Ancelotti: «Ho scelto il Napoli perché è una squadra molto competitiva»

In diretta da Dimaro, la prima conferenza stampa di Carlo Ancelotti come nuovo allenatore del Napoli. Parla anche il presidente De Laurentiis.

Ancelotti: «Ho scelto il Napoli perché è una squadra molto competitiva»

In diretta da Dimaro

Carlo Ancelotti e Aurelio De Laurentiis in conferenza stampa. Per il tecnico di Reggiolo, è il primo incontro con la stampa dalla nomina come nuovo allenatore del Napoli.

«Ho accettato questa sfida per tanti motivi. Innanzitutto, il Napoli ha creduto nelle mie capacità. Poi, volevo tornare in Italia. Poi questo club ha un progetto molto interessante, che ha voglia di crescere e migliorare. Dal punto di vista tecnico, questa squadra mi soddisfa, ha mostrato una filosofia di gioco interessante, vicina alle mie idee. Questa non è una sfida, ma un’esperienza. Obiettivi? Rendere la squadra competitiva in tutte le competizioni, abbiamo la fortuna di giocare tornei molto importanti, e vogliamo stare dentro le tre competzioni in primavera. Quando ci riesci, quando sei lì, poi vediamo che succede».

Cristiano Ronaldo alla Juventus

«Parliamo di uno dei migliori calciatori al mondo, forse il migliore. Certamente il calcio italiano trae grande vantaggio da questo trasferimento, magari tra dieci anni si dirà che nel 2018 sono tornati Ancelotti e Ronaldo. Per tutte le squadre sarà uno stimolo».

La filosofia definita del Napoli

«Partire da una filosofia precisa è un vantaggio, ho ammirato il lavoro fatto da Sarri. E non sono qui per cancellare il suo lavoro. La sua esperienza ha fatto bene ai calciatori, è vicina alle mie idee. Certo, ci sarà qualche cambiamento di forma, ma la sostanza resta la stessa. Anche a me piace avere una squadra che controlla il gioco, la partita».

Il mercato

«I top players non sono quelli che guadagnano di più, ma quelli più funzionali al nostro gioco. Questa rosa è di alto livello, costruita molto bene, il nostro primo obiettivo è stato quello di mantenere inalterato il tronco dei titolari. Poi abbiamo inserito dei giovani che secondo me sono molto bravi. Durante questa mia stagione di inattività ho osservato con grande attenzione i giovani più interessanti, e credo che abbiamo pescato bene sul mercato».

Hamsik e Mertens

«Lavoreremo sicuramente per mettere Marek nel ruolo di Jorginho, secondo me questo cambio tattico può dargli dei vantaggi. Per me può ricorprire perfettamente il ruolo di regista, anche se abbiamo Diawara che ha gà dato prova di solidità in quello slot tattico».

Domanda a De Laurentiis sul mercato

Risponde il presidente: «La crescita non di un club non si fa solo con un club che fa risonanza. Prendere certi calciatori così importanti vuol dire far giocare la squadra per un solo calciatore. Noi, da Benitez a Sarri e fino ad Ancelotti, abbiamo seguito una filosofia diversa: il calcio si gioca in undici, e ora ho undici calciatori che sanno il fatto loro. Quando ho letto di Ronaldo, ho fato un tweet di benvenuto. Poi dopo mi sono adombrato, per la poca crescita nel calcio italiano dal punto di vista imprenditoriale. Mi riferisco all’audiovisivo: mi aspettavo una maggiore maturità dai miei colleghi presidenti, avrei voluto fare un accordo con Sky e gli altri broadcaster per un anno più opzioni per quelli successivi. Abbiamo un gap da 250 milioni che Ronaldo reclama, ma dovevamo lasciare la porta aperta per il futuro».

«Avremmo dovuto alzare le pretese con Sky, quest’anno sarebbero rimasti 970 milioni e l’anno prossimo avremmo dovuto rilanciare a 1200 milioni. Devi giocare ad armi pari con Murdoch, devi tenere alta la dignità negoziale. La Lega l’ha perduta, non sto settimane a contrattare per cinque, dieci milioni in meno».

La dittatura juventina e il contropotere

«La Juventus non è il potere, è una squadra molto forte che ha vinto gli ultimi campionati italiani. Sarà un avversario fortissimo, difficilissimo, ma non c’è solo lei. Ci sono Roma, Inter ed altri. Rispetto agli altri tornei europei, l’ultima Serie A è stata molto combattuta per tutti gli obiettivi. Noi dobbiamo fare la nostra strada, che ci deve portare più a lungo possibile in tutte le competizioni. Noi siamo qui per vincere, non per pettinare le bambole. Si parte per vincere, ho una squadra e uno staff giovani, l’ambiente mi piace, parliamo di una città che ho compreso quanto possa essere stimolante ed appassionante».

