La Gazzetta voleva bruttezza dal Napoli di Sarri, ora dubita del calcio di Ancelotti

Com’è cambiata la percezione del Napoli negli articoli di presentazione della stagione: al Napoli manca già la grande bellezza, servono solo i campioni.

La Gazzetta voleva bruttezza dal Napoli di Sarri, ora dubita del calcio di Ancelotti

L’articolo di Luigi Garlando

Siamo praticamente tornati in clima campionato, anche sui media e per i media. La Gazzetta dello Sport ha presentato oggi la griglia delle favorite per la Serie A che inizierà tra poco più di un mese, e ha inserito così del Napoli-di-Ancelotti. Scriviamo in questo modo perché è già partito il cantico dei paragoni con il Napoli-di-Sarri, come se la squadra azzurra fosse solo un prodotto dei suoi allenatori e non di un’azienda calcistica.

Ecco, il punto fondamentale è proprio questo. Nella percezione del quotidiano in rosa, il Napoli è una squadra che non dipende dalla forza dei suoi calciatori, ma dal lavoro e dalla filosofia dei suoi allenatori. Tanto che Ancelotti «sarebbe aiutato da un acquisto esplosivo per spingere squadra e popolo con fiducia verso il nuovo mondo, il suo. Magari non CR7, ma qualcosa di più eccitante di Verdi e Ruiz. Un gran profilo internazionale a centrocampo o in attacco. Perché cambiare rotta con i soli marinai di Sarri potrebbe non bastare».

Ne abbiamo già scritto qui, definendo la Gazzetta papponista. Purtroppo è un problema italiano: il Napoli che si approccia a questa stagione con una rosa completa in ogni ruolo (manca solo la riserva del terzino destro) ha bisogno del mercato per essere competitivo. Non può crescere nelle proprie individualità (come peraltro è già avvenuto con Sarri), deve per forza rivolgersi al mercato. Più di quanto non abbia già fatto, ovviamente: Meret, Karnezis, Fabian Ruiz e Verdi sono costati più di 80 milioni. Cash, senza riscatti, pagati sull’unghia. Ma non basta.

Il calcio di Sarri

Non basta perché ora il mantra è cambiato: il calcio di Sarri faceva rendere questi uomini, questo organico. Vero, per carità. Ma non c’è la controprova, c’è solo una sensazione (non documentata) di “come questa squadra non sia aderente alle idee di Ancelotti”. Come se Ancelotti non fosse un bravo allenatore, ma solamente un assemblatore di prodotti arrivati dal mercato, uno che impila i giocatori-scatoloni e basta.

È una lettura incredibile, non tanto per i contenuti (anche Il Napolista ha scritto di come il Napoli stia cercando un attaccante, un attaccante importante, siamo concordi con questa visione) quanto per il fatto che ora sia cambiato completamente lo scenario rispetto a pochi mesi fa. Quando la Gazzetta scriveva che «il Napoli non vinceva lo scudetto perché servono ignoranza e bruttezza», e non l’approccio estetico di Sarri. Quando lo stesso Garlando scriveva di come «la bellezza ruba l’occhio, apre una possibilità. Poi però per far scattare l’innamoramento che ti manda in bambola deve entrare in gioco altro: personalità, eleganza, valori… Tutto ciò che rende veramente “vincente” una storia d’amore. Il Napoli di Sarri, bellissimo, finora ha rubato l’occhio, ma, preliminari a parte, non ha vinto un solo scontro diretto in Europa. Serve di più per far girare la testa in modo indimenticabile».

Come dire: il mondo si è già capovolto. Tipico del nostro giornalismo da codice binario, vittoria/sconfitta e il resto viene pensato e scritto di conseguenza. Ora il Napoli tendente al pragmatismo di Ancelotti (che poi anche questa è una lettura superficiale) non va già bene. Ora il nuovo ordine dall’alto è che servono i campioni. Quelli che hanno fatto solo 91 punti in 38 partite anche per colpa di Sarri non bastano più. Perché Sarri non c’è più.

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  1. Manuel Fantoni 9 luglio 2018, 21:21

    Certamente la gazzetta non ha simpatia verso il Napoli, questo è certo. Però è innegabile che le incognite rispetto all’anno scorso ci siano. Ancelotti è , quasi universalmente , conosciuto come un grande gestore di rose che istaura un rapporto eccezionale con i propri giocatori e li fa rendere al meglio ma non ha particolari qualità da insegnante di calcio. Solitamente ha bisogno di campioni e li sa fare rendere al meglio…il Napoli attuale è sicuramente una ottima squadra abbastanza omogenea ma attualmente non ha in rosa molti top player…poteva piacere o no ma la dottrina tattica ferrea di Sarri aveva fatto raggiungere un livello forse superiore alle attese a tutta la rosa. C’è da considerare poi che, lasciando perdere gli scoloriti che faranno campionato a parte, la Roma e soprattutto l’Inter stanno allestendo squadre competitive che come valore della rosa possono essere assimilate alla nostra. Mi sembra che ,ad oggi , questi siano più o meno i valori in campo anche se il calciomercato è ancora in pieno svolgimento e può cambiare le cose

  2. Garlando è la prosecuzione delle firme del giornalismo italiano, che hanno sempre visto Napoli, come vuole la maggioranza napoletana cialtrona e miracolistica. Sonnolenta, indolente alla ricerca di un messia. Gallo si meraviglia, giustamente, ma almeno sappiamo da subito che nemmeno l’arrivo di Ancelotti ha fatto cambiare la considerazione di chi pensa che Milano sia ancora centro di gravità permanente del calcio italiano.
    Il Napoli di ADL è il nuovo che avanza.

