Capello: “Conte in Nazionale avrebbe un punto a favore rispetto ad Allegri”
Alla Gazzetta: "Per Max all’inizio sarebbe una novità, mentre per Antonio no. Allegri, invece, ha qualcosa in più a livello comunicativo. In passato, Conte è stato in alcune occasioni meno diplomatico".

Mg Parigi (Francia) 27/06/2016 - Euro 2016 / Italia-Spagna / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Antonio Conte
Fabio Capello ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport in cui ha parlato del probabile prossimo ct della Nazionale italiana; per l’ex tecnico, Antonio Conte e Massimiliano Allegri sono due validi candidati. Per l’allenatore del Napoli sarebbe un ritorno sulla panchina dell’Italia.
L’intervista a Capello
Conte conosce già…
“E per lui sarebbe un punto a favore. Nel caso tornasse sulla panchina azzurra, saprebbe già cosa lo aspetta, anche se ovviamente lo scenario è cambiato rispetto a dieci anni fa“.
Per Allegri quella da ct sarebbe una nuova avventura…
“Max è un tipo sveglio, ci metterebbe poco a capire il meccanismo. Ma è chiaro che un minimo di tempo gli sarebbe necessario“.
Cosa cambia davvero tra fare l’allenatore di un club e il selezionatore della Nazionale?
“Non hai il rapporto quotidiano con i calciatori. E la cosa non è banale, perché hai meno controllo su cosa succede durante l’anno. Vivi tutto dall’esterno fino a quando i calciatori non sono in ritiro a Coverciano“.
Allegri ha la fama di essere un ottimo gestore: per lui sarebbe un problema non vivere la quotidianità?
“Non credo, sarebbe semplicemente differente. Come ho detto, Max è intelligente e capirebbe in fretta come muoversi. Chiaro però che all’inizio per lui sarebbe una novità, mentre per Antonio no. Allegri, invece, ha qualcosa in più a livello comunicativo e da ct è un aspetto molto importante. In passato, Conte è stato in alcune occasioni meno diplomatico“.
Come valuta la prima esperienza di Conte con l’Italia, nel biennio 2014-2016?
“Positiva, fece sicuramente un Europeo all’altezza. Ma c’erano anche altri giocatori“.
Ma se lei fosse amico di Allegri o Conte, consiglierebbe loro di accettare l’eventuale offerta della Nazionale?
“La panchina dell’Italia non si prende o rifiuta per mere logiche di convenienza. È qualcosa che devi sentire dentro, perché quando parte l’inno di Mameli rappresenti il tuo Paese e non sei semplicemente al servizio di un club come nelle altre panchine. Perciò non posso suggerire una o l’altra cosa, è tutto strettamente personale“.
Per allenatori del loro status sarebbe un rischio prendersi l’incarico?
“Il ragionamento da fare è se sentono dentro il fuoco di risollevare gli azzurri o meno. E quindi portare il peso della responsabilità. Anche se, me lo lasci dire, peggio di quello che abbiamo visto negli ultimi anni sarebbe difficile fare“.











