Napoli-Bologna 2-3, pagelle – Il goffo Milinkovic Savic, Di Lorenzo metafora triste del Napoli

Si salvano in pochi: Santos Subito, Hojlund, Gutierrez. De Laurentiis come Ponzio Pilato sul referendum tra Conte e Sarri

Napoli-Bologna 2-3, pagelle – Il goffo Milinkovic Savic, Di Lorenzo metafora triste del Napoli

Alessandro Buongiorno of SSC Napoli looks dejected during the serie Serie A Enilive match between SSC Napoli and Bologna FC at Stadio Diego Armando Maradona on May 11, 2026 in Naples, Italy (Photo by Giuseppe Maffia/NurPhoto) (Photo by Giuseppe Maffia / NurPhoto / NurPhoto via AFP)

Le pagelle di Napoli-Bologna 2-3, a cura di Fabrizio d’Esposito.

MILINKOVIC-SAVIC. L’anonimo Bologna dell’Iraniano trova tre gol e una traversa e Zio Vanja è inane: immobile oppure goffo, quando serve all’anglo-felsineo la pelota del fatale del due a tre. E dal dischetto fa pure segnare il redivivo Orsolini, che in questa stagione di rigori ne ha sbagliati già due in campionato – 4,5

DI LORENZO. L’atteso rientro del Capitano dei Due Scudetti è la metafora triste del Napule di stasera: erroracci sulle tre marcature rossoblù (è lui che provoca il rigore) e poi il gol dell’uno a due nel recupero del primo tempo. Insomma, ombre e luci. Il Berna liftato lo fa ammattire sovente mentre nell’offesa ritrova l’amato Na-Politano, in una partita in cui gli azzurri avanzano perlopiù sulle fasce, a destra o a sinistra – 5

RRAHMANI. L’Iraniano Team fa il pieno nella prima mezz’ora indi scompare fino al recupero della ripresa. Il Comandante Amir rende invisibile il temuto sosia di Lautaro ma sulla difesa pesano, eccome se pesano, la solitudine e il tempo concessi dapprima a Bernardeschi, indi a Rowe – 5,5

BUONGIORNO. Come Rrahmani, non fa cappellate e almeno lui è più tosto che morbido. Ma tre gol subiti sono una responsabilità collettiva: quest’anno gli avversari degli azzurri hanno quasi sempre dato la sensazione di poter segnare in ogni momento – 5,5

POLITANO. Poche cose buone e tanti errori anche per lui, a conferma che il Napule di stasera gioca male e bene allo stesso tempo – 5,5

SPINAZZOLA dall’84’. Il tempo di vedere Rowe creare dal nulla il due a tre – 5

LOBOTKA. Spettatore sul primo gol del Bologna, il Caro Lobo si è normalizzato parecchio sia nell’interdizione sia soprattutto nell’avvio dell’azione. Il centro logora chi ce l’ha e lui non è più insostituibile – 5,5

GILMOUR dal 75’. Senza voto

McTOMINAY. Scott il Rosso torna nella linea dei quattro di centro e fa avanti e indietro, che si tratti di salire e portare palla oppure di farsi trovare pronto lì davanti. Due le sue occasioni maggiori: un colpo di testa al 29’ e soprattutto un pallonetto calibrato malissimo al 42’. Provoca pure due ammonizioni avversarie – 6

GUTIERREZ. Dopo Scott il Rosso, è l’azzurro che corre di più. Dalla sinistra verso il centro oppure seguendo Santos Subito sempre lì a sinistra. Quando non può avanzare ha l’umiltà di darla indietro. Ha un’eleganza cartesiana – 6,5

MAZZOCCHI dall’87’. Senza voto

GIOVANE. Anche lui corre tanto, ma in un Napule insolitamente votato all’offesa come non mai, fa davvero poco – 5,5

ELMAS dal 75’. Senza voto

ALISSON SANTOS. Da subito il migliore in campo e di gran lunga. Santos Subito è un fremito continuo, lì a sinistra. Non si ferma mai e quando si apre il secondo tempo, arriva di corsa nell’area rossoblù e segna il pareggio, servito dal principe Rasmus. Lui, Hojlund e Giovane sommano appena 68 anni in tre: prove tecniche del futuro, aspettando il profeta David quasi trentenne? – 7

HOJLUND. Stavolta vince il duello a mazzate con il suo controllore. E, come detto, fa un assist perfetto per Santos Subito – 6,5

CONTE. I tre punti decisivi per la Champions arriveranno probabilmente nella grottesca domenica degli scontri diretti a mezzogiorno e mezzo. La partita di stasera ha messo in evidenza pregi e difetti degli azzurri in questa stagione. Epperò i risultati danno ancora ragione al rivoluzionario in panca: il Napule è sempre al secondo posto e la Champions è a portata di mano. Chiudere la pratica europea stasera avrebbe soprattutto significato la fine del tormentone sul terzo anno o meno di Conte. Nel frattempo il silente Aurelio sta dando prova di un diabolico cerchiobottismo favorendo in città un autentico referendum, con le voci fatte filtrare sul ritorno dell’estetica sarrita. Da un lato Conte, dall’altro Sarri. E lui in mezzo a fare Ponzio Pilato. Chi volete che io liberi? Bisogna ammettere che stavolta il presidente si è rivelato un abile stratega – 5

ARBITRO PICCININI. Sul rigore al Bologna, la sua decisione era l’opposto di quella del Var. Eppure era lì vicino. Mah – 5

Fabrizio d'Esposito. Cofondatore del Napolista. E' un giornalista del Fatto Quotidiano. Ritiene che il giochismo sia la malattia infantile del calcio e detesta la neo-lingua mediatica infarcita di braccetti, preventive, catene e seconde palle. Maradona è stato la sua linea d'ombra e suo figlio si chiama Diego Maria. Originario di Piano di Sorrento, vive a Roma.

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