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De Rossi: «La Lega Serie A? Ho fatto calcio, non politica calcistica. Sono un po’ spaesato»

A Sky: «Non voglio fare dietrologia ma a noi sembra strano non essere accontentati come squadra italiana in Europa»

De Rossi: «La Lega Serie A? Ho fatto calcio, non politica calcistica. Sono un po’ spaesato»
Roma 20/01/2024 - campionato di calcio serie A / Roma-Hellas Verona / foto Image Sport nella foto: Daniele De Rossi

La Roma di De Rossi domani affronterà il Bayern Leverkusen. La Roma dovrà fare i conti con la stanchezza e l’affollamento del calendario dovuti al recupero della partita contro l’Udinese.

De Rossi ha rilasciato alcune dichiarazioni a Sky. Gli è stato chiesto che rapporti ci fossero con la Lega:

«Ho fatto calcio, ma non politica calcistica. Sono un po’ spaesato, alle mie spalle ci sono persone che se ne occupano. A volte per la Lega non ci sono soluzioni, a noi sembra strano non essere accontentati come squadra italiana in Europa… Si può aprire un precedente, ma non voglio fare dietrologia. Mi sembra strano non trovare date quando per un’altra partita è stata trovata una data a fine campionato, con gli altri già in vacanza. Giocare molti giorni dopo è strano… Io ora però penso al campo e a migliorare quello».

De Rossi: «Oggi c’è un’idea di calcio più offensiva, ma alla fine il calcio anche se cambia rimane quello»

Lei e Xabi Alonso nuova generazione di allenatori che sta portando qualcosa di nuovo?

«La nuova generazione sta assimilando le idee del passato, quelle per esempio di Guardiola che a sua volta le aveva prese dagli anni ’70. Il calcio si evolve come si evolve la fisicità, cambiano le interpretazioni ma alla fine giochi sempre per vincere. Oggi c’è un’idea più offensiva, il calcio cambia ma alla fine rimane quello. Ci sono interpretazioni e spunti che portano a idee diverse, ma alla fine probabilmente queste derivano dal calcio di tanti anni fa».

L’anima europea di questa squadra può indicare un percorso?

«Sarebbe gravissimo se così fosse. Noi abbiamo 2 punti di media in campionato dal nostro arrivo. Sarebbero 76 punti in proiezione, a quel punto sapremmo di essere qualificati in Champions… Non siamo in quelle condizioni, non voglio dire che la mia squadra è più adatta all’Europa perché a parer mio il percorso in campionato è stato positivissimo».

Gli ex centrocampisti allenatori migliori?

«A me fa comodo che diciate così… Il centrocampista è sempre dentro al gioco e deve sapere sia attaccare che difendere… Noi siamo sempre all’interno del gioco e più stimolati nelle due fasi, anche nel trasmettere i nostri pensieri ai giocatori».

Qui la conferenza dell’allenatore in vista della partita di domani.

 

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