
Salutiamo Mertens, grande giocatore non simbolo della città
di - SCRITTO TRE ANNI FA - Tra chi non versa una lacrima e chi vive un lutto identitario c'è la terza via: chi se l'è goduto come calciatore, per nove anni pieni di bellezza

di - SCRITTO TRE ANNI FA - Tra chi non versa una lacrima e chi vive un lutto identitario c'è la terza via: chi se l'è goduto come calciatore, per nove anni pieni di bellezza

di - I 36mila abbonamenti li ha fatti prima di Dybala. La Conference la vince, non la definisce coppetta. E ci costruisce una propaganda formidabile. Sa cos'è il marketing, e si vede

di - Nell'anno in cui una russa-kazaka vince Wimbledon il più forte mezzofondista del mondo confessa d'essere un inglese clandestino. Che senso ha stare ancora dietro alle nazionalità?

di - Alle 19 l'ora ferale: l'ultimo comunicato "congiunto" della coppia reale scuote la città giallorossa

di - Un disastro organizzativo che ha avuto “la colpa” di non mietere vittime. I grandi giornali internazionali se ne occupano da settimane, da noi zero

di - Non se ne può più di domande innocue e risposte precotte. Poi quando arriva una "domanda" si inalberano. Il bello è che le tv pagano per quella roba

di - Non sanno che pesci prendere per "vendere" il prodotto ad una generazione che non se li fila per niente. Si inventeranno i rigori coi portieri legati al palo

di - Che ci fa un campione cosmopolita nella "provincia" turca? Ha fatto meglio di Allegri ma nessuno lo vuole. Farà la gavetta in esilio

di - Vuole andare al Barcellona. "Quale giocatore vorrà venire al Bayern sapendo che potrebbe succedergli una cosa del genere?". Perché Amnesty International non fa niente?

di - Chi impedisce ai fortissimi giovani italiani di andare a togliere il posto ai coetanei all'estero? Ha ragione Sabatini: il calcio ha un dimensione internazionale, non provinciale

di - In Inghilterra hanno “censurato" la quasi-tragedia dello Stade de France, come in Italia Dazn per Spezia-Napoli. Lo spettatore pagante trattato come un idiota

di - A Roma aveva quasi detto "basta, smetto". Lo ritroviamo a Parigi, a dettare l'ennesima impresa: più di 4 ore per battere Djokovic. Ancora una volta, dopo 17 anni
di - Non siamo a 4 Ristoranti. Ci hanno venduto la frottola che siamo "clienti", e che non possiamo annoiarci. La dittatura del customer care

di - E' un brand, più grande della stessa Coppa. L'Uefa non poteva scegliersi un testimonial più efficace per lanciare il suo nuovo prodotto. E ora gongola

di - La cerimonia d'apertura dell'anno sportivo 2026 potrebbero organizzarla al Collana. Magari tra quattro anni la Regione avrà persino rifatto il tetto della piscina...

di - Il suo modello dirigenziale quasi mormone è rivoluzionario in Serie A: sobrio, marziale, anti-ultras. Tutto cominciò con la vittoria su Rangnick

di - Con una mossa epocale Atp e Wta hanno tolto i punti al torneo, gli Slam minacciano uno scisma. L' "esiliato" Medvedev ora potrà diventare numero 1 del mondo non giocando

di - Daniels è il "primo" inglese, come Cavallo era il "primo" in attività. Fashanu fu il "primo" e basta. Nel frattempo li indicizziamo manco fossero evasori fiscali

di - Intanto a Roma ha vinto la sua partita numero 1001: come lui solo Federer, Nadal, Lendl e Connors. A Parigi la sfida è con Alcaraz

di - Sono in mezzo a noi, con gli occhi gonfi. Sono i nostri cari, amici, colleghi: non c'è meritocrazia, solo alibi. “Dai, magari la perde la finale”. “No, ha troppo culo!”