De Laurentiis su Sarri

«Siamo in dirittura d’arrivo, io ho posto le mie condizioni con lui. Chi vivrà, vedrà. Jorginho? Nel momento in cui non era considerabile nello scacchiere di Ancelotti, abbiamo deciso di puntare su Hamsik. Avevo iniziato una trattativa con il Manchester City, e l’abbiamo conclusa quindici giorni fa. Dovrò scusarmi con lui, perché se il calciatore ama vivere più a Londra che a Manchester, allora lo posso capire. Non dipende da me, il fatto che Jorginho vada lì non è legato al trasferimento di Sarri».

Ancelotti e l’empatia con i calciatori

«Ho scelto di vivere in città perché Napoli è una bella città. Per quanto riguarda i calciatori, devo dire che questo è un gruppo molto sano dal punto di vista caratteriale. I calciatori sono giovani, quindi ricettivi. Ci sono alcuni di loro che hanno esperienza, Hamsik, Albiol, e possono recitare un ruolo importantnella costruzione di un gruppo ambizioso. La qualità che mi piace di più in un calciatore è l’altruismo, questi primi giorni sono stati positivi in questo senso».

La valutazione sui nuovi acquisti e su Mertens

«Quando ho saputo che Mertens stava studiando da prima punta, avevo delle perplessità. Poi ha fatto gol, e oggi è un attaccante completo. Può giocare dietro la prima punta, o sull’esterno (non come ala). Cercherò di sfruttarlo in quella posizione. Meret è un giovane di grande talento, Karnezis può aiutarlo nella crescita con la sua esperienza. Inglese ha grandi potenzialità, a mio parere. Infine Fabian Ruiz, centrocampista completo che non ha caratteristiche per giocare davanti alla difesa, si alternerà tra centrodestra e centrosinistra. Verdi è molto bravo, può giocare dentro le linee e permettermi di variare qualcosina».

Domanda ad Ancelotti sul modulo: «Che cos’è il modulo?».

De Laurentiis sulla campagna trasferimenti in uscita

«Se non piacciono ad Ancelotti, vediamo. Per il momento no. Noi non andiamo in Cina a fare gli assist agli ingrassatori del mercato, piuttosto abbiamo scelto scenari più belli per le nostre amichevoli estive. Il nostro tecnico e suo figlio Davide ci hanno detto che non vorrebbero una rosa superiore agli ics giocatori. Questo è un periodo di verifica, Ancelotti mi ha detto che vuole far tesoro delle esperienze dei nostri calciatori che sono diventati top player, i mercati si fanno in base ai movimenti degli altri. L’asse si sta spostando di nuovo dalla Spagna verso l’Italia, grazie a Ronaldo. Nell’ultima assemblea, mi sono battuto per un’assegnazione annuale dei diritti. Perché? Ora grazie a Ronaldo avremmo potuto chiedere di più. Alcuno dei miei colleghi non pensano alla crescita del sistema, sono lì per convenienza».

Anceloti sulla Champions

«Una delle prime cose è superare il primo girone. Siamo in seconda fascia, di sicuro saremo competitivi in Europa».

La crescita del Napoli

«Più che di crescita io parlerei di continuità, perché questa squadra è al top da anni, soprattutto in Italia. Parliamo di calciatori che hanno già ampie conoscenze. Può ancore crescere, noi ne siamo convinti. Ripartire dai 91 punti? Il Napoli è reduce da un campionato straordinario, ma si può vincere anche a 85 punti. Parliamo di una squadra rimasta competitiva fino alle ultmie partite».

«Quando sono arrivato a Napoli, ho parlato con la società e non ho imposto nessun acquisto. Sono venuto a Napoli perché ho visto una squadra molto competitiva. Siamo alla ricerca di un laterale difensivo, poi dobbiamo valutare le condizioni di Ghoulam. Abbiamo una buona dose di certezze su di lui, il periodo di riabilitazione dovrebbe essere breve. Il resto della difesa è a posto».

Il Vr

«Per me si tratta di un’ottima innovazione per il calcio, lo stiamo vedendo anche il Mondiale. È una situazione positiva per tutto il calcio».

Il rapporto con De Laurentiis

Risponde Ancelotti: “Fare felice il presidente vuol dire facilitare il lavoro fino al campo. Intanto lui ha fatto felice me invitandomi a Capri per due giorni. Lui non mi ha fatto nessuna richiesta particolare, la nostra ambizione condivisa è quella di fare il meglio per il Napoli”.

De Laurentiis chiude la conferenza

«Io auspico che la nostra convivenza con i media, quest’anno, sia all’insegna della correttezza. Bisognerà riportare le parole per quello che vengono dette, e non per fare colpo in chissà quale modo». Chiusura su Sarri: «Noi rappresentiamo un club da 10 milioni di followers sui socisl, contro i 10mila di Maurizio Sarri. Non vorrei che rappresentaste lui molto meglio di come lui stesso si è autorappresentato».

 

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