Lavezzi: “Il pallone mi ha salvato, ma oggi non è più importante”
L'ex attaccante del Napoli racconta il suo periodo di depressione e come l'arrivo del suo secondo figlio vittorio lo abbia aiutato ad uscirne

Db Milano 12/04/2023 - Champions League / Milan-Napoli / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Ezequiel Lavezzi
Ezequiel Lavezzi parla per la prima volta del periodo buoi che lo ha portato nel 2023 ad essere ricoverato in una clinica per liberarsi dalle dipendenze. Tante le voci e i racconti sull’ex attaccante del Napoli che oggi prova finalmente a chiarire sulle pagine del Corriere della Sera “ho conosciuto l’oscurità. Mi facevo del male. A me e a chi mi stava vicino. Alternavo depressione a crisi di ansia. Non ero mai lucido, la testa piena di pensieri negativi”. Il campione argentino è sicuro che il merito della sua guarigione sia dovuto all’arrivo dii Vittorio, il suo secondo figlio: “È arrivato in un momento difficile della mia vita, mi ha aiutato a salvarmi. Mi sta insegnando un nuovo modo di essere padre”.
Lavezzi ha un tono sicuro e una voce pacata, mentre parla delle sue difficoltà e del suo periodo più buio, pieno di orgoglio per essere riuscito a venirne fuori, non senza però l’aiuto della sua famiglia e degli specialisti. Quando il Pocho stette male in argentina Sandra Rossi, medico argentino specializzato in malattie mentali, parlò di ‘piccola morte’“ per spiegare la da depressione post-carriera che lo aveva colpito. E di fatto, secondo suo fratello era stato abbandonare il calcio la causa scatenante dei suoi problemi “non aveva più la motivazione per andare avanti”. Oggi però il pallone non gli manca, ha smesso perché era arrivato il momento di farlo: “Ero stanco, sentivo che era arrivato il momento di smettere e volevo farlo quando ancora ero ad alti livelli. È stato un gesto di rispetto nei confronti del calcio. Il pallone mi ha salvato”.
Lavezzi e il Napoli
Lavezzi è indissolubilmente legato a Napoli, i tifosi lo ricordano sempre con affetto e passione e anche lui continua a nutrire amore per la sua unica squadra italiana, del resto non avrebbe mai potuto sceglierne un’altra “La prima a volermi è stata l’Atalanta. Era arrivata anche a offrirmi la cifra che avevo chiesto, ma poi si è presentato il Napoli. Per noi argentini era la città di Maradona. Ho rinunciato ai soldi, ma sentivo di dover scegliere l’azzurro”.
Una vita strana e particolare, con 50 tifosi sotto casa ogni mattina. una soddisfazione quotidiana, sentirmi amato e rispettato, ma anche una spinta a fare sempre meglio. L’amore du Napoli non si può dimenticare: “Mi hanno cercato tutte le big, ma in Italia c’è solo il Napoli per me. Per questo poi ho scelto il Psg”
Oggi il calcio non è più parte della sua vita e questo non gli dispiace affatto infatti continua a guardarlo in tv anche se “il calcio ora non è più importante”.