
Grazie a De Laurentiis il Napoli non vive più agonie sportive come quella di Totti
di - Roma mi è parsa secoli dietro di noi. Meglio un presidente che allontana i fantasmi del passato e ostenta il buon andamento del bilancio

di - Roma mi è parsa secoli dietro di noi. Meglio un presidente che allontana i fantasmi del passato e ostenta il buon andamento del bilancio

di - Essere del Sud è una scelta. Gli uomini del Sud sono vessati, non schiattigliosi. E sono laboriosi. Prendiamo in mano l'aratro, quei cinque punti di distacco sono un'illusione

di - Come il protagonista di Breaking Bad. Il Sarri di domenica è la provincia italiana combustibile delle luci metropolitane. Meno Trotskj, più scuola di Chicago

di - Le palombelle lasciamole alla spiaggia, il Napoli sta lavorando su di sé: ci serve il cinismo del Regno dei Cieli. Gli scambi al volo sono come il cibo bio

di - Non è contraddittorio amare un capitano onesto e senza fuoco. A mia figlia, ho parlato di lui. E ho scritto questo articolo indossando la sua numero 17

di - Nei quarti di Champions, ho visto milionari del calcio spazzare via palloni fuori area. E nel surreal dibattito pallonaro, irrompe Ottavio Bianchi che fa due conti della serva.

di - Non riconoscere il proprio è da ateo bambino vinovese tanto quanto renderlo un tempio è da perdenti bigotti campani. Eppure stasera non tiferò Barcellona

di - Il Napoli ha bisogno di un Caronte traghettatore orbo che tagli la testa al toro quando serve, in una città di occhi languidi.

di - Gonzalo bello e materno. Nel post-partita, Sarri ne traccia una veloce apologia. Sembrava un film di Antonioni sull'incomunicabilità

di - Sui campi di calcetto sono nati alcuni tra i rapporti umani e professionali più importanti della vita di tantissimi, altro che la solita montagna di master debolissimi.

di - “Sono un professionista, difendo la mia squadra” è la missione di ogni bandito che calchi la scena. Viva Mourinho, mentre Allegri ci ammorba con l'esempio da dare ai bambini.

di - È una polemica anni Cinquanta che serve a creare un altro alibi. Il Nord dei ridicoli poteri forti finisce quasi sempre dietro al Napoli. La Juve è soporifera come l'Italia, ispira odio solo nei semplici.

di - L'acquaiolo catechista si affretta a dire che un primo tempo storico è una vittoria. Non è così. Alla fine sorrodiamo e appaludiamo, come Hamsik che rappresenta il nostro senso di inadeguatezza.

di - Il Napoli, Sarri, tutti ascoltino Down in Mississippi nella versione di Mavis Staples. Pensiamo a noi, non agli arbitri né agli addizionali.

di - Remuntada o remutanda? Mi interessa il pathos, il bilancio lo lascio a chi lo sa curare. E, da rafaelita, invoco echilibrio: con De Laurentiis e con Sarri.

di - Il tuo manager non è tuo amico né tuo confidente. It’s just business. Perciò Gianni Mura sbaglia, magari il Pd avesse De Laurentiis. La politica, Formica insegna, è sangue e merda.

di - La picconata post partita di De Laurentiis è solo l'ultimo episodio di una penosa e grottesca serie di autolesionismi tutti volti a difendere sé prima di tutto. Lo fece anche Sarri (ieri coraggioso) a inizio stagione

di - I suoi primi 50 anni. A Napoli ha vinto tutto, diede dignità a quei ragazzini che giocavano “dietro”. Lo fischiano perché poi andò alla Juventus tradendo la liturgia.

di - Popolo e borghesia fingono di urtarsi eppure procedono all'unisono. Si sono vicendevolmente necessari. Si muovono per ipocrisie, per finte diatribe.

di - Un anno fa moriva Marvin Minsky, oggi Gerardo Marotta. Il primo demolisce l'esistenza dell'identità. Il secondo lo conferma dimostrando che anche lui è Napoli.