Tacconi racconta che giocò la finale di Coppa dei Campioni all’Heysel perché lo aveva detto un mago
Doveva giocare Bodini, il mago domandò: "Quant'è alto?". "1,70"."E chi è il dodicesimo?", ribatté. "Tacconi", dissero. "E lui quant'è alto". "1,90". "Ecco, deve giocare lui" concluse il mago.

Db Torino 13/05/2014 - finale Europa League / Siviglia-Benfica / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Stefano Tacconi
L’ex numero uno della Juve, Steafano Tacconi, ama raccontare episodi chiave della sua carriera, come quello relativo alla stagione 1984-85 in cui passò dalla panchina al campo per la finale di Coppa dei Campioni contro il Liverpool all’Heysel, grazie alla scelta di Boniperti e Trapattoni.
Tacconi, racconta alla Gazzetta cosa successe in quella stagione: ”Niente, semplicemente ho preso gol da Aldo Serena al 90′ nel derby e la colpa viene sempre data al portiere. Quando io sono uscito di squadra, però, eravamo quarti in classifica e quando sono rientrato eravamo ottavi: quindi non era un problema di portiere…”.
Trapattoni gli disse che ci sarebbe stato un momento di riflessione da parte di tutti, fu una riflessione parecchio lunga: 24 partite. Poi la finale: ”È successa una cosa particolare: Boniperti e Trapattoni erano scaramantici e ogni venerdì si riunivano in sede con un mago, un certo Proverbio, che faceva anche il pittore (l’artista sensitivo Luciano Proverbio, ndr). Qualche settimana prima della finale di Coppa dei Campioni il presidente chiese al mago di predire come sarebbe finita la partita dell’Heysel. Solo che lui, leggendo le carte, non riusciva a vedere il risultato e iniziò a fare una serie di domande…”.
Racconti.
“Inizialmente chiese a che ora si giocasse la partita e Boniperti rispose “alle 21″, ma continuava a dire che non riusciva a vedere il risultato. Così il presidente si incazzò e disse che la partita sarebbe stata persa. Il mago, però, tentò un’ultima domanda”.
Quale?
“Chiese a Boniperti e Trapattoni chi fosse il portiere della Juve e loro dissero “Bodini”. Il mago a quel punto domandò: “Quant’è alto?”. “1,70” risposero (gli almanacchi riportano 1,78 m, ndr). “E chi è il dodicesimo?”, ribatté a quel punto il sensitivo. “Tacconi”, dissero. “E lui quant’è alto”. “1,90”, replicarono. “Ecco, deve giocare lui” concluse il mago. Quindi è merito suo se sono tornato titolare. E se vi ricordate bene la partita contro il Liverpool io ho preso 4 palloni con le unghie sotto la traversa che, se ci fosse stato Bodini, non li avrebbe presi”.