Milan a Nyon per il Fair Play Finanziario, il club si aspetta una multa

Il Milan ha già accantonato una cifra a bilancio (17 milioni) per coprire l’eventuale sanzione Uefa. Gazzetta e Corsera spiegano tutti gli scenari possibili.

Milan a Nyon per il Fair Play Finanziario, il club si aspetta una multa

L’articolo della Gazzetta

Il Milan di nuovo a giudizio, a casa Uefa per il Fair Play Finanziario. La Gazzetta dello Sport e il Corriere della Sera ricostruiscono le prossime tappe per il club rossonero, atteso domani alla Camera giudicante di Nyon.

Leggiamo: «La località svizzera non evoca buoni ricordi: il 19 giugno scorso la delegazione rossonera uscì sconfitta dal palazzo a vetri della Uefa, ma erano altri tempi, il triste canto del cigno della gestione cinese. In cinque mesi è cambiato tutto: ora c’è una proprietà credibile, e soprattutto in
mezzo c’è stata la sentenza favorevole di Losanna. La Uefa analizzerà lo strano caso di una squadra prima esclusa dall’Europa e poi riammessa dal Tas (nelle motivazioni il Milan recupera “credibilità” grazie anche a un teste della controparte, che ha ammesso di essersi sbagliato)».

Una sanzione proporzionata

La gazza spiega qual è la posizione del club rossonero: il fair play finanziario è stato effettivamente violato, ora però deve iniziare l’iter che porti a una sanzione «proporzionata all’infrazione, come è stato chiesto dal Tas». Entro la fine dell’anno si potrebbe avere il verdetto definitivo, in questo modo ci sarebbero dei parametri chiari per il mercato di gennaio.

Le possibilità spiegate nel dettaglio: «Il voluntary agreement, cioè l’accettazione da parte della Uefa di un percorso virtuoso e di rientro che solo proprietà nuove e solide (come Elliott) hanno licenza di presentare, è meno probabile rispetto ad altre sanzioni tra cui – per esempio – una multa rateizzabile. Intanto, premi e ricavi dell’attuale Europa League sono congelati a Nyon e non trasferibili a bilancio. Nel piano di rientro sarà invece possibile inserire i ricavi che il Milan si augura di raccogliere anche grazie al nuovo a.d. Gazidis, e far riferimento a una prospettiva Champions oggi più concreta. C’è anche un binario intermedio: il Milan potrà chiedere all’Uefa di attivare la contestazione fra qualche anno, quando avrà strutturato i propri vertici e realizzato il business plan».

I tre scenari

Il Corriere della Sera prova a fare le carte della sentenza: «Ci sono tre scenari, il primo è il meno probabile e più favorevole al Milan: prevede che l’Uefa riprenda in considerazione l’intero caso, nato dalla richiesta di un voluntary agreement (bocciato), e siccome è ricambiata la proprietà,
decida ora di concederlo. Gli scenari 2 e 3 hanno il primo passaggio in comune: no voluntary su quello che è stato, ma subito una multa. È quello che il Milan si attende, dal momento che a bilancio è già stata accantonata una cifra (17 milioni) prudenziale, che comprende anche il “rischio” sanzioni Uefa. Potrebbero però aggiungersi limitazioni nella composizione della lista Uefa, non si può escludere già a gennaio (in questo caso, i nuovi acquisti rischiano di non poter essere inseriti); oppure vincoli sui salari e sulla rosa futuri».

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