Il Napoli sta cambiando pelle senza affanni, mentre attorno il clima è surreale

Ancelotti sta guidando con calma e risultati la transizione dal gruppo storico ai nuovi leader. L’atmosfera, invece, è surreale con contestazioni a De Laurentiis

Il Napoli sta cambiando pelle senza affanni, mentre attorno il clima è surreale

La fine del gruppo storico

Nel mese di dicembre alcuni di noi scrissero qui sul Napolista che era cominciata una fase nuova, quella di Carlo Ancelotti, che vorrà/dovrà costruire il suo gruppo, affrancandosi dal gruppo “storico” attuale, quello nato con Rafa Benitez e cresciuto con Maurizio Sarri. La cessione di Hamsik è stato l’antipasto di quello che avverrà nel mercato estivo, quando, ne siamo certi, saranno molti i movimenti in entrata e in uscita.

I punti fermi del  nuovo Napoli quali potrebbero essere? L’impressione è che Carletto voglia ripartire dalla dorsale della squadra. Qualche giorno fa, per spegnere alcune polemiche nate non si sa come, ha annunciato la riconferma di Ospina (30). Dando per scontata la permanenza di Meret (21), possiamo dire che si tratterà della coppia di portieri più forti della storia del Napoli.
Davanti a loro quello che forse è l’unico vero fuoriclasse della squadra: Kalidou Koulibaly. Sul centrale senegalese sono puntati gli occhi di alcune grandi del calcio europeo e sappiamo benissimo che se ci fossero la volontà del giocatore ed un’offerta congrua (diciamo attorno ai 100 mln), le possibilità di vederlo ancora in maglia azzurra sarebbero pari a zero. La speranza è che il progetto del Napoli che sarà lo convinca a rimanere ancora qualche anno. Lui di anni ne ha 27 e sembrerebbe il candidato ideale per accompagnare nella crescita Sebastiano Luperto (22), sinora chiamato 7 volte in causa, 2 da titolare, che ha dimostrato una maturità forse inaspettata. Peraltro ha un record singolare, con lui in campo il Napoli ha sempre vinto.

Il ricambio è già cominciato

A centrocampo Fabian Ruiz si è dimostrato un signor acquisto. Grandissima tecnica, fisicità, adattabilità a vari ruoli e personalità. Difficile chiedere di più ad un nuovo acquisto che, considerata l’età (22), ha persino grandi margini di crescita. Affianco a lui Piotr Zielinski, dopo gli alti e bassi di inizio stagione, sembra aver finalmente trovato il piglio giusto. Con 2333 minuti giocati è attualmente il quinto giocatore più impiegato della stagione ed è a soli 100 minuti dal minutaggio maturato nell’intera scorsa stagione. Con 5 gol segnati è anche il quarto miglior marcatore.
In attacco Arkadiusz Milik (24), con 15 centri stagionali, la miglior media minuti/gol e ben 3 calci di punizione insaccati dovrebbe aver convinto anche il più scettico e cavanista dei tifosi del Napoli. Sicuramente ha convinto Carletto, che proprio sui calci piazzati ha dimostrato il suo feeling con il polacco: prima a Bergamo quando ordinò che fosse lui a tirare e poi a Parma quando gli ha mandato a dire come tirare. Una riconferma potrebbe essersela guadagnata Adam Ounas (22), che ha già giocato quasi il doppio rispetto all’anno scorso e ha messo a segno 4 reti. Se non si deciderà di darlo in prestito, sarà uno dei cardini delle rotazioni in avanti.
Una dorsale di qualità, dall’età media (senza considerare Ospina che avrebbe il ruolo di rincalzo) di 23 anni e rotti, attorno alla quale costruire il nuovo Napoli, dunque, partendo dalla rosa attuale e scegliendo chi sarà dichiarato cedibile. Una dorsale che è la dimostrazione plastica della programmazione sapiente del Napoli, capace di affrontare senza affanni la fine del ciclo avviato da Benitez.
Con le sole eccezioni di ChirichesYounes e, in parte, Verdi (tutti alle prese con guai fisici), il resto della rosa ha avuto la possibilità di dimostrare il proprio valore e Ancelotti ha sin d’ora tutti gli elementi per valutare, come ha detto De Laurentiis, quali saranno i “due o tre cambi importanti” da fare in estate.

Atmosfera surreale

Una premessa che potrebbe (ma non ci crediamo troppo neanche noi) portarci ad un calciomercato finalmente sereno, lontano dalle voci sui grandi nomi che hanno movimentato (solo sulla stampa) le ultime campagne acquisti. Sarebbe una grande vittoria del leader calmo, quella di portare un po’ di serenità in una piazza che ha contestato la società anche a Parma, mentre si vinceva 4-0 in trasferta, con il Napoli al secondo posto e il turno di Europa League appena passato in scioltezza. Contestazioni alle quali, nonostante la ripetitività, non riusciamo ad abituarci perché non le comprendiamo, così come non le comprende Ancelotti che già se ne disse sorpreso poco prima di lasciare il ritiro di Dimaro, figuriamoci oggi, quando la classifica reale ha sovvertito tutte le griglie compilate a bocce ferme e, se passasse il turno col Salisburgo, giocherebbe per la terza volta nella sua storia i quarti di finale dell’Europa League/Coppa Uefa.

Altrove si starebbe a festeggiare, a Napoli si vive un’atmosfera surreale nella quale il mancato superamento del turno contro il RB Salisburgo (che ha vinto 5 scudetti di fila, l’anno scorso è stata semifinalista in Europa League e solo nell’ultima giornata ha perso l’imbattibilità in campionato) suonerebbe come la certificazione di un fallimento che sta solo nella testa di chi vive una realtà deformata.
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