La figuraccia del Napoli con Verdi chiude una storia con troppe stranezze

Dalla cifra promessa al Bologna (20-25 milioni) fino alle titubanze del giocatore, tutti i punti oscuri di una trattativa gestita malissimo.

La figuraccia del Napoli con Verdi chiude una storia con troppe stranezze

Dare buca

La trattativa-Verdi è finita male per il Napoli. Se la notizia del rifiuto del calciatore dovesse trovare conferma nella realtà, e a lungo termine, l’immagine del club partenopeo ne uscirebbe fortemente indebolita. Per uno e un solo motivo: ieri sera, a Milano, De Laurentiis era accompagnato da Chiavelli. Chi segue le vicende del Napoli lo sa: il sor Chiavelli, uomo dei contratti, esce fuori dalla sua tana alla Filmauro solo per mettere le firme decisive. È un po’ come Mary Poppins: si muove solo quando cambia il vento.

Quindi, torniamo a ieri. Il team dirigenziale del Napoli vola nel capoluogo lombardo (De Laurentiis anche per riunioni di Lega, Chiavelli no), attende risposta affermativa e firme di Verdi. Qualcuno scrive che Villa Stuart era stata già allestita per i consueti test sanitari di rito. Però, poi, Simone Verdi non si presenta. Dà buca al Napoli, c’è l’immagine di De Laurentiis e Chiavelli letteralmente sedotti e abbandonati a Milano. A Napoli si dice “appesi”. Probabilmente, è il termine più pregnante per descrivere sensazioni e figurazioni di un incontro mancato.

Tutto troppo strano

Noi del Napolista abbiamo espresso qui, in un pezzo molto letto e commentato, la nostra tesi sul “no” di Simone Verdi. Prima che accadesse tutto questo, noi abbiamo scritto del diritto sacrosanto (di Verdi) di dire no (al Napoli). Poi abbiamo provato a ragionare sull’occasione che avrebbe perso e che alla fine ha deciso di perdere. Intorno a questa trattativa, però, nel frattempo è scorso il tempo. Sono successe alcune cose, tutte strane. Fino al clou di ieri, al summit che doveva esserci e non c’è stato.

Ecco, il punto chiave è proprio questo: se il Napoli non era ancora sicuro di aver chiuso l’operazione, perché si è mosso in un certo modo e con le fanfare al seguito? Perché esporsi in maniera così vistosa con il rischio di fare una brutta figura troppo pesante per essere realistica? Non che non possa capitare: un anno e mezzo fa, la Juventus ha fatto fare le visite mediche ad Axel Witsel, lo ha tenuto nascosto in sede per tutta la giornata del 31 agosto. E non l’ha mai comprato. Un altro caso storico è quello di Berbatov che cambiò due aerei e finì al Fulham dopo aver “appeso”, pure lui, Fiorentina e Juventus. Quindi, come dire: il calciomercato è una spedizione nella giungla, e nella giungla è più facile fare grandi errori di valutazione.

I quattro punti

Però, ripetiamo: è (stato) tutto troppo strano.

  1. Il Bologna che chiede 20-25 milioni per un calciatore che non ha cento presenze in Serie A e non ha mai giocato in Europa.
  2. Il Napoli che accetta senza battere ciglio.
  3. Verdi che torna dalle vacanze, si allena col Bologna e dice di no dopo che i suoi tifosi si sono già incazzati.
  4. De Laurentiis a Milano con Chiavelli (ancora!) attori protagonisti della rappresentazione cinematografica della nota canzone “L’appuntamento”. Un’immagine vista solo quando Emery era il candidato al post-Benitez.

Insomma, c’è stata poca attenzione nella costruzione – mediatica e progettuale – di questa trattativa. La strategia non è stata pianificata nel modo giusto, oppure è talmente diabolica da non esserci ancora chiara. In effetti, un’altra cosa che stona con la narrazione classica del calciomercato è il clamore intorno a tutti i punti dell’operazione. Convince poco anche la versione che il calciatore si sia tirato indietro perché a giugno potrebbe non esserci più Sarri, non sta in piedi.

Adesso che cosa succede

I prossimi giorni saranno utili a capire di più rispetto a questo capitolo – un po’ ambiguo – del romanzo di mercato del Napoli. In base allo sviluppo delle trattative “alternative”, in base alle dichiarazioni dei soggetti coinvolti in questa querelle. Il Napoli sembra deciso ad acquistare un giocatore a completamento del reparto offensivo – altrimenti tutto questo avrebbe ancora meno senso -, vedremo come si muoverà. De Laurentiis è inciampato, o ha deciso di inciampare in una scenetta poco edificante. Verdi avrà avuto le sue ragioni – soprattutto economiche -, ora arriveranno i giorni della contestazione e dei nuovi tentativi per porre rimedio. Il tempo c’è, anche se è sempre di meno. Verdi è stato un investimento a perdere, soprattutto da questo punto di vista.

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