
Paola Barale: «Come sosia di Madonna mi davano un milione di lire per andare in discoteca»
di - Al Messaggero: «Ho fatto un sacco di soldi: un po' li ho conservati, il resto li ho spesi. Non avete idea di quanti me ne abbiano fregati».
Notizie, interviste ed eventi della città di Napoli. La sezione extra-sportiva del Napolista per approfondire gli argomenti legati alla città

di - Al Messaggero: «Ho fatto un sacco di soldi: un po' li ho conservati, il resto li ho spesi. Non avete idea di quanti me ne abbiano fregati».

di - A La Repubblica: «Mi sentivo come se avessi subìto una condanna ingiusta, ma le difficoltà rendono forti, anche quel periodo è servito».

di - Al Corsera: «Andai a casa di Mina che mi disse: “ce la fai a passare, cicciona?” La normalità non esiste. Drusilla è brava ma ricalca uno stereotipo»

di - A Sette: «Il denaro mi serve per vivere bene, ma non lo spreco. Con i primi guadagni ho comprato una Porsche. Non arrivavo ai pedali. Dal 1976 non guido più»

di - A Sette: «Vorrei spendere, ma non ci riesco. I miei mi hanno insegnato a essere misurato. Mi sono confezionato da solo pure le tende di casa».

di - Il figlio Alessandro al Venerdì: «Un giorno mi disse: 'M’ha rutto ‘o cazz ‘stu Pino Daniele'. Aveva bisogno di normalità. Troisi lo faceva ridere fino alle lacrime».

di - Al Corsera: «Capii che non era un ladro quando andai al Raphael, la sua stanza era la tana di un animale ferito. Ho fondato io Retequattro»

di - Al CorSera: «Eravamo al festival di Saint Vincent. Poi mi presero nella nazionale cantanti. Nei ritiri mi mettevano a palleggiare contro il muro».

di - Al CorSera: «Girammo Mediterraneo nell'anno di Italia 90. Non c'era il televisore. Con Abatantuono e Salvatores facemmo una colletta per mandare a comprarne uno a Rodi».

di - A La Stampa: «Ogni mattina a Roma si muove un milione e mezzo di persone. Stiamo tutti lì in macchina, ore e ore sul lungo Tevere a bestemmiare».

di - A La Repubblica: «Da bambino invitavo i compagni a studiare sul pianerottolo per evitare confronti con le case di chi se la cavavano meglio di me».

di - Hanno Wi-Fi, aria condizionata, e persino i sediolini che ricordano il Napoli Calcio. Speriamo che i viaggi cittadini non siano più viaggi della speranza

di - Al CorSera: «Aveva una gran massa di capelli neri. A Napoli mi sentivo uno straniero, mamma gallese e papà napoletano. Ci volevo stare il meno possibile»

di - A La Stampa: «Ora sto meno male quando ricevo insulti sui social. Una volta ne lessi un sacco e mi chiusi in me stesso per due giorni».

di - Al CorSera: «A Londra iniziai a lavorare nelle cucine del Savoy. Mi bullizzavano, mi dicevano tutti i giorni “fottuto wop”».

di - A Il Fatto: «Ho recitato in circa 40 film, più le serie tv e gli spettacoli: la metà di tutto questo non lo vedrei mai da spettatore».

di - Al Messaggero: « La fidanzata norvegese mi lasciò per lettera. L'amore l'ho trovato al mio paese. L serie tv? I film sono un'altra cosa»

di - Al CorSera: «Enzo amava le barche. Se ne comprò una di 7 metri e mi invitò a provarla, ma invece che al mare mi portò all’Idroscalo».

di - Intervista a Io Donna: «Non sono mai scomparsa, mi sono presa cura dei miei genitori malati e di mio fratello, tutti morti dopo anni di sofferenze».

di - A Sette: «Ci sono passato. Ho perso 25 chili, avevo il vuoto dentro. Oggi sto bene, non prendo più psicofarmaci, solo uno stabilizzatore dell’umore»