In Argentina il calcio si ferma 3 giorni per protesta contro il governo (Clarín)
I club protestano contro quella che definiscono una persecuzione giudiziaria nei confronti del presidente Claudio Tapia. Lo sciopero si inserisce nello scontro tra la Federcalcio e il presidente argentino Javier Milei, che spinge per trasformare i club in società per azioni.

Boca Juniors' Argentine midfielder #05 Rodrigo Battaglia (unseen) celebrates with teammates in front of fans after scoring his team's second goal during the FIFA Club World Cup 2025 Group C football match between Argentina's Boca Juniors and Portugal's Benfica at the Hard Rock stadium in Miami on June 16, 2025. (Photo by CHANDAN KHANNA / AFP)
In Argentina, il calcio si ferma dal 5 all’8 marzo. I club professionistici hanno deciso uno sciopero per protestare contro quella che definiscono una persecuzione giudiziaria nei confronti del presidente della Federcalcio, Claudio Tapia.
Lo stop riguarda tutte le partite di prima divisione e degli altri campionati e potrebbe essere solo l’inizio di una protesta più ampia. Da mesi infatti è aperto uno scontro tra il presidente argentino Javier Milei e la Federcalcio, con il governo che spinge per riformare lo statuto dei club, oggi senza scopo di lucro, permettendo la trasformazione in società per azioni.
La decisione dello sciopero segue la convocazione di Tapia da parte di un giudice il 5 marzo, nell’ambito di un’inchiesta per presunta appropriazione indebita di contributi previdenziali. Secondo l’accusa, tra marzo 2024 e settembre 2025 l’Afa non avrebbe versato 19 miliardi di pesos (13 milioni di euro). Tapia e il suo tesoriere Pablo Toviggino rischiano pene da due a sei anni di reclusione, mentre altri dirigenti federali sono stati convocati per interrogatori.
La Federcalcio ha negato ogni irregolarità, sottolineando che i pagamenti sono stati effettuati prima della scadenza. Tapia è inoltre coinvolto in altre indagini per presunti illeciti finanziari legati a Sur Finanzas e all’acquisto di un immobile di lusso nella provincia di Buenos Aires.
In Argentina allarme persecuzione politica
Poco dopo, è stato inviato un messaggio al gruppo WhatsApp con l’obiettivo di spiegare l’estensione della misura, che molti dirigenti hanno copiato e incollato per diffonderlo sui social ufficiali. Secondo quanto riportato da Clarín, il contenuto di questo messaggio è stato trapelato dalla testata, e in 1.600 caratteri comunicava “alla loro parte e al pubblico in generale” che si “aderirà allo sciopero convocato dai club del calcio argentino nei giorni 5, 6, 7 e 8 marzo prossimi”.
Il messaggio proseguiva: “Comprendiamo che l’attacco giudiziario e mediatico sostenuto che l’Associazione del Calcio Argentino riceve negli ultimi mesi risulta infondato e privo di sostegno, generando uno scenario di incertezza che danneggia tutto il calcio argentino. In questo contesto, esprimiamo preoccupazione per come la pressione e l’influenza di determinati settori mediatici possano incidere negativamente su processi che dovrebbero svolgersi con assoluta indipendenza. Vale ricordare il precedente della Corte Suprema degli Stati Uniti nel caso Sheppard v. Maxwell (1966), dove si stabilì che una copertura sensazionalistica e eccessiva può violare il diritto a un giusto processo, compromettendo principi essenziali del sistema giuridico.
Il giudice deve garantire che l’imputato riceva un processo giusto, libero da influenze esterne. Questo principio è fondamentale per preservare l’istituzionalità ed evitare che pressioni al di fuori dell’ambito giudiziario condizionino decisioni che incidono sullo sport più popolare del nostro paese. A pochi mesi dal Mondiale e con l’attività sportiva in pieno svolgimento, determinate misure generano incertezza e influenzano non solo le istituzioni, ma anche calciatori, lavoratori e milioni di tifosi”.










