Quello strano asse tra il Milan e il Congo

Uno dei Paesi più poveri è sponsor del Milan. In nome della grande passione dei congolesi per il Milan. E per quell'intreccio tra Scaroni, l'Enel e le enormi risorse idrografiche dell'ex Zaire

Scaroni

Cm Milano 13/08/2024 - amichevole / Milan-Monza / foto Cristiano Mazzi/Image Sport nella foto: Geoffrey Moncada-Giorgio Furlani-Paolo Scaroni

È una vicenda che ci riporta agli antichi fasti della commedia dell’arte: ci riferiamo nientepopodimeno che – rullo di tamburi – all’ingresso della Repubblica Democratica del Congo tra gli sponsor del Milan. Un paese dalle contraddizioni profondissime: affoga nelle risorse, è infatti il maggior produttore mondiale di cobalto, possiede petrolio e gas naturale, ha miniere di coltan, uranio e rame, grandi giacimenti di diamanti e oro. Tuttavia, i dati freschi del Fondo monetario internazionale sono chiari: nel 2024, i 1.930 dollari di reddito annuo pro capite a parità di potere di acquisto – misura che tiene conto delle differenze di costo della vita tra i diversi paesi e che perciò permette confronti più attendibili – collocano la Repubblica Democratica del Congo al 187esimo posto su 195 unità economiche esaminate. Insomma, è tra i più colossali esempi di ricchezza depredata dalle classi dirigenti nazionali e dalle multinazionali estere a scapito delle classi deboli.

Sarà per questo motivo che il governo ha deciso di usare il calcio: migliorare l’immagine del paese tramite una squadra dal passato vincente. Lo chiamano sportwashing: termine azzeccatissimo, perché si lava ciò che è sporco.

Ma procediamo con ordine: alla fine del 2024, Milan e Repubblica Democratica del Congo sottoscrivono un accordo in base al quale, come si legge nel bilancio, la società rossonera concede alcuni diritti di sponsorizzazione, tra cui l’inserimento del marchio DRC sul retro della maglia da gioco. Modalità di pagamento: in via anticipata e in un’unica soluzione. Della serie, pagare moneta vedere cammello: negli affari la fiducia è tutto. A gennaio 2025, visto che il governo di Kinshasa non aveva scucito nemmeno un centesimo, il Milan risolve il contratto, promuovendo inoltre un arbitrato per ottenere il risarcimento del danno subìto. Entrano in gioco le diplomazie e a maggio scoppia la pace con un nuovo e diverso contratto di sponsorizzazione di durata triennale. Nel frattempo, a febbraio, Bitpanda aveva firmato con il Milan per apporre il proprio marchio sul retro delle maglie da gioco: le criptovalute tirano alla grande.

A giugno, il nuovo accordo è presentato a Roma, a margine di un summit internazionale Italia-Ue-Africa sul cosiddetto piano Mattei: si sa, questa definizione – come anche salva Italia, buona scuola, sblocca Italia, decreto crescita – è nel solco della famosissima pubblicità di un lassativo nata alla fine degli anni Cinquanta, “basta la parola”, e rappresenta niente più che un involucro retorico.

Ebbene, l’accordo è stato siglato con il ministero del turismo congolese, nella persona del ministro Didier M’Pambia Musanga, e facilitato dal ministero degli Esteri italiano, come da ringraziamenti ufficiali di Paolo Scaroni, presidente del Milan. In cambio di soldi, ma non è stato specificato quanti, lo stato africano è gratificato dal ruolo di “premium partner” e “official tourism destination partner”: l’inglese conferisce un tono più solenne. Il Milan “in linea con gli obiettivi del piano Mattei”, Scaroni dixit, darà il via a un’accademia per giovani calciatori e costruirà una scuola a Boma, insieme alla fondazione promossa dalla moglie di Luca Attanasio, l’ambasciatore ucciso nel 2021. Del resto, il Milan ci tiene a sottolinearlo, “il territorio vive di passione per i colori rossoneri”: manca il cibo, manca l’elettricità, ma c’è la passione. E, a proposito di elettricità, sarà certamente una coincidenza il fatto che Scaroni sia anche il presidente dell’Enel e che la Repubblica Democratica del Congo, con la sua foresta pluviale seconda solo a quella amazzonica e con il bacino del fiume Congo superato per portata solo dal Rio delle Amazzoni, sia un paese dalle enormi risorse idrografiche non ancora sfruttate. E che Enel faccia parte della Fondazione RES4Africa, impegnata con diverse multinazionali nella “accelerazione della elettrificazione sostenibile del continente”: dove a essere sostenibili dovranno essere, neanche a dirlo, i profitti delle multinazionali.

E allora, pronti per una vacanza nell’ex Zaire? Fermi tutti. Nella sezione “viaggiare sicuri” del sito della Farnesina, sì, proprio quella che ha contribuito a far diventare la Repubblica Democratica del Congo “official tourism destination partner”, si legge in grassetto: “si invitano i connazionali a rimandare qualsiasi viaggio verso il Paese. A coloro già presenti si raccomanda fortemente di valutare un rientro in Italia con i mezzi commerciali disponibili”. Cala il sipario tra applausi scroscianti.

Nato a Firenze cinque anni prima dell'alluvione, ha studiato Economia e Commercio a Napoli, quando la facoltà era in via Partenope.

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