Tudor ha dichiarato sul tecnico: «Ha capito quindici anni prima di tutti gli altri che se non corri e non spingi, guadagni meno di quanto lavoro fai in campo».

Questa sera l’Atalanta dovrà vedersela con il Marsiglia per l’andata delle semifinali di Europa League. Gian Piero Gasperini, già elogiato dai quotidiani inglesi dopo la vittoria contro il Liverpool, ora è amato anche in Francia.
Gasperini non ha i numeri di Guardiola, ma spinge i suoi calciatori oltre i propri limiti
L’Equipe scrive:
“A 66 anni, Gasperini non ha l’aura o i record di Pep Guardiola, ma ha saputo caratterizzare le sue squadre con uno stile di gioco tutto suo, offensivo, spettacolare e identificabile. L’Italia lo conosce da tempo, è stato un centrocampista modesto che ha giocato molto in Serie B, poco in A. Dopo dieci anni di formazione, ha portato il Crotone agli inizi degli anni duemila dalla C alla B, portando nella squadra un pressing aggressivo con il 3-4-3 e tanta intensità in campo. L’allora ds del Genoa Capozucca rivela: «Cercavamo un allenatore giovane e il Crotone stava giocando molto bene in quel periodo. Eravamo curiosi di questo Gasperini e lo abbiamo preso. Poche persone all’epoca giocavano a 3 dietro. E soprattutto non aveva mai paura di perdere». Alla prima stagione porta il Genoa in Serie A, per poi arrivare due anni dopo a qualificarsi quasi per la Champions. Lancia in quegli anni la cosiddetta “scuola Gasperini”: nel suo staff ci sono i suoi discepoli di oggi, Ivan Juric, Thiago Motta, Raffaele Palladino.
Da Genova a Bergamo, il successo è lo stesso, anche lo stile di gioco, anche se di mezzo c’è stata una penosa parentesi all’Inter. I mesi a Milano lo hanno lasciato con dei rimpianti e lo hanno definito un allenatore troppo rigido per i grandi club. Così l’Atalanta lo ha fatto rinascere. Sempre Capozucca ha spiegato: «Gasperini fa miracoli. Ha personalità e non è molto flessibile, è vero, ma fa rendere i suoi calciatori sempre al massimo delle loro potenzialità». Sotto le precise istruzioni del loro maestro, molti hanno fatto raccogliere plusvalenze al club (Höjlund, Romero, Kulusevski, Gosens). «Ha capito quindici anni prima di tutti gli altri che se non corri e non spingi, guadagni meno di quanto lavoro fai in campo. E se non sfrutti al massimo il fisico dei giocatori, non puoi far emergere tutte le loro qualità» ha dichiarato un altro dei suoi discepoli, Igor Tudor. La filosofia di gioco, i duri metodi di allenamento, la passione per il calcio, l’ammirazione dei suoi coetanei: Gasperini ha tutto, e tutto ciò di cui ha bisogno è un trofeo, finalmente, per impreziosire la sua carriera. A forza di spingere i suoi giocatori oltre i propri limiti, Gasp finirà per vincere”.