e quanto si paga

Lo stadio è diviso in quattro grandi aree, distribuite su due anelli (il terzo è attualmente chiuso al pubblico). I prezzi variano a seconda della partita: le gare di cartello contro Juventus, Inter e Milan costano anche il doppio rispetto alle partite con squadre medio-piccole.

Curve A e B — sono i settori degli ultras, il cuore caldo dello stadio. La Curva B è storicamente il settore più organizzato, con coreografie e tifo coordinato. La Curva A ha la sua identità e la sua storia. I prezzi sono i più accessibili: da 10 a 40 euro per le partite normali, fino a 70-80 euro per le gare di Champions League. La visuale non è la migliore — la pista d’atletica allontana dal campo di almeno quindici metri — ma l’atmosfera è impareggiabile. Se vuoi capire cosa significa il Napoli per Napoli, devi sederti in Curva.

Distinti — il settore opposto alla tribuna principale. È considerato il miglior rapporto qualità-visuale-prezzo dello stadio: si vede bene, si spende meno della Tribuna e si è comunque vicini all’azione. Prezzi tra 30 e 60 euro per le partite di campionato. Per chi va allo stadio per guardare la partita e non solo per viverla, i Distinti sono la scelta giusta.

Tribuna Posillipo e Tribuna Nisida — i settori premium. La Posillipo è il cuore dello stadio per chi vuole comfort e visuale privilegiata. Prezzi da 50 a 150 euro e oltre per le partite di cartello. La Nisida è analoga per servizi e posizione.

Tribuna Family — settore dedicato alle famiglie con bambini, sotto la Tribuna Nisida. Prezzi contenuti (15-40 euro per gli adulti, sconti e gratuità per i bambini sotto i 14 anni) e accesso separato dagli altri settori.

Settore Ospiti — circa 2.482 posti riservati ai tifosi avversari, situato nel settore inferiore della Curva B. L’accesso è separato e controllato. In alcune partite ad alto rischio, il settore può essere chiuso per decisione del Casms (Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive).

Per gli abbonamenti, la campagna si apre di solito a luglio. Nella stagione 2025-26 i prezzi partono da 250 euro per le Curve e arrivano a 2.580 euro per la Tribuna Posillipo. Il tetto massimo di abbonamenti è di circa 25.000, su una capienza totale di quasi 55.000: il Napoli preferisce mantenere una quota di biglietti venduti partita per partita.

Come arrivare: metro, bus e auto

In metro — è il modo più semplice e il più consigliato nei giorni di partita. La stazione più vicina è Mostra, sulla Linea 2 della metropolitana (gestita da Trenitalia, non da ANM). Dall’uscita allo stadio sono due minuti a piedi. Da Piazza Garibaldi (Stazione Centrale) si prende la Linea 2 direzione Pozzuoli e si scende a Mostra. In alternativa, la fermata Campi Flegrei (sempre Linea 2) è a circa dieci minuti a piedi. Anche la Cumana (ferrovia gestita da EAV) ha la fermata Mostra sulla tratta Montesanto-Torregaveta.

In autobus — la linea principale è la 151 ANM, che parte da Piazza Garibaldi e arriva a Piazzale Tecchio, proprio davanti allo stadio. Altre linee utili: 152, C18, C19, 129. Nei giorni di partita ANM attiva spesso corse straordinarie, ma la frequenza non è sempre affidabile. Dall’aeroporto di Capodichino si prende l’Alibus fino a Piazza Garibaldi (biglietto 5 euro, acquistabile a bordo) e da lì si cambia con la metro o il bus.

In auto — si prende la Tangenziale di Napoli e si esce a Fuorigrotta. Nei giorni di partita il traffico è quello che vi immaginate: code dalla tangenziale, strade bloccate nella zona dello stadio, e la ZTL che scatta due ore prima del fischio d’inizio nel raggio di alcune centinaia di metri dall’impianto. Se potete, prendete la metro.

Dove parcheggiare

Se venite in auto, le opzioni principali sono:

Garage Maradona — Via Giambattista Marino 5, aperto 24 ore, circa 10 minuti a piedi dallo stadio. Costa circa 6-8 euro per le ore della partita. È uno dei più gettonati e si riempie presto.

