
Dilemma allo chalet di Mergellina: Gattuso è un Pirlo o Pirlo è un Gattuso
di - Per come sta giocando la Juve anche Pirlo, che so, lo vogliamo esonerare o esoneriamo solo Gattuso?

di - Per come sta giocando la Juve anche Pirlo, che so, lo vogliamo esonerare o esoneriamo solo Gattuso?

di - La fatica, la pena, la corsa, l’impegno costante. Correvano alla corte di supreme soubrette reggendone il gioco prezioso di pacate vedette. I militi ignoti del sacrificio assoluto, muscolare, immolati sull’altare dei divi.

di - I centravanti prepotenti. Riva aveva la faccia scolpita, squadrata, di un eroe d’Omero. Pascutti piaceva a Pasolini

di - Se uno segna gol come quello extra-lusso a Cagliari, se è capace di tanta destrezza, perché poi ritorna nell’ombra?

di - Ghiggia a fine carriera andò al casinò di Montevideo a fare il croupier. Lojacono era un cacciatore di gonne e un pokerista incallito

di - Vigilia orobica, strabica e cantabrica (siamo in un mare di guai) di Atalanta-Napoli allo chalet di Mergellina di Peppino cameriere

di - Passava di moda il Trio Lescano, s’affermava il Duo Fasano. Dominava Milano. Schiaffino geniale inventore di giocate ammirevoli

di - Vuttamm ‘o pallone annanz. Alisson peggio di Ospina. De Laurentiis ha già pronto lo slogan per il prossimo allenatore: spero, promitto e Juric.

di - In tempi di filosofi della tattica e inventori del nulla, mi piace ricordare gli allenatori dei miei tempi, i più semplici e genuini

di - Diceva: “A Napoli non ti senti mai solo. Napoli è stata amore a prima vista. Bella da riempire il cuore. Non mi sento più argentino, sono napoletano”.

di - “Aurelio sale al Colle”. “Gattuso non ha più la maggioranza, si ferma a dieci (4-2-3-1)”. Politano: Saldo D’Acquisto.

di - Fiore lo comprò dal Milan, i tifosi rossoneri lo chiamavano “coniglio”. Eppure a Palermo finì a processo per il gesto dell'ombrello ai tifosi siciliani

di - Lauro lo comprò per 4mila dollari, aveva 19 anni. Calciava sempre fuori, poi incontrò Pesaola. Una sua doppietta riportò il Napoli in Serie A

di - Allo Chalet Mergellina. Devono intervenire i responsabili, i costruttori, i volta-palloni. Ma Aurelio dov’è, che cosa pensa, perché non parla?

di - «Il calcio di oggi assomiglia all’ufficio del catasto» disse l'uomo che vinse a Cagliari. «Un brocco è un brocco anche a zona», firmato Vujadin

di - Mai pizza e mandolino. Crebbe all'ombra di due malandrini: Sivori e Altafini. E al tempo delle grandi mezzali: da Bulgarelli a De Sisti. Fu corteggiato dal Milan

di - Diecimila tifosi e lo striscione “Tu si na cosa grande” lo accolsero alla stazione di Mergellina. Riceveva 50 lettere al giorno

di - Segnò al Torino allo stadio Collana. Era devastante, aveva la dinamite nei piedi. Rivalità e gelosie minarono il tandem con Jeppson

di - Con l'addio di Maradona finì la favola e il pallone diventò triste. È stato un peccatore come tutti noi di ogni sud del mondo

di - Non prese gol in 18 gare, miglior difesa del torneo con 17 reti (più 2 a tavolino). Zurlini abbatteva gli avversari con la mossa, Zoff si allenava fino a sera