
Marco Mengoni: «Soffro di dismorfismo, è stato difficile accettare che gli altri mi vedessero bello»
di - A Sette: «Vorrei spendere, ma non ci riesco. I miei mi hanno insegnato a essere misurato. Mi sono confezionato da solo pure le tende di casa».
Notizie, interviste ed eventi della città di Napoli. La sezione extra-sportiva del Napolista per approfondire gli argomenti legati alla città

di - A Sette: «Vorrei spendere, ma non ci riesco. I miei mi hanno insegnato a essere misurato. Mi sono confezionato da solo pure le tende di casa».

di - Il figlio Alessandro al Venerdì: «Un giorno mi disse: 'M’ha rutto ‘o cazz ‘stu Pino Daniele'. Aveva bisogno di normalità. Troisi lo faceva ridere fino alle lacrime».

di - Al Corsera: «Capii che non era un ladro quando andai al Raphael, la sua stanza era la tana di un animale ferito. Ho fondato io Retequattro»

di - Al CorSera: «Eravamo al festival di Saint Vincent. Poi mi presero nella nazionale cantanti. Nei ritiri mi mettevano a palleggiare contro il muro».

di - Al CorSera: «Girammo Mediterraneo nell'anno di Italia 90. Non c'era il televisore. Con Abatantuono e Salvatores facemmo una colletta per mandare a comprarne uno a Rodi».

di - A La Stampa: «Ogni mattina a Roma si muove un milione e mezzo di persone. Stiamo tutti lì in macchina, ore e ore sul lungo Tevere a bestemmiare».

di - A La Repubblica: «Da bambino invitavo i compagni a studiare sul pianerottolo per evitare confronti con le case di chi se la cavavano meglio di me».

di - Hanno Wi-Fi, aria condizionata, e persino i sediolini che ricordano il Napoli Calcio. Speriamo che i viaggi cittadini non siano più viaggi della speranza

di - Al CorSera: «Aveva una gran massa di capelli neri. A Napoli mi sentivo uno straniero, mamma gallese e papà napoletano. Ci volevo stare il meno possibile»

di - A La Stampa: «Ora sto meno male quando ricevo insulti sui social. Una volta ne lessi un sacco e mi chiusi in me stesso per due giorni».

di - Al CorSera: «A Londra iniziai a lavorare nelle cucine del Savoy. Mi bullizzavano, mi dicevano tutti i giorni “fottuto wop”».

di - A Il Fatto: «Ho recitato in circa 40 film, più le serie tv e gli spettacoli: la metà di tutto questo non lo vedrei mai da spettatore».

di - Al Messaggero: « La fidanzata norvegese mi lasciò per lettera. L'amore l'ho trovato al mio paese. L serie tv? I film sono un'altra cosa»

di - Al CorSera: «Enzo amava le barche. Se ne comprò una di 7 metri e mi invitò a provarla, ma invece che al mare mi portò all’Idroscalo».

di - Intervista a Io Donna: «Non sono mai scomparsa, mi sono presa cura dei miei genitori malati e di mio fratello, tutti morti dopo anni di sofferenze».

di - A Sette: «Ci sono passato. Ho perso 25 chili, avevo il vuoto dentro. Oggi sto bene, non prendo più psicofarmaci, solo uno stabilizzatore dell’umore»

di - A Sette: «Quando lavoro non penso di essere io, ma se in un film muoio, mia madre sta male, se nel film ho bisogno di soldi, lo zio chiama per offrire aiuto...».

di - L'impatto sulla salute dell'inquinamento acustico. Complice le cattive abitudini come addormentarsi con la musica nelle orecchie. Stacchiamo la spina

di - A Il Messaggero: «Grazie alla paternità ho imparato ad amare dando tutto me stesso. La vera libertà è dare tutto ai figli»

di - A La Verità: «Siamo un Paese di mostri. Di minacce ne ho avute tante. Mi misero anche la scorta vigilata, che però io non ho mai usato»