Ancelotti mette il Napoli in cerchio e con i piedi nella sabbia. Poi firma autografi

La seduta pomeridiana del Napoli di Anceloti: due momenti che hanno divertito la squadra e il pubblico, in mezzo il calcio della qualità.

Ancelotti mette il Napoli in cerchio e con i piedi nella sabbia. Poi firma autografi

Una bella seduta di allenamento

Un’ora e mezza, un pomeriggio intero, tante cose belle viste sul campo di Carciato. Carlo Ancelotti sta costruendo piano piano il suo Napoli, e oggi ci ha dato un saggio di quanto possa essere vario, e anche divertente, il lavoro sul campo per una squadra ad alti livelli.

La sessione è iniziata con un esercizio nuovo, molto particolare, indicativo rispetto ai principi di gioco che Ancelotti predicherà riverserà sui campi di Serie A e Champions League. Per chi abbia letto la biografia di Johan Cruijff, rimandiamo a un concetto fondamentale: il terzo uomo. Il senso di questo significato tattico è la ricerca di una combinazione triangolare di passaggio, “guidata” dal movimento di un terzo uomo che crea uno spazio per ricevere il pallone, e poi lo occupa per la successiva ricezione. I calciatori del Napoli ricreano questa situazione sul campetto di Dimaro, scambiano il pallone di prima in mezzo a delle sagome, occupano a turno il posto numero uno, il posto numero due, il posto numero tre. Non va sempre benissimo, ma è un momento di lavoro che chiarisce l’attenzione di Ancelotti per la tecnica e il passaggio in velocità, e in spazi stretti.

Il cerchio della felicità, e la sabbia

È solo l’inizio, pochi minuti dopo la squadra viene divisa in due cerchi, i calciatori si tengono per mano e hanno un compito difficile: palleggiare in quella posizione, senza mollare mai la presa con i compagni. È un giochino divertente, i giocatori sembrano reagire bene a questi stimoli, si prendono in giro, il pubblico applaude quando i calciatori riescono a non far cadere il pallone per qualche minuto. Anche questo lavoro è puramente tecnico, è controllo di palla e del tocco in situazione di equilibrio precario. E poi c’è anche il pubblico che vuole vedere qualcosa per cui valga la pena, e questo è un momento che va anche in questa direzione.

Succede la stessa cosa al termine della seduta, quando la pedana di sabbia del salto in lungo accoglie i piedi nudi dei giocatori del Napoli. Una marcetta sostenuta, il passo strisciato, i tifosi che applaudono i calciatori a pochi metri da loro. Anche questo lavoro fisico, puramente fisico, non si era mai visto con Sarri. È stato un momento singolare, mettiamola così. Con i calciatori sorpresi e divertiti.

Il calcio

In mezzo a questi due esercizi, c’è stato il calcio. I concetti di cui vi abbiamo parlato stamattina, in una porzione di campo più ampia: difesa di più porte, stavolta erano tre per lato, una squadra di dieci attacca e l’altra difende, a turno. Si lavora sugli scambi veloci e negli spazi stretti, il pressing è sistematico ma non sempre aggressivo, il cambio di gioco è un’opzione in cima alle preferenze. Hamsik e Diawara sono i due governatori del centrocampo a tre, ormai la nuova vita di Marek sembra delineata. Un allenamento intenso, non c’è che dire. Per noi che l’abbiamo raccontato, per chi l’ha svolto dall’interno.

Forse anche per Ancelotti, molto presente e molto continuo nelle sue indicazioni alla squadra. Quando tutti sono usciti, il tecnico si è fermato a parlare con il direttore sportivo Cristiano Giuntoli e il capo della comunicazione Nicola Lombardo. Dopo, eccolo sotto la tribunetta di Carciato, a firmare autografi, a prendersi da vicino le prime carezze del suo nuovo pubblico. Anche questo è il ritiro precampionato.

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