Orsato ha migliorato la Serie A, anche il Var può essere in malafede
Orsato ha reso la Serie A più divertente ma ha anche scatenato la nostalgia del controllo capillare attraverso il Var. Con un buco logico: il potere assoluto dell'arbitro è tanto pericoloso quanto il controllo assoluto del Var

Italian referee Federico La Penna checks the Video Assistant Referee (VAR) during the Italian Serie A football match Inter vs Torino on November 22, 2020 at the Giuseppe-Meazza (San Siro) stadium in Milan. (Photo by MIGUEL MEDINA / AFP)
Sono sinceramente favorevole al nuovo corso arbitrale sostenuto da Orsato. Semplicemente perché adesso le partite mi divertono di più. Ci sono meno interruzioni e quindi non viene interrotto continuamente “il ritmo drammatico della narrazione”. So bene che c’è un gruppetto di nostalgici del Var. Che misteriosamente non si fidano degli arbitri. Ma si fidano dei varisti. E su questo punto, il buco logico è assolutamente lampante. Non sono tanto ingenuo da non capire che dare all’arbitro un potere assoluto presenta dei rischi. E so anche bene che al primo errore clamoroso – che non potrà non esserci non fosse altro che per un elemento statistico – dovremo sorbirci un mare di “io lo avevo detto”.

Orsato ha reso la Serie A più divertente
Uomini sono gli arbitri. Uomini sono quelli deputati a guardare le azioni al Var. E tutti loro possono sbagliare con uguale probabilità. E diciamolo chiaramente: il rischio che si annidi addirittura la malafede nel comportamento di un arbitro è pari a quello che si annidi nel comportamento di un varista. Magari con qualcuno che bussa alla porta per indicare la decisione giusta da prendere. Anzi nel secondo caso il rischio è più alto perché più numerosi sono gli attori coinvolti. Le polemiche che hanno accompagnato la stagione del Var Uber Alles sono state terribili. Generando confusione e sospetti molto più intensi di quelli che derivano dal lodo Orsato.
E la cosa divertente è che proprio quelli che bersagliavano il Var oggi gridano allo scandalo per il nuovo corso. Che in tutta Europa si arbitri più o meno come Orsato ha indicato, mi pare incontrovertibile. E in sostanza dal momento che l’esperienza dell’ipertrofia da Var ha dimostrato che non è possibile trasferire il calcio nella città del sole di Tommaso Campanella io mi tengo cara la centralità dell’arbitro così come il nuovo corso la ha disegnata. Semplicemente come ho detto all’inizio, perché mi diverto di più. E il calcio per me deve essere innanzitutto divertente. Con buona pace di giustizialisti, moralisti e sognatori.