Parcheggio Kennedy (Edenlandia) — nell’area dell’ex parco divertimenti, a circa 10 minuti a piedi dalla Curva A. Capienza discreta ma si riempie rapidamente nelle partite di cartello.

Quick Azzurro — parcheggio coperto nella zona del San Paolo Park, vicino all’uscita della Tangenziale di Fuorigrotta. Aperto 24 ore, comodo per chi viene dalla tangenziale.

Parcheggio Complesso Azzurro — multipiano, nel centro commerciale vicino allo stadio.

I parcheggi nell’area dello stadio sono da sempre un punto dolente dell’infrastruttura. Ci sono parcheggi sotterranei mai aperti, strutture chiuse da decenni senza che nessuno sappia spiegare perché. Nei giorni di partita i parcheggi si riempiono in fretta. Il consiglio è arrivare almeno un’ora e mezza prima del fischio d’inizio — o, meglio ancora, lasciare la macchina a casa.

Accessibilità

Lo stadio ha un ingresso dedicato per persone con disabilità al Gate 5 (lato nord-ovest, vicino alla tribuna centrale). Ci sono 158 posti riservati tra sezione carrozzine e sezione disabili non in carrozzina, distribuiti su diversi settori. La prenotazione si fa online sul sito ufficiale sscnapoli.it inviando la documentazione (certificato di invalidità e documento d’identità). Sono disponibili anche parcheggi riservati nelle immediate vicinanze dell’ingresso dedicato. I posti per accompagnatori sono gratuiti per gli aventi diritto.

I lavori futuri: verso Euro 2032 e i 70.000 posti

Il futuro dello stadio Maradona è uno dei temi più dibattuti del calcio napoletano. Ci sono due strade parallele che si intrecciano continuamente.

Da un lato, il Comune di Napoli ha presentato un progetto di ristrutturazione che prevede la rimozione della pista d’atletica, l’avvicinamento del primo anello al campo, la riapertura del terzo anello e l’aumento della capienza a circa 70.000 posti. Il progetto include l’installazione di un impianto fotovoltaico sulla copertura e la riqualificazione energetica dell’intero impianto, secondo 12 principi guida approvati dalla Giunta. L’investimento stimato è tra i 100 e i 200 milioni di euro, a seconda dell’ampiezza dei lavori. L’architetto Zavanella, consultato dal Comune, ha stimato circa 100 milioni e due anni di lavori. L’obiettivo è candidare lo stadio per Euro 2032, il campionato europeo che Italia e Turchia ospiteranno insieme.

L’assessore allo Sport Cosenza ha confermato che i lavori sul terzo anello partiranno a fine campionato e che la pista d’atletica verrà rimossa indipendentemente dalla candidatura per gli Europei. Il progetto è stato presentato alla Figc e il cronoprogramma è stato inviato alla Uefa, che deciderà a ottobre 2026.

Dall’altro lato, De Laurentiis ha più volte manifestato l’intenzione di costruire uno stadio di proprietà fuori Fuorigrotta, con annesso centro sportivo. L’area più accreditata è quella dell’ex raffineria Q8 a Napoli Est, la cui bonifica dovrebbe concludersi nel 2028. Per De Laurentiis uno stadio di proprietà è fondamentale per accrescere il fatturato del club, con skybox, aree commerciali, ristoranti e servizi premium che il Maradona attuale non può offrire. Ma la storia degli stadi a Napoli è una telenovela ventennale: dai progetti mai realizzati di Ferlaino a Bagnoli, a quelli di De Laurentiis a Scampia, al braccio di ferro con de Magistris. Nessuno ci crede davvero finché non vede la prima gru.

Quando i lavori di ristrutturazione saranno completati — se saranno completati — il Maradona tornerà a essere quello che era nel 1959: lo stadio più grande d’Italia. O quasi. Nel frattempo, resta quello che è sempre stato: un fattore. Il luogo dove il Napoli ha vinto e ha perso, dove Maradona ha trasformato un riscaldamento in un’opera d’arte, dove una città intera si riconosce ogni due settimane. Con la pista d’atletica o senza, con il terzo anello o senza, con De Laurentiis o senza. Lo stadio resta.

Napolista di seconda mano, è stata adottata dalla famiglia Napolista, secondo alcuni si è inserita a gomitate!

ilnapolista.it © Riproduzione riservata