Chi ha fatto il disastroso mercato del Napoli?
Conte o Manna? O tutti o due? Non ce n'è uno che si salvi, a partire dall'inguardabile De Bruyne. Soldi buttati dalla finestra. Questo è il tema dei temi per De Laurentiis, molto più della panchina

Cm Parma 12/04/2026 - campionato di calcio serie A / Parma-Napoli / foto Cristiano Mazzi/Image Sport nella foto: Giovanni Manna
La domanda è: chi ha fatto il mercato del Napoli? Un mercato da tre
Ora sono tutti concentrati su Antonio Conte. Per quel che conta, la tifoseria è divisa. In tanti non lo sopportano. E questi tanti vanno divisi: c’è chi non lo ha mai sopportato (e non sono pochi) per vari motivi: la juventinità; c’è chi lo ritiene un allenatore superato, artefice di un gioco noioso; c’è chi lo considera responsabile degli infortuni. Oggi, dopo la sconfitta con la Lazio, passa tutto in cavalleria. Quasi quasi persino lo scudetto.
Conte è accusato di far giocare male il Napoli, di aver contribuito ai tanti infortuni con gli eccessivi carichi di lavoro, di far spendere troppo al club. Concentriamoci su quest’ultimo punto che a nostro avviso è decisivo. Perché, a dispetto di quel che i giornalisti di tutta Italia scrivevano la scorsa estate, il mercato del Napoli è stato una vera e propria tragedia. Forse solo il Liverpool la scorsa estate ha fatto peggio. Il Napoli ha speso una barca di soldi e non ha portato a casa un solo calciatore all’altezza dei denari spesi. A nostro avviso nemmeno Hojlund. Mercato, è bene ricordarlo, che è stato talmente dispendioso da provocare il blocco nella successiva finestra di gennaio. Il Napoli è secondo in classifica grazie al blocco dello scorso anno e dei due scudetti, ha fatto bene il tecnico ieri a ricordarlo. Poi saranno vecchi ok ma senza di loro sarebbe andata decisamente peggio.
È il punto su cui De Laurentiis deve indagare. Il presidente è fortemente legato a Manna. Lo difende sempre, in qualsiasi conversazione privata. Manna è ritenuto intoccabile. Va da sé che allora il responsabile dello sciagurato viene ritenuto Antonio Conte.
Ma procediamo per ordine.
E partiamo da De Bruyne. Qui Antonio Conte non ha responsabilità. De Bruyne – per i pochi che non lo sapessero – era il nome da spendersi lo scorso anno per tacitare la piazza dopo la separazione col tecnico salentino. Sarebbe arrivato Allegri e De Bruyne avrebbe – nei piani del Napoli – fatto dimenticare Andonio. De Bruyne a oggi è uno dei peggiori colpi della storia del Calcio Napoli. Siamo a livello di Ramon Diaz. De Bruyne, a parte l’infortunio, non ha mai inciso. Dobbiamo fare operazioni di speleologia nella nostra memoria e recuperare l’uscita contro lo Sporting Lisbona e la successiva imbucata per Hojlund in contropiede. Più un paio di rigori e qualche calcio d’angolo. Definirlo pochino è riduttivo. De Bruyne è stata una delusione enorme. Senza ricordare quel che è sotto gli occhi di tutti: si pesta i piedi con McTominay, non ha mai trovato la sua posizione in campo. È sempre stato, tranne rarissime eccezioni, un pesce fuor d’acqua. Un altro anno con De Bruyne oggi è una prospettiva che toglie il respiro.
Da De Bruyne passiamo a Lucca. Che è costato al Napoli circa trenta milioni. Lucca avrebbe dovuto fare il vice Lukaku. Poi, Lukaku si è fatto male e si corsi ai ripari con Hojlund consapevoli che Lucca non avrebbe mai potuto reggere l’attacco della squadra. Chi lo ha voluto? Conte ne parlò bene lo scorso anno al termine di Napoli-Udinese 1-1. Un calciatore che si è rivelato palesemente inadeguato. Non solo calcisticamente. Il fallimento è stato talmente evidente che a gennaio è stato mandato in Premier, al Nottingham Forest, in prestito. Lì non gioca quasi mai. Chi ha fatto spendere trenta milioni per lui? Manna o Conte? O insieme?.
