Il Mattino: «Il carisma di Ancelotti conquista i tifosi. Addio divieti di Sarri che lui elogia sempre»

Il tecnico non teme confronti col passato, anzi non perde occasione per sottolineare i meriti del predecessore. E sta conquistando i tifosi

Il Mattino: «Il carisma di Ancelotti conquista i tifosi. Addio divieti di Sarri che lui elogia sempre»

In fila per un suo autografo sulla maglia

La lunga fila di ieri allo store del Napoli per avere una maglia autografata da Ancelotti, ha colpito i quotidiani. Ne scrivono Repubblica Napoli e Il Mattino che si sofferma anche sulle differenze rispetto al passato.

Scrive Pino Taormina:

Per prima cosa, notano quelli che qui non perdono un allena- mento da 5 anni a questa parte, sono spariti quegli insopportabili divieti che Sarri imponeva: vietato riprendere le sedute an- che dagli spalti. Ancelotti non ha nulla da nascondere, non ha segreti tattici, non pensa che ci sia qualcosa che debba non far vedere a occhi discreti o indiscreti: e allora piovono filmati su facebook e su youtube, impazzano foto del campo di Carciato con tutto quello che queste immagini si portano indietro. Non c’è nostalgia per il toscano, da queste parti. Perché ovvio che Ancelotti non teme paragoni. Con nessuno.

I meriti riconosciuti all’ex tecnico

Sottolinea come Ancelotti non perda occasione per “riconoscere a Sarri i meriti per i risultati raggiunti. De Laurentiis difficilmente riuscirà a trascinare al suo fianco il tecnico di Reggiolo nel suo interminabile (o forse no) scambio di battute velenose con l’attuale allenatore del Chelsea. Questione di pacatezza”.

Il Mattino racconta che Ancelotti riconosce “tra i tifosi in attesa colui che ha ottenuto il cappellino che qualche giorno fa ha lanciato sugli spalti. «Tienilo a cuore», dice. E l’altro gli risponde: «È più importante della maglietta»”.

Anche Repubblica Napoli sottolinea quest’atteggiamento. «“The King” non si nega mai», scrive Marco Azzi. Sfrutta ogni occasione per confermarsi una persona alla mano e non si sogna nemmeno di isolarsi su un piedistallo, nonostante i venti titoli conquistati nella sua straordinaria carriera in panchina».

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