Napoli-Empoli ci spiega perché gioca Mertens

Napoli-Empoli, l’analisi tattica: il piano partita di Ancelotti, le difficoltà di Rog e Diawara, Mertens attaccante a tutto campo.

Napoli-Empoli ci spiega perché gioca Mertens

Le scelte di Ancelotti

Napoli-Empoli è stata una partita pensata in un certo modo da Carlo Ancelotti. Nel senso: se gli avversari hanno caratteristiche strutturali precise, praticamente inderogabili, quindi perché non sfruttare questa situazione a proprio vantaggio? È andata proprio in questo modo, perché il Napoli era predisposto a sfruttare la qualità dei suoi calciatori (decisamente superiori) fino al punto da assecondare quasi completamente il gioco dei ragazzi di Andreazzoli. Al punto che ci sono stati momenti della partita in cui il gioco sembrava essere gestito in tutto e per tutto dall’Empoli, una cosa che doveva per forza stuzzicare il disappunto dello stesso Ancelotti nel postpartita.

L’idea alla base del piano partita era chiara: ritmi alti in tutte le fasi di gioco, in modo da recuperare velocemente il pallone e attaccare la porta avversaria altrettanto velocemente. In questo modo, il risultato più che l’andamento del gioco avrebbero fatto da assicurazione sul successo finale. Il gol di Insigne, in apertura, è il flash positivo di questa idea, Koulibaly recupera il pallone mentre l’Empoli si è portato in massa nella metà campo del Napoli. Il resto è qualità tecnica e fisica dei calciatori, assecondata se non esaltata dal contesto tattico:

La rete del 2-0 di Mertens non è molto differente: l’Empoli gioca nella sua metà campo, sbaglia un passaggio e poi Insigne e Mertens combinano velocemente in verticale, in modo che il belga sia libero per la conclusione. Tiro a giro, palla sul secondo palo e gol. Di nuovo: sfruttare una caratteristica dell’avversario a proprio favore. Anzi: trovare un modo perché le qualità dei propri calciatori possano detonare negli spazi vuoti del sistema degli avversari. Nel caso dell’Empoli, lo spazio vuoto è tra l’ambizione del gioco e le doti dei giocatori.

Cosa non ha funzionato

Tornando su: Mertens-Insigne perfetti per questo tipo di gioco; Rog e Diawara come interditori per rendere più efficace il pressing; Zielinski e Fabian Ruiz mezzi esterni in modo da avere sfoghi di possesso verticali, sulle fasce o all’interno del campo nel momento in cui convergono. Insomma, Ancelotti aveva scelto un undici potenzialmente perfetto per lasciare il possesso all’Empoli, e poi affondare come abbiamo visto.

Solo che il tecnico emiliano ha finito per arrabbiarsi, una parte del dispositivo non ha funzionato. E non è difficile individuare i colpevoli, anzi il Napolista ne ha già parlato qui. Lasciare il possesso agli avversari vuol dire difendere in un certo modo, chiudere lo spazio alle imbucate centrali e verticali. Ieri, invece, il Napoli ha sofferto nella zona centrale del campo, perché la cerniera davanti alla difesa non ha mai trovato i tempi del pressing e gli spazi per le coperture, perdendo sistematicamente contatto con il pallone. Soprattutto, Rog e Diawara sono stati costantemente saltati dai passaggi dietro le linee dell’Empoli. Ovvero, dal tipo di appoggio più utilizzato dalla squadra di Andreazzoli.

Come ha spiegato Ancelotti nel postpartita, lo schieramento dell’Empoli era perfetto per trovare gli uomini tra le linee. In questo frame, vediamo Krunic e Uçan alle spalle di Rog e Diawara. Tutte le volte che l’Empoli imbucava il pallone alle spalle del doble pivote di Ancelotti, il Napoli faceva fatica a riconfigurare il pressing.

I dati difensivi di Rog e Diawara sono interlocutori: Diawara è stato il primo calciatore di Ancelotti per numeri di intercetti (4), per quanto riguarda Rog, invece, il croato ha messo insieme 3 tackle tentati, solo che nessuno di questi è stato completato. Come dire: tra numeri e percezioni possono esserci delle differenze, ma la realtà è che la posizione dei giocatori di Andreazzoli ha messo in difficoltà giocatori evidentemente ancora privi di strumenti di lettura difensiva avanzata. Sotto, le heatmap di Krunic, Uçan e Caputo, tridente ibrido scelto dall’allenatore dell’Empoli:

In senso orario: la heatmap di Krunic, Uçan e Caputo.

La forza di Mertens

Il risultato finale nasce dalla forza d’urto degli attaccanti del Napoli, Mertens, Insigne, e poi Milik. Soprattutto Dries vive un momento eccezionale, come sottolineato da Ancelotti nel postpartita. Non è solo una questione di gol segnati, ma anche e soprattutto di contributo creativo. L’attaccante belga, ieri sera, ha messo insieme 9 passaggi chiave, che vanno insieme alle 5 conclusioni tentate lungo i novanta minuti. Sotto, la sua mappa del gioco mostra come ieri sera il ruolo di prima punta con Insigne sia stato solo nominale, perché Dries è riuscito a svariare su tutto il fronte offensivo.

È una statistica importante, che sottolinea come in questo momento Ancelotti non possa pensare di modificare il sistema con Mertens e Insigne in avanti. Lorenzo e Dries compongono una coppia con caratteristiche molto particolari, assecondate in maniera perfetta dal gioco del Napoli. Non a caso, ieri la squadra di Ancelotti ha messo insieme appena 4 cross tentati in 90 minuti. Lo stesso Insigne ha disputato una partita di buona creatività, con 4 occasioni costruite, seconda quota degli azzurri.

Conclusioni

Dal punto di vista tattico, Napoli-Empoli restituisce una certezza e un dubbio. Da una parte c’è la consapevolezza che la squadra di Ancelotti sia in grado di interpretare diversi approcci al gioco, soprattutto quelli ideati in funzione delle difficoltà dell’Empoli. Dall’altra, però, proprio la partita con l’Empoli ha sottolineato come il turn over intensivo, in questo momento, porti ad alcuni scompensi di sistema. Che, almeno ieri sera, non sono stati determinanti: l’Empoli ha giocato una partita molto positiva, solo che i ragazzi di Andreazzoli sono stati realmente pericolosi solo in un certo segmento della partita, tanto che addirittura 10 delle 11 conclusioni tentate sono arrivate solo nel secondo tempo. Nonostante alcuni difetti strutturali, il Napoli ha giocato un primo tempo di assoluto controllo rispetto ai momenti davvero decisivi.

Nella ripresa, il risultato ha probabilmente diminuito la concentrazione generale della squadra di Ancelotti, portando l’Empoli ad essere ancora più convinto delle proprie possibilità. Da qui, la considerazione appena sopra: contro una squadra con qualità diverse, migliori, la partita di ieri sarebbe potuta terminare con un risultato diverso. Lo ha detto anche Ancelotti nel post-gara, dopo aver assistito a una prestazione non proprio positiva dal punto di vista del gioco. Napoli-Empoli è stato un avviso ai naviganti. È esattamente ciò che andava detto, dopo l’analisi tattica. A volte il risultato è un’altra cosa, fortunatamente o forse no.

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