In attesa del centrocampo ideale, ad Ancelotti serve Allan o Diawara (o tutti e due)

Il trio a tutta tecnica di Wolfsburg non ha saputo sostenere la fase difensiva. In questo momento, Ancelotti ha bisogno di soluzioni intermedie.

In attesa del centrocampo ideale, ad Ancelotti serve Allan o Diawara (o tutti e due)

L’estate del centrocampo

Se la Ssc Napoli avesse un social network dedicato, tra addetti ai lavori e tifosi, gli hashtag di tendenza di questa estate sarebbero stati #Hamsik, #Regista e #Centrocampo. Certo, abbiamo escluso il calciomercato (i vari #Cavani, #Benzema e #Pappone) da questa breve lista, ci siamo limitati a parlare di calcio, di campo. Ebbene, l’estate non è ancora finita e Lazio-Napoli è ormai alle porte. Parlando di campo, al netto di Ospina-titolare sì o no, i dubbi di Ancelotti restano ancora tutti legati al reparto di mezzo. La difesa sarà Hysaj-Albiol-Koulibaly-Mario Rui, nel segno della continuità; in attacco, è difficile ipotizzare un tridente diverso da Callejon-Milik-Insigne, con Mertens prima alternativa. E a centrocampo?

Appunto, ripetiamo: le incertezze vivono qui, in un settore del campo che non ha ancora trovato i suoi equilibri. Che ha espresso dati e percezioni discordanti, tra un’amichevole e l’altra. Benissimo contro Gozzano, Carpi e Chievo, Hamsik ha preso in mano il gioco del Napoli e ha saputo traghettarlo verso nuovi standard qualitativi, palloni corti e lunghi, intuizioni geniali e servizi d’alta scuola. Questo, a prescindere dai compagni di reparto: bene Fabian Ruiz (ma solo all’inizio), sempre prezioso Allan, Zielinski assente per i Mondiali e per un fastidioso infortunio. Poi, però, sono arrivati dei test più probanti, e allora i riscontri sono stati diversi. Soprattutto a Wolfsburg, il centrocampo a tutta tecnica non ha funzionato: Fabian Ruiz-Hamsik-Zielinski è un reparto di alta qualità, ma sono mancati i riferimenti difensivi. Non è solo “colpa di Hamsik”, ci mancherebbe. Ne abbiamo scritto così:

 Il Napoli non ha ancora trovato il modo per sostenere il gioco d’attacco richiesto da Ancelotti. L’idea del tecnico emiliano è ambiziosa, consiste nel portare molti uomini davanti e quindi di accettare l’uno contro uno in difesa, in situazione di transizione e in attesa del rientro dei centrocampisti. Ecco, la sensazione è che questo tipo di approccio non sia ancora sopportabile da questi calciatori, per condizione fisica e per impreparazione mentale

Oltre Hamsik

Come detto prima: Hamsik, da solo, non vale questa nostra analisi per intero. È una parte del tutto, una parte importante che però va integrata con il lavoro dei due compagni. Per caratteristiche, Fabian Ruiz e Zielinski non sono dei lottatori, e oggi come oggi non hanno nemmeno la gamba per poter pensare di rientrare profondamente, ogni volta a supporto della fase di non possesso. Se a questo aggiungiamo la condizione fisica approssimativa dei difensori, allora ecco la spiegazione della prestazione non efficace contro il Wolfsburg. Ecco che i segnali vanno interpretati in una direzione più coperta, quantomeno dal punto di vista delle caratteristiche degli uomini.

Allan e Diawara

E qui vengono fuori due nomi inevitabili: Allan e Diawara. Ovvero, due dei centrocampisti che hanno giocato la partita migliore del precampionato del Napoli, a San Gallo contro il Borussia Dortmund. Il brasiliano, anche durante il triennio di Sarri, ha sempre ricoperto il ruolo di equilibratore a centrocampo, con un regista leggero (Jorginho) e una mezzala creativa (Hamsik); è cresciuto tanto nel suo ruolo, soprattutto in fase di impostazione, ma non ha cambiato il suo codice genetico di calamita di palloni. Ad oggi, la sua presenza nel Napoli è fondamentale, proprio per questa sua capacità di interdizione e di lettura del gioco in fase di non possesso.

Per quanto riguarda Diawara, il discorso è più ampio: il Napoli di Ancelotti ha due strade da seguire, quella del centrocampo tecnico e quella con un reparto più vario, la prima prevede Zielinski e Fabian Ruiz, la seconda invece contempla la presenza di Allan. Ecco, nel primo caso Diawara ci sembra un calciatore imprescindibile. Amadou garantirebbe impatto fisico e difensivo, lettura delle linee di passaggio e soprattutto il dinamismo necessario in copertura. Il suo gioco palla al piede è ancora (molto) più elementare rispetto a quello di Hamsik, ma in una linea a tre con Zielinski e Fabian Ruiz le attribuzioni creative sarebbero soprattutto delle mezzali (come succede nel grande calcio europeo).

L’idea di schierare Allan e Diawara insieme ci sembra emergenziale, ovvero legata alle difficoltà di condizione dell’intero organico. Significherebbe rinunciare (momentaneamente) alla grande qualità del reparto, per sposare un piano partita di attesa e ripartenza, di difesa posizionale e attacco verticale. Un’idea che appartiene al calcio liquido di Ancelotti, ma che finirebbe per penalizzare alcuni dei calciatori più talentuosi dell’organico.

Conclusioni

Contro una Lazio dal gioco verticale, in fase di transizione come di attacco manovrato, il Napoli dovrà cercare di difendere con grande attenzione. Anzi, con estrema attenzione. Esporsi come fatto col Wolfsburg non sarebbe una buona idea, a meno di un grande recupero fisico dei difensori. Ecco che allora l’idea di un centrocampo composito – con Diawara in mezzo a due interni di qualità (Fabian Ruiz e Zielinski, ma anche lo stesso Hamsik) oppure con Allan accanto ad Hamsik e Fabian Ruiz – ci sembra la scelta più sensata. Più funzionale in questo particolare inizio di stagione.

Il Napoli potrebbe avviare un percorso diverso verso la conquista della sua nuova identità. Piuttosto che imporre fin da subito la qualità del centrocampo come un dogma inattaccabile, si potrebbe passare attraverso step intermedi. Passaggi meno radicali che permettano alla squadra di adattarsi al nuovo gioco. Ecco, un reparto di mezzo con Allan-Hamsik-Fabian, oppure con Fabian-Diawara-Zielinski ci pare un compromesso ragionevole. C’è ancora tempo per ultimare la rivoluzione pensata da Ancelotti.

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