Ancelotti cita Cruijff: il terzo uomo negli schemi del nuovo Napoli

L’eredità di Sarri e il concetto della tecnica al centro del villaggio. Il nuovo Napoli lavora per creare una sinergia tra il passato e il futuro.

Ancelotti cita Cruijff: il terzo uomo negli schemi del nuovo Napoli

Il gioco di posizione

L’allenamento mattutino di oggi non ha offerto grandi spunti. Ritmi blandi, più che altro una bella esercitazione inversa sugli schemi da corner, ovvero come la squadra difendente reagisce e riparte in transizione. Il concetto su cui si è lavorato è l’attacco/difesa in superiorità numerica, una vera e propria chiave per il football moderno. Il resto è stato soprattutto lavoro fisico, tra attivazione e palestra.

Anche per questo, vorremmo tornare su un concetto espresso ieri, che in qualche modo ci aveva colpito. Questo è l’estratto del nostro report di ieri: La sessione è iniziata con un esercizio nuovo, molto particolare, indicativo rispetto ai principi di gioco che Ancelotti predicherà riverserà sui campi di Serie A e Champions League. Per chi abbia letto la biografia di Johan Cruijff, rimandiamo a una definizione fondamentale: il terzo uomo. Il senso di questo concetto tattico è la ricerca di una combinazione triangolare di passaggio, “guidata” dal movimento di un terzo uomo che crea uno spazio per ricevere il pallone, e poi lo occupa per la successiva ricezione».

Cruijff

Sono i fondamenti del gioco di posizione, un approccio al gioco offensivo che si caratterizza per la creazione di una superiorità non puramente numerica, ma appunto posizionale. Lo spiega Cruijff nella sua biografia:

Dopo il recupero del pallone, è necessario eseguire il gioco di posizione, per il quale ogni volta si formano nuovi triangoli – così che il calciatore in possesso palla abbia sempre due possibilità di passaggio. Il personaggio chiave, in questa situazione, è il terzo uomo. È lui che decide cosa succede. Sono i giocatori senza palla a direzionare il passaggio. Poi, l’appoggio deve essere effettuato in maniera precisa. Alla base di tutto il nostro lavoro in allenamento c’è sempre stata la tecnica di base

Sarri e Ancelotti

In queste righe, c’è tutto quello che il Napoli è stato, e ha detto di voler essere. C’è Maurizio Sarri, innanzitutto, che ha costruito un sistema basato su questi principi, praticamente una prima volta nel panorama tattico italiano. Per tre anni, il Napoli ha occupato il campo costruendo triangoli, ha creato superiorità dietro le linee piuttosto che situazioni di due contro uno (superiorità numerica). Ha giocato un calcio “spagnolo”, per definirlo in maniera volgarmente superficiale. Ed ha funzionato in maniera discreta (eufemismo, ovviamente).

Il nuovo tecnico del Napoli ha spiegato che intende ripartire dal calcio di Sarri, dalla memoria muscolare e tecnica di un organico assemblato secondo questa idea di calcio. E lo sta dimostrando subito, perché l’esercizio di cui vi abbiamo scritto sopra è solo una parte del lavoro impostato da Ancelotti, che sembra ricalcare il software precedente di questa squadra.

La qualità

Ma ci sono anche le sue idee. e anche qui Cruijff ci viene in soccorso. «Alla base di tutto il nostro lavoro in allenamento c’è sempre stata la tecnica di base», ha scritto il fuoriclasse olandese – del campo e della panchina. Ebbene, questo potrebbe essere tranquillamente un mantra ancelottiano. Anzi, è un mantra ancelottiano come abbiamo spiegato nella prima parte della nostra Guida al Napoli di Ancelotti.

Leggiamo:

Dipendesse da lui e dal suo personalissimo senso estetico, Ancelotti proverebbe a imporre qualcosa del tipo: “mettiamo la tecnica al centro del villaggio e il resto viene di conseguenza”. Tutto questo lo troviamo anche nella sua storia più recente, nell’esperienza al Bayern, dove ha scelto inizialmente Thiago Alcantara come uomo-chiave per guidare la macchina bavarese. Poi ha chiamato in Germania James Rodriguez, per moltiplicare le sue opzioni in un calcio che ha alla base l’esaltazione della qualità.

La tecnica al centro del villaggio è una specie di claim, per Carlo Ancelotti. La qualità dei calciatori in un sistema già rodato, un discorso di struttura e sovrastruttura che sembra potersi cucire perfettamente sulle spalle di questa squadra. Quantomeno, a Dimaro si sta lavorando in questo senso.

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