Gazzetta: «Caro Napoli, per i titoli servono ignoranza e bruttezza»

La lettura “ideologica” della Gazzetta: «Il Napoli rimira la sua grande bellezza, ma poi i cocci dello specchio si rompono e fanno male».

Gazzetta: «Caro Napoli, per i titoli servono ignoranza e bruttezza»

La cronaca commentata

Riportiamo alcuni tratti della cronaca di Napoli-Roma pubblicata dalla Gazzetta dello Sport, a firma di Sebastiano Vernazza.  Il cronista della rosea ne fa una questione di ideologia applicata al calcio: «A furia di rimirarsi e dirsi quanto si è belli, viene la notte in cui lo specchio si rompe. E i cocci feriscono. Clamoroso al San Paolo, il Napoli della grande bellezza crolla al cospetto di una Roma senza trucco, ma sicura di sé, priva di complessi, il classico tipo che piace».

Una critica netta, chiara, all’approccio “estetico” di Sarri e della sua squadra. Che ora vede messo in discussione il primato raccolto proprio in questo modo: «Capolista in attesa di giudizi. La squadra di Sarri conserva il primo posto, però si ritrova la Juve a meno uno e la Signora, come è noto, deve recuperare la gara con l’Atalanta, Parliamo di una condizione virtuale e di un potenziale più due dei bianconeri in vetta. Nulla è perduto per i sarriani. Ma la botta è fragorosa e non sarà di facile assorbimento perché mina certezze, toglie sicumera. Anche se quest’ultimo aspetto sarà salutare. Gli scudetti non si vincono soltanto con la presunzione di sé. A volte servono un po’ di ignoranza e di bruttezza».

Anche il commento sulla Roma è una stilettata a un certo modo di intendere il calcio: «In attesa che giochi l’Inter, la Roma scavalca la Lazio al terzo posto e Di Francesco si ripiglia quel che forse aveva un po’ perduto, la piena fiducia dei giocatori. Alisson e Dzeko sono stati protagonisti di prestazioni monumentali. Se hai portiere e centravanti forti, dicevano i vecchi allenatori Guardiola-esenti, il più è fatto».

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