Nel Napoli troppi giocatori interessati più a fuggire che a vincere
L'analisi di Corbo che su Repubblica demolisce i passaggi corti di Lobotka e ricorda che Italiano resta uno dei candidati a sostituire Conte

Ni Napoli 11/05/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Bologna / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Stanislav Lobotka
Le sconfitte sono sempre dure a essere digerite. E ogni sconfitta porta con sé un processo e alcune verità. La caccia alle responsabilità fu la fortuna di Aldo Biscardi che inventò una trasmissione che ha stravolto il racconto del calcio (e non solo) in Italia. Oggi è tutto un Processo del Lunedì. Sta di fatto che il Napoli ieri ha perso in casa 2-3 col Bologna di Italiano. Ha perso a nostro avviso in modo sconsiderato. Si era sul 2-2, gli azzurri avevano esaurito la spinta offensiva e a quel punto il pareggio sarebbe andato più che bene. Ma questo Napoli ogni tiro in porta prende gol. Impossibile non evidenziare il non ruolo di Milinkovic Savic portiere stra-protetto dalla critica e da Conte che ha questa mania del portiere coi piedi e il lancio lungo. Evidentemente gli piace assai, ricordiamo i suoi complimenti al Como per Butez che giocava come libero.
I passaggetti orizzontali di Lobotka
Su Repubblica Napoli Antonio Corbo ricorda che il Napoli ha perso contro il Bologna di Italiano e che Italiano è uno degli allenatori candidati a sostituirlo, se il tecnico non dovesse trovare l’accordo per il terzo anno.
Corbo se la prende soprattutto con i banali passaggi a centrocampo. Sottolinea il gioco orizzontale – e non verticale – di Lobotka. Che però, diciamo, non è una novità, è una caratteristica oseremmo definire genetica dello slovacco.
Scrive:
Lobotka somma passaggi su passaggi, tutti corti e mai efficaci nel raggiungere Hojlund, costretto a combattere da solo nel centro dell’area del Bologna.
E poi conclude:
chi e che cosa chiederà Conte al presidente quando si presenterà per discutere la sua conferma? Allena una squadra spenta. Con troppi giocatori che sembrano interessati più a fuggire che a vincere.