Il Monte di Grazia di Tramonti ricorda Rog

I vini di Alfonso Arpino si distinguono nettamente per la loro autenticità. Diventeranno grandi vini, come ci auguriamo possa accadere al croato

Il Monte di Grazia di Tramonti ricorda Rog

Arrivò nell’agosto 2016

È nato a Varaždin il giovane Marko Rog, all’estremo nord-est della Croazia, appena più in qua del confine con l’Ungheria. È cresciuto calcisticamente nella locale squadra Nogometni Klub, poi un passaggio al RNK Spalato e quindi, appena ventenne, nel 2015 passa alla Dinamo Zagabria dove in un anno fa bottino pieno: vince il campionato e la coppa nazionale, così il suo nome passa di bocca in bocca e comincia a girare tra gli addetti ai lavori che lo vedono tra i giovani più promettenti del momento.

Arriva a Napoli nell’agosto del 2016, ce ne innamoriamo subito un po’ tutti, “è forte il ragazzino!”, ha potenza, eleganza e tecnica sopraffina ma ad accorgersene sono anzitutto le femmine, per questa sua bella faccia d’angelo pulita da bravo ragazzo che pare mettere tutti d’accordo, mamme e papà che farebbero a gara ad accompagnare le figlie fuori al cinema dove le aspetta per il primo appuntamento; finanche i giornalisti più scettici e i tifosi in curva più accesi non vedono l’ora di ammirarlo in campo, il nuovo Hamsik. Eh sì, Rog proprio come il nostro capitano viene da quelle parti, dall’est, e si porta dietro con quella sua bella faccia da bambino la stoffa del campione, di un talento purissimo!

Tramonti

Monte di Grazia invece sta qua a due passi da noi, sopra Tramonti, piccolo paesino appena sopra Amalfi, in quella parte di Costiera che si affaccia già sulla provincia di Salerno. Poche case sparse, tanta natura, vigna dappertutto e viti secolari di imponente suggestione. Qui Alfonso Arpino, medico condotto del paese, con la sua famiglia, la moglie Anna e i figli Fortunato e Olivia rappresentano un grande esempio di civiltà rurale, rispetto e valorizzazione del territorio, delle varietà autoctone qui coltivate e di tutto quello che è buono, pulito e giusto da scoprire e portare via dentro di sé.

Monte di Grazia fa vini (ancora) poco conosciuti, sono però straordinari, autentici, talvolta unici ed irripetibili. Il suo rosso da uve Tintore richiama alla mente un altro grande campione azzurro di cui poi forse vi racconteremo, ma è questo bellissimo bianco a rapirci oggi e a condurci a Marko Rog. Vino bianco prodotto da uve Biancatenera, Ginestra e Pepella, varietà autoctone allevate perlopiù in questo circondario della costa d’Amalfi ma che trovano proprio qui a Tramonti una caratterizzazione davvero particolare e fanno di questo luogo un areale avvicinabile per certi versi forse solo a poche altre regioni vitivinicole del mondo, capace di esprimere in certe annate vini che coniugano una forza caratteriale incredibile, tipica per esempio di certi Chablis e l’eleganza, magistrale, pari solo ad alcuni finissimi Riesling d’Alsazia.

Deve convincere soprattutto sé stesso

Marko Rog sarà il nostro Monte di Grazia anche se non è stato proprio fortunato in questo suo primo scorcio in azzurro. Nel suo primo anno a Napoli, Sarri non gli ha mai concesso grande fiducia nonostante sia stato proprio lui a volerlo a Napoli; ma un po’ forse è anche colpa sua visto il rendimento altalenante che certo non gli ha facilitato l’ambientamento. Si aggiunga la giovane età, i problemi di lingua e l’ambiente in cui si è ritrovato, certamente diverso dal campionato croato. Ha saputo però regalarci momenti piacevoli, il suo primo gol in maglia azzurra contro l’Atalanta a cui ne sono seguiti altri, quelle sue accelerazioni in mezzo al campo, la veemenza con la quale dimostra di metterci sempre il cuore nelle partite che fa.

Ci auguriamo che dopo questi primi due anni tra alti e bassi, Rog convinca soprattutto se stesso che ha tutto per affermarsi definitivamente tra i “grandi” proprio come i vini di Alfonso Arpino che si distinguono nettamente per la loro autenticità da molti altri ben più conosciuti in regione.

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