Il Napoli è uno dei due club italiani che si autodetermina sul mercato

La storia recente del Napoli e le ultime indiscrezioni restituiscono la forza progettuale del club partenopeo, che all’interno del suo contesto economico impone sempre le sue condizioni.

Il Napoli è uno dei due club italiani che si autodetermina sul mercato

Il confronto con le altre

Questa mattina, Il Napolista ha riportato due articoli tra tanti. Il primo, tratto dal Mattino, riguarda il calciomercato del Napoli: secondo il quotidiano partenopeo, la squadra trasferimenti del club azzurro starebbe valutando l’estensione del contratto di Callejon, ma anche la cessione di Hysaj al Chelsea dietro pagamento della clausola; inoltre, avrebbe già deciso di rifiutare l’offerta del Liverpool per Koulibaly se questa fosse inferiore a 100 milioni di euro. L’altro pezzo interessante riguarda il Milan, che preparerà le sue strategie di mercato in base al giudizio dell’Uefa sulla violazione del Fair Play Finanziario. Una situazione che riguarda pure l’Inter e la Roma, in circostanze differenti ma in misure similari.

Una lettura composita di queste notizie ci restituisce un dato di fatto oggettivo, non matematico eppure incontestabile: il Napoli è una delle due società italiane che si autodetermina sul mercato. All’interno della sua dimensione economica, il club di De Laurentiis ha assoluto potere decisionale sui trasferimenti dei propri giocatori. La stessa identica condizione della Juventus, solo su due piani economici sfalsati, diversi.

La leggenda del club venditore

Che poi basterebbe andare indietro nel tempo per rendersi conto di questa evidenza. Dal 2010 ad oggi, il Napoli ha completato cinque cessioni ad alto livello: Quagliarella, Lavezzi, Cavani, Higuain e Jorginho. Tutte operazioni concluse alle condizioni economiche e/o tempistiche del Napoli, l’unica urgenza reale è stata forse quella di Quagliarella – ma dopo tanti anni il vero motivo dell’addio di Fabio è venuto fuori. Non erano esigenze economiche.

Lavezzi è stato ceduto quando il Napoli ha deciso di farlo, per Cavani e Higuain il Psg e la Juventus hanno dovuto versare una clausola rescissoria altissima, quella del Pipita era decisamente fuori mercato. Per Jorginho, il Napoli ha incassato più di 60 milioni di euro. Basterebbe questa cifra.

Su Twitter, un thread interessante dell’account “Napoli Fact Checking” ha demistificato con i dati e la cronologia del mercato il mito del Napoli club venditore, a tutti i livelli. Noi ci concentriamo sui trasferimenti di alto profilo – che poi sono quelli che orientano l’opinione pubblica -, e notiamo come sia stato sempre e comunque il Napoli a imporre le sue condizioni quando ha deciso di vendere. O quando ha dovuto farlo, che è una cosa successa anche alla Juventus. Ricordiamo che nel 2016 i bianconeri furono praticamente costretti a cedere Pogba al Manchester United; nei due anni precedenti era toccato a Vidal e Morata; anche Coman e gli stessi Bonucci e Higuain sono andati via.

Come detto prima: nel perimetro delle proprie possibilità finanziarie, il Napoli decide come o quando vendere. Proprio come la Juventus. La differenza sta nel fatto che i bianconeri possono acquistare Ronaldo e Douglas Costa, Pjanic e Cancelo. Il Napoli può rispondere con Fabian Ruiz e Verdi, gli strumenti sono diversi ma la strategia di fondo è assolutamente identica. È la storia millenaria dell’incudine e del martello.

Una gestione virtuosa

C’è poco da aggiungere, per chi riesce a leggere oltre certi luoghi comuni. Dal punto di vista puramente sportivo, l’azienda Napoli si regge su una gestione assolutamente funzionale ed efficace. Ha creato un modello sostenibile e pure vincente. Tanto che Carlo Ancelotti è seduto sulla panchina azzurra.

Il Napoli ha una sua identità progettuale, lavora a strettissimo contatto con le dinamiche del tempo presente. È la versione italiana del modello-Tottenham, del modello-Atletico Madrid, del modello-Borussia Dortmund. Sul campo, le dimensioni e i riscontri sono più o meno simili; certo, l’Atletico Madrid è più avanti per qualità assoluta e trofei vinti, però è partito allo stesso modo. Dal punto di vista strutturale il discorso è un po’ diverso, ma in questo articolo si parla di calcio e calciomercato e quindi è fondamentale essere oggettivi: il Napoli ha trovato il modo per coltivare la propria forza, oggi è un club completamente autonomo rispetto alle dinamiche del mercato. Decide se, come e soprattutto quando attivare il circuito dei trasferimenti. Non è poco, se dai un occhio a quello che succede in tutto il resto dell’Italia calcistica.

ilnapolista © riproduzione riservata