Dopo il rosso a Ronaldo, la Juventus e i media chiedono il Var in Champions

Anche noi siamo da sempre sostenitori del Var, e quindi ci sembra una richiesta assolutamente ragionevole. Soprattutto nell’anno 2018.

Dopo il rosso a Ronaldo, la Juventus e i media chiedono il Var in Champions

Cambia il mondo

Come cambia il mondo in circa dodici mesi. Se l’anno scorso, di questi tempi, Allegri sosteneva che «il Var potrebbe far durare tre-quattro ore le partite decisive», ora la cosa è cambiata. Ieri sera, parlando a caldo dopo la partita di Valencia, il tecnico della Juventus ha spiegato come «il Var avrebbe aiutato l’arbitro in questa decisione».

Tra l’altro, è l’esatto ribaltamento rispetto al giudizio dell’anno scorso. Secondo il “primo” Max, autunno-inverno 2017, la tecnologia sarebbe diventata utile «solo se usata per i casi oggettivi, non per quelli soggettivi». Il contrario di quanto auspica oggi, dato che la situazione in cui si è invischiato Ronaldo è puramente interpretativa. Anzi, per Sconcerti (e anche per noi) il rosso diretto è eccessivo, per quanto pienamente accettabile rispetto al regolamento. In ogni caso, resta un’interpretazione dell’arbitro, di certo non si tratta di un caso oggettivo. Le altre parole di Allegri, riportate dalla Gazzetta: «Rimanere in 10 al 29’ per un’espulsione che non c’era poteva complicarci le cose. Ronaldo avrà bisogno di tempo per tranquillizzarsi. È rimasto molto male».

La Champions senza Var

Al di là del mondo-Juventus, anche i giornali si chiedono perché non venga utilizzato (o meglio: non possa essere utilizzato) il Var in Champions League. Secondo noi, da sempre a favore del Var, è una domanda legittima. Soprattutto nel 2018.

Repubblica titola proprio “La Coppa senza Var fa piangere Ronaldo ma la Juve è d’acciaio”, poi scrive: «Vi scriviamo, amici lettori, in diretta dal medioevo, da una landa di periferia chiamata Champions League, manifestazione minore in cui la tecnologia non è mai arrivata. Qui non è previsto il Var, che hanno portato addirittura ai mondiali dopo la sperimentazione in Italia, Germania e Portogallo (non a Silicon Valley) ma in Coppa dei Campioni no».

La Gazzetta dello Sport, da parte sua, definisce «assurdo» il mancato utilizzo della tecnologia nelle partite europee. E auspica «un allineamento immediato» da parte dell’Uefa. Certo, al di là del patriottismo di fondo, crediamo che si tratti di una richiesta ragionevole. Ceferin, presidente della Uefa, ne ha sempre fatto una questione puramente logistica (e quindi economica), in tutte le interviste recenti gli è stato chiesto del Var e lui ha sempre risposto che «è ancora presto¼. Ronaldo o non Ronaldo, anche l’ultimo Var “annacquato” è ormai uno strumento irrinunciabile per il calcio contemporaneo. L’anno scorso qualcuno la pensava diversamente, alla fine ha dovuto ricredersi.

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