Portogallo-Spagna 3-3. Cristiano Ronaldo straripante. Diego Costa è IL centravanti

CR7 regge da solo il Portogallo. Papera di de Gea. Immenso Iniesta. Ingenuità di Piqué. Partita bellissima

Portogallo-Spagna 3-3. Cristiano Ronaldo straripante. Diego Costa è IL centravanti

La partita

Grande partita ai Mondiali. Portogallo-Spagna finisce 3-3 al termine di un incontro intenso ed emozionante. Vantaggio dei lusitani dopo 4 minuti su calcio di rigore che si procura con astuzia e grazie all’ingenuità di Nacho. La Spagna di Hierro accusa il colpo, poi carbura. Pareggia con Diego Costa (gran bel gol), colpisce la traversa con Isco. Ma sul più bello, le furie rosse incassano il gol di CR7 con un sinistro che trasforma De Gea in Karius. Paperonzola del portiere dello United.

Nella ripresa, la Spagna ribalta il match. Prima pareggia con Diego Costa che appoggia in rete un assist di testa di Busquets su punizione di Iniesta. e poi va in vantaggio con un bellissimo destro in diagonale (dal limite dell’area) di Nacho. Il Portogallo sparisce dal campo. Poi, però, nel finale un fallo ingenuo di Piqué regala una punizione da venti metri. CR7 non se lo fa ripetere due volte e disegna una traiettoria imparabile.

I quadri

Cristiano Ronaldo: un supereroe. Segna tre gol e tiene da solo in corsa il Portogallo. Mostra di non aver risentito della condanna per evasione fiscale. La Nazionale ha persino il potere taumaturgico di renderlo altruista. Si procura un rigore, lo realizza; poi segna anche il secondo, con la complicità di De Gea. Serve inutilmente un paio di palloni a Guedes che gioca con la maglia rossoverde ma sta con la Spagna. E nel finale, a tre minuti dalla fine, toglie la ragnatela dall’incrocio dei pali. Alla fine tiene in ansia i portoghesi per un dolorino alla caviglia.

Diego Costa: un animale, nel senso feroce del termine. Sbrana i difensori. Sul primo gol azzanna Pepe con una gomitata alla Boninsegna, poi difende il pallone, ubriaca la difesa con due finte e segna. Rete da centravanti vero. Il 2-2 è un gioco da ragazzi per lui, comunque c’è.

De Gea: vive una serata da Karius il portiere del Liverpool protagonista della finale di Champions. Lascia passare un sinistro innocuo di Cristiano Ronaldo. Non può fare nulla sulla punizione del fenomeno.

Rocchi: ottimo arbitraggio. Il rigore su Cristiano Ronaldo si fischia: Nacho mette la gamba e Cr7 è abile a sbatterci contro. La gomitata di Diego Costa è da calcio anni Settanta/Ottanta, per noi non è fallo e poi non si può annullare un capolavoro del genere.

Rui Patricio: incassa tre gol e sfiora il quarto con Isco che fa tremare la traversa e poi la palla finisce sulla linea. Non compie una parata, ma non ha colpe sui gol.

Iniesta: a 34 anni, il vecchietto gliel’ammolla ancora. Sullo 0-1, nel primo tempo, prende la squadra per mano, dà la carica, detta i ritmi. Poi cala, ma nessuno gliene farà una colpa. I venti minuti show del primo tempo sono da museo del calcio. Al 70esimo, Hierro giudiziosamente lo toglie.

Luis Rubiales: CR7 gli toglie il gusto di essere il vincitore della serata. La telecamera indugia su di lui dopo l’iniziale vantaggio portoghese. Come a indicare il colpevole. Lui che ha mandato Lopetegui a casa a 48 ore dall’esordio. Poi, però, non lo hanno inquadrato più.

Guedes: il Blissett portoghese

Bernardo Silva: soprattutto nel primo tempo, soffre le pene dell’inferno. Dalle sue parti, Iniesta e Isco imperversano e gli fanno venire il mal di testa.

Piqué: ha sulla coscienza lo stupido fallo che regala a Cristiano Ronaldo la punizione del 3-3. Sembra stranamente un pesce fuor d’acqua.

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