E passiamo a Lang. 25 milioni. Altro acquisto sbagliato. Non ha minimamente inciso. Di lui non si ricorda un dribbling, un’accelerazione, uno spunto che sia rimasto nella memoria per più di due secondi. Zero. Conte a Eindhoven disse: “Canta bene”. Roba da andare in analisi per un decennio. Anche lui a gennaio è stato sbolognato. Al Galatasaray. Dove ha brillato per una sera, segnando una doppietta davanti alla porta contro la Juventus. A quel punto fiumi di parole su Conte che non era stato in grado di valorizzarlo. Spentasi la fiammata, Lang è finito in panchina anche in Turchia. E pare che in estate torni a Napoli. Non verrà riscattato. Acquisto totalmente sbagliato.
Vogliamo parlare di Beukema? Trenta milioni per un difensore che definire normale è poco. Chi lo ha seguito a Bologna, sostiene che fosse indispensabile nella retroguardia rossoblù. Sarà. Eppure anche chi non è nato sui campi da calcio, sin dalle prime amichevoli ha notato un difensore come ce ne sono a centinaia. Anonimo, nel senso che non spicca. Per dirne una: Buongiorno quest’anno è un disastro ma i 40 milioni lo scorso anno li valeva. Quando giocava bene, si vedeva, sembrava un valore aggiunto. Poi non si è rivelato all’altezza ma la seduzione c’era stata. Non si capisce come ci si possa innamorare di Beukema. Di certo lui resterà, la speranza è che negli anni a venire ci smentisca.
Tralasciando Elmas, e sorvolando su Milinkovic (secondo noi è inferiore a Meret ma piace a Conte, ai tifosi e amen), passiamo a Hojlund. Perché anche su Hojlund c’è da discutere. Adesso il Napoli spenderà 50 milioni per riscattarlo. È un buon giocatore, senza dubbio. Si impegna, ha imparato un modo di giocare che non era il suo. Ma non è nemmeno lontanamente paragonabile ai quattro centravanti che hanno fatto la storia del Napoli di De Laurentiis: Cavani, Higuain, Mertens, Osimhen. È un buon giocatore e come tale ha le sue partite in cui brilla di più (a Roma, a Milano contro l’Inter) e altre in cui affonda come nelle sabbie mobili. L’alibi è che fare il centravanti sponda non è il suo. Dà il meglio di sé lanciato nel vuoto. Come contro la Roma, lo Sporting. Nelle aree intasate non segna quasi mai. La spesa vale l’impresa? Mah. Il suo voto è una sufficienza risicata. A nostro avviso anche meno. A Napoli detestano Lukaku ma al momento Hojlund e Lukaku nella stessa frase non possono stare, con buona pace dei detrattori del belga.
Chi resta? Marianucci (già sbolognato al Torino a gennaio). Gutierrez che onestamente non ha inciso: sì, qualche lampo ma nulla di che. E poi ci sarebbe il mercato di gennaio. Incomprensibile l’operazione Giovane: un calciatore del tutto normale per cui il Napoli spenderà circa 20 milioni. Probabilmente sarà un affare modello Roberto Inglese che sarà smistato qua e là. E infine Alisson Santos il miglior colpo anche perché arrivato tra lo scetticismo generale. Ora, sia chiaro, non è che stiamo parlando di Kvaratskhelia. È un calciatore con un buono spunto. Nel disastro del mercato del Napoli, spicca. Tutto qua.
Per onestà intellettuale dobbiamo ricordare che invece il mercato dello scorso anno funzionò: McTominay, Neres (che si fa male spesso, però quest’anno è stato probabilmente il migliore quando ha giocato), Buongiorno (di cui abbiamo già detto), Gilmour che tutto sommato il suo lo fa. E Lukaku che – piaccia o meno – lo scorso anno ha portato a casa 14 gol e 10 assist e la cui assenza a nostro avviso in questa stagione si è sentita come il pane. Più lo svincolato Spinazzola. Mercato ampiamente positivo, almeno da otto e mezzo.
Quindi torna la domanda: chi ha firmato il disastro di questa stagione? È la questione madre, molto più del tema allenatore. Perché se il Napoli ha un problema nello scouting (e quest’anno ha dimostrato di averlo), puoi prendere chi vuoi in panchina, pure Ancelotti o Guardiola, non vai da nessuna parte.