  3. Pensavo di ridicolo ci fosse solo “l’insuperabile” Tuttosport, invece leggendo con approfondimento l’articolo de Il Napolista mi sbagliavo, aggiungendo la Rosea, i giornali scadenti sono due. C’anna fa pe campaa….

  4. Il giornalismo sportivo italiano è a livelli bassissimi.

  5. Raffaele Sannino 9 luglio 2018, 12:48

    Il foglio rosa pensasse alle milanesi che non ritorneranno mai più ai livelli dei tempi di Moratti e Berlusconi.Gufare contro il napoli non serve a nulla,inter e milan sono dietro e ci resteranno ancora a lungo.

  6. Non capisco perchè ancora ve la prendete con una testata schierata…se il Napoli dovessere vincere lo scudetto si parlerebbe (solo) di miracolo, senza contare che dietro ci sarebbe (anche) una programmazione….

  7. Luigi Ricciardi 9 luglio 2018, 10:28

    Al di la’ degli estremismi verbali della Gazzetta (e anche vostri, suvvia), bisognera’ avere pazienza con il Napoli di Ancelotti, che, tra l’altro, non e’ ancora definito.
    Si passa da una squadra codificata e ormai struttrata ad un’altra ancora in divenire, ed e’ naturale prevedere qualche sbandamento iniziale.
    Nessuno dubita di Ancelotti, figurarsi, ma c’e’ solo da verificare come riuscira’ a incidere alla guida di una squadra non favorita nel proprio campionato, una posizione tutto sommato nuova per lui, almeno negli ultimi anni (una decina almeno, a occhio e croce). Finora e’ passato piu’ per gestore che per costruttore, complice anche il fatto che una certa vulgata voglia che con i grandi campioni si debba gestire piu’ che allenare e costruire. Per me non e’ cosi’, e sono tanti gli esempi che si possono citare, da Conte, a Guardiola, a Mourinho, e a tutti gli allenatori che hanno allenato grandi squadre dando loro il proprio personale tocco. Tra questi, sicuramente includo Ancelotti stesso.
    Avevate scritto proprio voi che manca ancora Ancelotti al calciomercato, in questo articolo:
    https://www.ilnapolista.it/2018/06/manca-ancelotti-calciomercato-napoli/
    Io non so se arrivera’ qualche grande giocatore gia’ maturo che costi poco di cartellino e molto di ingaggio (e dal quale sarebbe praticamente impossibile ricavare plusvalenze importanti), cosa ora forse possibile visto che gli addi di Jorginho, Reina e Rafael hanno liberato spazio nel monte ingaggi, ma e’ fuori di dubbio che il mercato del Napoli degli ultimi anni abbia escluso del tutto questo tipo di giocatori, che sembrano comunque essenziali se si vuole quel surplus di esperienza, mentalita’e sagacia tattica per certi traguardi.
    https://www.ilnapolista.it/2018/06/de-laurentiis-ancelotti-benzema/
    A me basta che Ancelotti renda quanto Sarri, e cioe’ faccia rendere la squadra al di sopra di quanto sia la qualita’ dei singoli calciatori: in questo, mi ritrovo con quanto ha detto (per me inaspettatamente) De Rossi ospite a Sky calcio club a maggio:
    «Con tutto il rispetto ma i giocatori del Napoli erano inferiori a quelli della Juventus e non c’era nessuna ragione per cui arrivasse così vicino. Eppure ha fatto un gioco bellissimo e meritava di arrivare spalla a spalla all’ultima giornata»“.
    Del resto, un bravo allenatore questo deve fare: essere un valore aggiunto e non sottratto, e sono sicuro che Ancelotti lo sara’ per il Napoli.

  8. giancarlo percuoco 9 luglio 2018, 10:26

    ragazzi la Gazzetta non è il Napolista, o radio Kiss Kiss, qualche dubbio se lo pone, a torto o a ragione. sarà il campo, come sempre, il giudice.

    • Raffaele Sannino 9 luglio 2018, 15:54

      Questi non sono dubbi,si chiamano pregiudizi.E li hanno sempre avuti con la sscn.Del resto,lo scorso anno arrivarono a scrivere che il napoli aveva mal di trasferta.Per dire quanto sono attendibili.

    • Pacojonathan 9 luglio 2018, 17:10

      Probabilmente la gazzetta, come tanti tifosi yuventini, esulta al grandissimo, enorme, catastrofico passo indietro che abbiamo fatto passando dall’allenatore più forte al mondo ad uno che non ha mai dato un gioco alle sue squadre, che ha più perso che vinto, e che quando ha vinto lo hanno fatto i campioni che aveva in squadra e non certo lui. Con lui tutto il mondo prenderà coscienza di quello che veramente è il valore di questa rosa (che comunque con l’arrivo di verdi e il ritorno di goulham e Milik è nettamente più forte dell’anno passato!!!). Di tutto questo ringraziamo il presidente!!!

      • giancarlo percuoco 11 luglio 2018, 11:26

        da un tifoso incrollabile fede la posso ammettere. un giornalista, se non è dell’istituto luce, lo deve porre.
        io avrei preferito che rimanesse Sarri, dopo di che la scelta di Ancelotti è la migliore che si potesse fare.

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