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Lo Shakhtar: «La Fifa ci ha rovinati, costretti a regalare i giocatori stranieri. “È la vita”, ci hanno detto»

Il dg al Paìs: “Gli altri hanno fatto soldi con i nostri calciatori svincolati forzatamente. La Fifa ha detto che la guerra non è colpa loro”

Lo Shakhtar: «La Fifa ci ha rovinati, costretti a regalare i giocatori stranieri. “È la vita”, ci hanno detto»
FIFA president Gianni Infantino and UEFA president Aleksander Ceferin (right) shake hands as they attend the 46th UEFA Congress and Executive Committee meeting at the Messe Wien Exhibition Congress Center in Vienna, Austria on May 11, 2022. (Photo by JOE KLAMAR / AFP)

Serhiy Palkin dal 2004 è direttore generale dello Shakhtar Donetsk. Un club che il Paìs, che lo intervista, definisce “un’anomalia ambulante”. E’ passato dall’essere “un’attrazione sconosciuta in una grigia città sulla pianura del Mar Nero a diventare il club più potente dell’Europa dell’Est, status che non perde nonostante la guerra che scuote il Donbas dal 2014”. Domani fa visita al Barça.

Palkin dice al Paìs che la Fifa ha azzoppato il club. E se ne è fregata della guerra.

Sogniamo di tornare a Donetsk. Se non sogniamo di ritornare a casa, continuare non ha senso. Adesso siamo come il club dell’intera Ucraina. Dal 2014 giochiamo la Champions League in casa a Kharkiv, Lviv, Kiev… L’anno scorso a Varsavia e quest’anno ad Amburgo”.

Il punto della denuncia è il famoso allegato 7 della Fifa alla legge sullo status e il trasferimento dei giocatori, che a causa della guerra consentiva a tutti gli stranieri dello Shakhtar di rescindere unilateralmente i propri contratti. Lo Shakhtar ha fatto ricorso alla Commissione Europea.

“Quando ci siamo incontrati al Tribunale Arbitrale dello Sport l’unica risposta che ci ha dato la Fifa è stata che comprendevano la nostra situazione ma che questa è la vita e non potevano fare di più. Questa era la retorica. Hanno detto di essere preoccupati per la salvaguardia della vita dei calciatori. Non ho mai chiesto ai giocatori stranieri di rientrare. Non ho mai chiesto loro di impegnarsi in alcun modo. Era il nostro paese, il nostro problema, la nostra guerra. Ho solo comunicato a tutti gli stranieri che siamo disponibili a facilitare partenze negoziate. Nessuno ci ha fatto pressioni per annullare i contratti”.

L’allegato 7, dice, ha distrutto il nostro intero ecosistema. I nostri 13 stranieri erano liberi nel momento in cui dovevamo ricostruire la squadra per giocare il campionato ucraino e la Champions League 2022-23. La Fifa ci ha obbligato anche a pagare i debiti contratti per quei calciatori che non avevamo più. Ci ha detto che ciò che stava accadendo non era loro responsabilità. E che se non avessimo pagato i trasferimenti dei giocatori svincolati, ci avrebbero ritirato le licenze, non avremmo potuto giocare in Europa. Nessuno sembrava capire che la guerra metteva i club ucraini in pericolo di scomparsa”.

“Immaginate l’assurdità della situazione: secondo l’allegato 7, uno dei nostri giocatori (Teté) ha firmato per il Lione gratuitamente quando gli mancava un anno di contratto con noi; e sei mesi dopo il Lione lo ha ceduto in prestito al Leicester. E per questo hanno fatturato un milione di euro. Quelli erano i nostri soldi! Abbiamo interpellato la Fifa e non hanno reagito. Un altro caso è Salomon: il suo valore di mercato, secondo Transfermarkt, è di 20 milioni. È il nostro club che ha generato quel valore, ingaggiandolo quando non aveva esperienza e facendolo giocare in Champions League. E ora il Tottenham lo ingaggia a parametro zero e la Fifa lo sostiene. La Fifa dice che nel calcio siamo una famiglia, ma oggi lo Shakhtar è fuori da quella famiglia”.

Lo Shakhtar ha dovuto lasciar andare Roberto di Zerbi, l’allenatore rivelazione d’Europa con il Brighton. Era una scommessa dello Shakhtar.

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