Gattuso: “Non siamo degli scappati di casa. Chiesa? Non se la sentiva ed è tornato a casa”
La prima conferenza di Gennaro Gattuso prima del playoff con l'Irlanda. "Chiesa non se la sentiva ed è tornato a casa. Io devo accettarlo. Ora è il momento della leggerezza"

Db Firenze 01/09/2025 - allenamento e conferenza stampa Italia / foto Daniele Buffa/Image Sport
Il mantra, un po’ scontato, è “niente alibi”. Parla Gattuso. Giovedì l’Italia si gioca il primo dentro-fuori Mondiale con l’Irlanda del Nord, e il tema predominante della prima conferenza stampa sono gli infortuni. Chiesa è già passato come un’ombra. È tornato a casa, al suo posto Nicolò Cambiaghi. “Perché non è rimasto? Le teste dei giocatori non sono uguali, quando sento che uno è titubante devo fare una scelta, non se la sentiva ed è tornato a casa. Io devo accettarlo, nella vita al di là di una gara i rapporti sono importanti, penso che non avendo grande conoscenza a livello medico, quando uno non sta bene non si può insistere, ho sempre pensato così”.
“Scamacca problema adduttore, Bastoni uguale, Tonali oggi lavorerà a basso carico, Mancini affaticamento ma niente a livello strumentale, Calafiori ieri piccolo dolorino, ma lo avremo. Chiesa piccoli problemi ieri sera, abbiamo deciso che era inutile che rimanesse. Sulla squadra noi dobbiamo arrivare con grande voglia, lucidi e capire bene tutto, annusare il pericolo, il nostro difetto è che certe volte facciamo fatica ad annusare il pericolo. Bisogna avere rispetto degli avversari, l’Irlanda corre tanto, giocano in verticale, sui calci piazzati fanno paura, occorre grande serenità”.
Per Gattuso ora è solo il momento della “leggerezza. Faccio l’esempio della partita con la Norvegia a San Siro: un bel primo tempo e alla prima difficoltà ci siamo sciolti. Bisogna evitare che questo accada e in questi mesi ho lavorato su questo tasto. Gli episodi in partita possono capitare, bisogna saper andare oltre e dimenticare il passato. Ringraziamo la professionalità di Bastoni: deve curarsi bene, speriamo di averlo disponibile. Sulle cene tra di noi, non abbiamo certo parlato di tattica lì, ho cercato di creare un rapporto con i miei giocatori, ci sono ragazzi che avrebbero meritato come Zaniolo, Bernardeschi, Fagioli, Orsolini, ma la scelta di punta sul gruppo è stata questa, sono molto contento e spero di riuscire a raggiungere l’obiettivo, questo gruppo per come si comporta lo meriterebbe” .
“Facciamo quello che dobbiamo fare, con spensieratezza. Tutto sanno cosa devo fare. Non li soffoco e stare addosso ai ragazzi H24. Serenità. Non posso pensare di stordirli fino a giovedì con messaggi continui e 10 sedute video al giorno. Bisogna approcciarsi alla partita sapendo quello che bisogna fare. Inoltre i miei giocatori non sono degli scappati di casa. C’è gente che ha vinto trofei, scudetti, è arrivata in finale di Champions e ha vinto un Europeo”.
Gattuso sa che al momento il calcio italiano è diventato il brutto anatroccolo: “Non c’è gelosia, grande ammirazione per gli altri sport. Sono cicli, noi vincevamo nel calcio e nel tennis non eravamo competitivi. Vedere vincere nelle altre discipline mi gasa”.
Tornando alle scelte: “La scelta di alcuni che stanno giocando poco? L’ho detto prima, ho deciso di puntare su un gruppo che finora mi ha dato buone risposte e con cui si è costruito un buon clima in questi mesi. Se poi andremo al Mondiale, le porte restano aperte e si possono fare altre valutazioni”.
“Ho scelto io Bergamo, per esempio San Siro è divisa e può essere pericolosa ai primi errori, aver giocato la mia prima partitalì è stata importante, Bergamo è un catino, speriamo di non aver toppato”.
“Le difficoltà con i club che magari preferivano tenersi i giocatori per farli recuperare meglio dai loro problemi l’abbiamo sfangata. Vedo tantissimo attaccamento da parte dei giocatori, non sono frasi fatte e lo penso veramente. Il loro primo pensiero era quello di essere a disposizione per la Nazionale”.











