La colossale panzana della rosa corta del Napoli

I gol di Milik e Diawara hanno dimostrato quel che da sempre è sotto gli occhi di tutti. I titolarissimi sono figli di una scelta – legittima – di Sarri, non di una necessità

La colossale panzana della rosa corta del Napoli
Rog e Diawara

Dalla teoria alla pratica

Purtroppo o per fortuna, direbbe il compianto Mondonico, nel calcio come nella vita sono sempre i fatti, gli episodi a fare la differenza. Puoi teorizzare come e quanto vuoi, poi le tue teorie devono concretizzarsi, incarnarsi in un episodio reale, soltanto in quel momento le tue parole troveranno ascolto. E il momento è avvenuto, per la precisione ieri pomeriggio al San Paolo, un quarto d’ora alle 17. Il Napoli era sotto di un gol contro il Chievo e quindi in pieno naufragio. Addio scudetto e contestazione che stava già montando.

Milik e Diawara, due non titolarissimi

Poi ci hanno pensato Milik e Diawara a riacciuffare il Napoli per i capelli. “Non era ancora il tempo di morire”, avrebbe detto Bud Spencer in versione Piedone. E il destino ha voluto che né Milik e né Diawara appartenessero alla categoria del titolarissimi ripristinata da Sarri dopo l’età di Mazzarri. Se vogliamo, per motivi diversi. Milik ha subito un grave infortunio, il secondo in due anni, che lo ha tenuto lontano dai campi quasi sei mesi; anche se va ricordato che il polacco, al momento dell’incidente a Ferrara, era – anche giustamente – la riserva di Mertens: senza infortunio, comunque, in questi mesi avrebbe giocato sicuramente di più.

È una scelta di Sarri

Diversa è la posizione di Diawara centrocampista che lo scorso anno, a 19 anni, giocò titolare e impressionò allo Juventus Stadium e al Santiago Bernabeu; che quest’anno a Manchester ha tirato e segnato un rigore pesante, e che ciononostante guarda spesso e volentieri le partite del Napoli dalla panchina. Con quella di ieri, sono appena quattro su trentuno le partite giocate da titolare da Diawara in campionato. Jorginho sta giocando un’ottima stagione, e Sarri gestisce la rosa nel modo che ritiene più efficace per la squadra. È una questione di scelte, non di necessità dettata dalla mancanza di calciatori all’altezza della situazione. Anche i tanti minuti giocati dai titolarissimi sono una scelta – legittima, ci mancherebbe – di Sarri. Eppure c’è ancora, e non sono affatto pochi, chi sostiene la tesi della rosa corta e di conseguenza inadeguata del Napoli.

La profondità della rosa

Ieri la partita l’ha ribaltata proprio la profondità della rosa del Napoli che per fortuna può contare su una panchina di tutto rispetto, tranne per che i per due esterni d’attacco (Mertens e Insigne) che non hanno ricambi all’altezza. Va anche ricordato che Sarri è un allenatore che non ama cambiare, ha una sua idea di squadra titolare ed è un atteggiamento – rispettabile, ci mancherebbe – che però non facilità l’arrivo a Napoli di calciatori che rischiano di trascorrere quasi tutta la stagione in panchina.

Rog mai titolare quest’anno in campionato

Ma il nodo della questione è che sulla panchina il Napoli ha ottimi giocatori. Nella sua storia, il Napoli non ha mai potuto contare su una panchina tanto competitiva. Zielinski – il dodicesimo titolarissimo – giocherebbe anche in squadra di prima fascia, probabilmente anche Diawara. Rog farebbe comodo a tanti allenatori. Un centrocampista che lo scorso anno giocò due ottime partite allo Stadium contro la Juventus in Coppa Italia e a Roma contro i giallorossi in campionato, e che quest’anno non è mai partito titolare in campionato. Come scritto questa mattina, la panchina del Napoli a centrocampo è superiore a quella della Juventus: Zielinski-Diawara-Rog versus Marchisio-Sturaro-Bentancur.

Anche Mario Rui è figlio di una decisione

Dell’attacco abbiamo detto, il ritorno di Milik può consentire anche una minima rotazione tra Mertens e Insigne. Poi c’è la difesa. E anche qui ci aiutano i fatti. Cioè l’infortunio di Ghoulam che ha sì privato gli azzurri di un giocatore in uno stato incredibile di forma ma che non ha colto di sorpresa il club. Il Napoli ha scelto Mario Rui come riserva di Ghoulam. Una decisione ponderata, tant’è vero che ha sostituito Strinic. A destra c’è Maggio e in mezzo avevamo addirittura tre centrali difensivi: Chiriches, Tonelli e Maksimovic. Il serbo è poi andato in prestito allo Spartak Mosca, è stata una scelta quello di farlo partire e Tonelli ha giocato, con quella di ieri, due partite da titolare.

La speranza, ovviamente vana, è che l’ambiente possa rendersi conto di quanto sia assurdo e fuori luogo la polemica sulla presunta rosa corta del Napoli. L’allenatore sceglie e plasma la squadra a propria immagine e somiglianza. Preferisce giocare sempre con gli stessi giocatori, nulla da dire. Ma la panchina, volendo, c’è ed è lì a disposizione. Come ha dimostrato il campo ieri pomeriggio contro il Chievo.

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